Ambiente Ibleo - Portale ambientalista del Sud-Est Siciliano

Odio la caccia

Pubblicato in Varie da admin il 29 agosto 2010

Odio la caccia,
chi uccide un capriolo, un gallo cedrone, una beccaccia,
chi spara ai passeri o alle cinciallegre per divertimento,
per farsi la mano,
odio chi acceca gli uccelli da richiamo, chi dissemina trappole, esche, tagliole,
odio chi usa il fucile, ma dice di proteggere la natura,
odio i boschi, i prati trasformati in poligoni da tiro,
odio l’odore del cuoio, della polvere da sparo, delle cartucce rosse, gialle e arancione
grandi spesso come il bersaglio,
odio il massacro spaventoso (*)1 di animali che ogni anno avviene in Italia,
chi spara agli uccelli migratori, ai falchi, alle rondini, agli aironi,
odio il cacciatore buono che difende l’habitat naturale
e quello incosciente che ammazza l’amico o un parroco mentre dorme,
odio i ristoranti con gli animali impagliati come trofei,
scoiattoli, marmotte, civette e gufi che ti osservano con gli occhi di vetro,
odio chi spara vicino alle abitazioni, i pallini di piombo nel tuo giardino,
odio la legge fascista (*)2 che permette di entrare nei fondi privati,
i cacciatori che si aggirano a meno di 100 metri dalle case (*)3
con il fucile e il colpo in canna quando la legge lo proibisce,
odio chi mi toglie il piacere della vista di un cervo, di una ghiandaia,
di animali che i miei figli vedranno solo allo zoo o nei parchetti,
odio non poter andare a funghi senza la paura di essere scambiato per un cinghiale
e ascoltare il rumore cupo e cadenzato delle doppiette invece che il canto degli uccelli,
odio la scomparsa dal cielo degli arabeschi formati dagli stormi,
odio l’esproprio della natura fatto per il piacere di pochi (*)4,
il non poter vedere su un tetto i nidi delle cicogne che non migrano più per l’Italia
per sopravvivere ai cacciatori,
odio i riti della caccia, i coltellacci per squartare gli animali, il cameratismo tra uomini veri,
odio chi uccide per piacere, chi definisce sport l’annientamento di una creatura,
una di quelle con cui parlava San Francesco,
odio chi caccia perché “si uccidono anche gli animali d’allevamento”
odio chi libera i fagiani allevati in cortile per poi fulminarli dopo pochi metri,
odio chi usa la caccia e i cacciatori per fini politici,
odio chi non rispetta gli animali e dice di rispettare l’uomo.

(*)1. La stima è di 150 milioni di animali uccisi ogni anno
(*)2. Art. 842 Caccia e pesca - Il proprietario di un fondo non può impedire che vi si entri per l’esercizio della caccia, a meno che il fondo sia chiuso nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia o vi siano colture in atto suscettibili di danno.
(*)3. La caccia è vietata per una distanza di 100 metri da case, fabbriche, edifici adibiti a posto di lavoro. E’ vietato sparare in direzione degli stessi da distanza inferiore di 150 metri.
(*)4. 1.2% della popolazione italiana (dati 2007).

Ps: aderisci ai Comitati contro la caccia

Woodstock 5 stelle - Io ci sarò

Processo Cava Gisana: 4 condanne, 27 assoluzioni

Pubblicato in Varie da admin il 7 luglio 2010

Si è chiuso con 27 assoluzioni e quattro condanne il processo scaturito dalla presunta maxi truffa allo Stato per il progetto di realizzazione di un impianto di biomassa in contrada Gisana Liccio. Carabinieri e Guardia di finanza avevano avviato indagini su false fatturazioni relative ad un finanziamento di poco meno di un milione di euro concesso dallo Stato, in base ad una legge europea specifica per gli impianti di smaltimento di rifiuti speciali, in particolare per la realizzazione degli impianti idrico, elettrico e degli infissi. Per tutti gli imputati è caduta in aula l’accusa di associazione per delinquere, mentre la condanna per quattro di loro è arrivata per una tentata truffa.

Michele Rizza, Marco Spadaro, Graziella Candiano e Ignazio Morana sono stati condannati ad un anno di carcere ciascuno.

Il collegio penale ha invece assolto Maurizio Currò, Andrea Dominici, Rosario Pitino, Vincenzo Iemmolo, Beniamino Girasa, Rosario Puglisi, Pietro Natale Modica Agnello, Rosario Spadaro, Antonino Di Rosa, Francesco Fratantonio, Giorgio Buscema, Giorgio Sarta, Pietro Spadola, Sabina Monaco, Biagio Guastella, Giorgio Iachininoto, Gianluca Regali, Pietro Spadola, Marcello Abate, Franca Cerruto, Giovanni Morana, Raffaele Cappello, Giuseppe Terranova, Giovannella Abate, Francesco Di Raimondo, ed i funzionari del Comune di Modica Francesco Paolino, Giuseppe Castagnetta e Alessandro Modica.

Nella precedente udienza il pubblico ministero, Gaetano Scollo, aveva chiesto pene variabili da uno a tre anni e l’assoluzione di tutti gli imputati dall’accusa di associazione a delinquere, perchè il fatto non sussiste

Lavori sospetti a Cava Ispica?

Pubblicato in Pubblica Evidenza da admin il 28 giugno 2010

Riceviamo e pubblichiamo le foto in cui sono evidenti lavori di sbancamento a Cava Ispica.
Sono lavori autorizzati?

1

2

3

Cava Gisana, richieste condanne.

Pubblicato in Varie da admin il 26 maggio 2010

Condanne variabili da tre ad un anno e parecchie assoluzioni. Il pubblico ministero, Gaetano Scollo, ha chiuso la sua requisitoria nel maxi processo in corso davanti al Collegio Penale del Tribunale di Modica(Maggiore, presidente, Tigano e Manenti, a latere), che vede imputate 31 persone più un’altra che sarà processata a parte poiché trasformato da testimone ed imputato nel corso della sua audizione in aula. L’accusa per tutti è di truffa in danno dello Stato. Un dato importante: il piemme ha chiesto l’assoluzione “in blocco” per l’associazione a delinquere “perchè il fatto non sussiste”.

Tre anni ciascuno sono stati chiesti per i due imprenditori che avevano deciso di avviare il progetto per la realizzazione di un impianto di biomassa in Contrada Gisana Liccio, mentre un anno ciascuno è stato chiesto per gli imprenditori che avrebbero emesso fatture false, cioè senza che nei fatti fossero state eseguite le forniture e le opere.
Assoluzione per quasi tutti i professionisti coinvolti, compreso il dirigente comunale, Francesco Paolino, che era già stato assolto assolto in precedenza da altri reati. Oggetto del processo l’indagine, come si diceva, sul progetto per la realizzazione dell’impianto, svolta dal Nucleo di Polizia Giudiziaria dei Carabinieri e dal Gico della Guardia di Finanza. Gli inquirenti hanno ipotizzato false fatturazioni su un finanziamento di poco meno di un milione di euro concesso dallo Stato, in base ad una legge europea specifica per gli impianti di smaltimento di rifiuti speciali, nello specifico per la realizzazione degli impianti idrico, elettrico e degli infissi.

Un imprenditore ha già patteggiato una pena pecuniaria, mentre erano stati assolti, perchè il fatto non sussiste, insieme a Paolino, l’ex Soprintendente ai Beni Culturali di Ragusa, Beatrice Basile, i suoi collaboratori Giuseppe Saggio, Calogero Rizzuto e Francesco Ascanio. I giudici hanno fissato altre due udienze per le arringhe difensive e per le sentenze al sette ed al quattordici luglio. Gli imputati sono Maurizio Currò, Andrea Dominici, Michele Rizza, Rosario Pitino, Vincenzo Iemmolo, Beniamino Girasa, Rosario Puglisi, Pietro Natale Modica Agnello, Rosario e Marco Spadaro, Graziella Candiano, Ignazio Morana, Antonino Di Rosa, Francesco Fratantonio, Alessandro Modica, Giorgio Buscema, Giorgio Sarta, Pietro Spadola, Sabina Monaco, Biagio Guastella, Giorgio Iachininoto, Gianluca Regali, Pietro Spadola, Marcello Abate, Franca Cerruto, Giovanni Morana, Raffaele Cappello, Giuseppe Terranova, Giovannella Abate, Francesco Di Raimondo e Giuseppe Castagnetta.

Fonte: RTM

Il Parco degli Iblei: storie e luoghi

Pubblicato in Articoli da admin il 30 aprile 2010

parcodegliibei

1.In sintesi
Iblei – storie e luoghi di un parco è un documentario sul Parco degli Iblei e, più in genere, sugli Iblei. Un viaggio alla (ri)scoperta del territorio, per raccontare la natura, la storia, l’uomo. Alle immagini del paesaggio e della natura, di grande potenza visiva, si alternano le interviste ai protagonisti degli Iblei, soggetti interessanti ed eclettici. Un racconto a più voci, in prima persona, grazie al contributo di chi il territorio lo vive per lavoro o per passione: artisti, studiosi, operatori. Il video diventa uno strumento per conoscere e far conoscere il territorio ibleo e per rendere merito a tutti coloro che si attivano per la sua tutela e valorizzazione.

2.Come nasce l’idea
L’idea nasce dalla pubblicazione del volume “Il parco degli Iblei in Provincia di Ragusa” (Ragusa, EdiARGO, 2006), un libro che raccoglie diversi contributi sul Parco degli Iblei, al fine di descrivere “la realizzazione di un sogno e di un progetto”. Il volume è un viaggio negli Iblei attraverso le voci di artisti, geologi, agronomi, speleologi, guide ambientali, studiosi, esperti e semplici appassionati, arricchito da un apparato di foto e illustrazioni con un forte impatto visivo. Il progetto del video-documentario vuole spingersi più in là, dove il libro, ovviamente, non può arrivare. Un racconto, per voci e immagini, di un territorio, con interviste a personaggi e testimonial autorevoli, e immagini di un paesaggio che sempre più è diventato, naturaliter, cinematografico.

 
3.Raccontare gli Iblei
Il video intende raccontare non solo il Parco degli Iblei ma in genere gli Iblei, un’area con un patrimonio inestimabile di ricchezza in termini paesaggistici e antropologici. Se la Sicilia è un’isola, gli Iblei sono un’isola nell’isola, un microcosmo di elementi naturali e umani che fanno di questa zona un territorio davvero unico. Il paesaggio ibleo infatti è stato generato dal legame imprescindibile tra natura e uomo: la natura ha condizionato nel tempo la vita dell’uomo, l’uomo è intervenuto nel tempo per modificare la natura.

Struttura e contenuti
Il documentario ha una durata di circa 60 minuti, con un linguaggio fresco e articolato. Non è infatti un documentario naturalistico di taglio tradizionale (carrellata di immagini con voce off), ma un racconto a più voci, in prima persona, grazie al contributo di chi il territorio lo vive per lavoro o per passione. Lo stile della narrazione è dunque leggero e veloce, e la ricchezza dei contenuti è calibrata attraverso la suddivisione in “unità” di racconto, che racchiudono i vari interventi e/o i vari “oggetti” di indagine. Il video non ha un taglio “redazionale”, ma “emozionale”, attraverso narrazioni “trasversali” che investono tutti i 5 sensi, per rendere la percezione dell’identità iblea attraverso la luce, i suoni, l’evocazione di sapori, odori e sensazioni tattili. Il territorio diventa così pretesto per indagare l’uomo.

Le storie
Il documentario si arricchisce dei contributi di artisti e personaggi autorevoli: in ordine di apparizione Rosario Ruggieri (geospeleologo), Iolanda Galletti (biologa), Paolo Uccello (etnoantropologo), Antonino Duchi (biologo), Gianni Insacco (naturalista), Carmelo Salemi (musicista), Annamaria Sammito (archeologa), Lorenzo Guzzardi (archeologo), Giovanni Distefano (archeologo), Paolo Nifosì (storico dell’arte), Piero Guccione (pittore), Rosario Acquaviva (antropologo), Mario Giorgianni (architetto), Paolo Tiralongo (storico del paesaggio), Giuseppe Leone (fotografo), Sonia Alvarez (pittrice), Luca Lo Presti (dottore forestale), Tonino Perna (docente di sociologia economica), Longino Contoli (biologo), Michele Adorno (naturalista), Saro Cuda (guida naturalistica).

I luoghi
I luoghi delle riprese, rappresentativi del patrimonio naturalistico e paesaggistico, sono stati individuati anche su suggerimento delle persone intervistate (elenco non esaustivo): Cava Ispica, Cava dei Servi, Tellesimo, Cava Misericordia, Cava Celonia, Cava S. Leonardo, Grotta delle Trabacche, Monte Lauro, Casmene, Cascate del fiume Oxena, Pantalica e Valle dell’Anapo, Baulì, Necropoli di Castelluccio, Cava Grande del Cassibile. E ancora Museo Archeologico Ibleo a Ragusa, Museo Civico I luoghi del lavoro contadino a Buscemi.

Le musiche
Le musiche sono composte ed eseguite da Vincent Migliorisi, musicista e autore, che ha realizzato e arrangiato l’intera colonna sonora del documentario. Il film si avvale della partecipazione straordinaria di Carmelo Salemi, che suona il friscaletto, il flauto di canna utilizzato dagli antichi pastori greci. Il brano di chiusura “Cantu l’amuri” è interpretato da Guglielmo Tasca.
 
4. Crediti tecnici e artistici

Una produzione Argo Software Srl
Produzione esecutiva Extempora Srl
Con il sostegno di Cora Banche – Cora Industria
Formato HDV / colore / 16:9 / Dolby Stereo
Durata 60 minuti
Data anteprima 30 Aprile 2010
Un documentario di Vincenzo Cascone
Da un’idea di Lorenzo Lo Presti
Soggetto Vincenzo Cascone, Lorenzo Lo Presti
Riprese Marcello Bocchieri, Vincenzo Cascone,
 Piero Sabatino, Giuseppe Tumino
Montaggio Vincenzo Cascone, Piero Sabatino
Editing suono Vincent Migliorisi
Motion graphics Dario Guastella
Musiche originali Vincent Migliorisi
Con la partecipazione straordinaria di Carmelo Salemi
Testi Lucia Nifosì
Voce narrante Riccardo Maria Tarci
Progettazione e organizzazione Raffaella Spadola
Segreteria di produzione Sara Dipasquale, Rossella Randone
Illustrazioni e storyboard Guglielmo Manenti
Foto di scena Marcello Bocchieri, Teresa Bellina
Design www.spaziocchipinti.it
Traduzione in inglese Marianna Savage
Ufficio stampa MediaLive
Consulenza Studio Astra di Cascone G. e C.

Con gli interventi di (in ordine di apparizione)
Rosario Ruggieri, Iolanda Galletti, Paolo Uccello, Antonino Duchi, Gianni Insacco, Carmelo Salemi, Annamaria Sammito, Lorenzo Guzzardi, Giovanni Distefano, Paolo Nifosì, Piero Gruccione, Rosario Acquaviva, Mario Giorgianni, Paolo Tiralongo, Giuseppe Leone, Sonia Alvarez, Luca Lo Presti, Tonino Perna, Longino Contoli, Michele Adorno, Saro Cuda

Grazie a
- Soprintendenza Beni Culturali Ambientali Ragusa
- Museo Archeologico Ibleo Ragusa
- I luoghi del lavoro contadino - Paese Museo Buscemi
- Azienda Regionale Foreste Demaniali Ragusa – Siracusa
- Comitato promotore del Parco degli Iblei
- Casa Museo Antonino Uccello
- Centro Copigrafico di Antonio Tringali
- Le associazioni Acquanuvena, Ailantos, CAI – sezione Ragusa, CIRS, Ente Fauna Siciliana, Fondo Siciliano per la Natura, Calura, Legambiente – sezione Ragusa, TTO

Le opere di Piero Guccione sono utilizzate per gentile concessione dell’autore
Le fotografie di Giuseppe Leone sono tratte dal volume “La pietra vissuta” Sellerio Editore
Il brano Hybla tratto dall’omonimo album è eseguito da Carmelo Salemi per gentile concessione Edizioni Musicali FolkClub Ethnosuoni
Il brano di chiusura “Cantu l’amuri” tratto da “U Pagghiaru” è interpretato da Guglielmo Tasca
 
5.Dichiarazione del regista Vincenzo Cascone

Guardare non è vedere, il vedere presuppone un processo di conoscenza. Quando abbiamo iniziato questo documentario siamo partiti “guardando” il territorio, studiandolo, calpestandolo e solo gradualmente abbiamo cominciato a conoscerlo. Il nostro sguardo, distratto dai polmoni e dai muscoli, forse ancora non troppo pronti per questa esplorazione, ha iniziato progressivamente a “vedere”: non si limitava a guardare il paesaggio dell’inquadratura, sia esso panoramico o millimetrico, ma si inoltrava a scoprirne le leggi che ne regolavano l’assetto. Abbiamo scoperto così che il paesaggio ibleo, non è riconducibile a una definizione ma a un grappolo di definizioni.
“Siemu figghi ra timpa pirciata”, e già dall’origine si è destinati e destinatari. Così un massaro ha espresso forse il cuore della civiltà iblea. Dove per “pirciare la timpa” si intende il lavorìo costante dell’acqua che, scendendo alla ricerca del mare, consuma, modella e incide la pietra calcarea, e di riflesso quello dell’uomo che scava, spingendo ai bordi la pietra che lo separa dalla fertilità della terra. Due lavorii complementari, che si compenetrano nel popolo delle cave. Siamo figli del sudore e della legge naturale e per questo dobbiamo saper aspettare per poter “vedere”.
Iblei - storie e luoghi di un parco è il racconto di una scoperta (o di una ri-scoperta). Quella di un territorio, vasto e ricchissimo da cui emerge, chiara e monumentale, un’identità millenaria fatta di natura e lavoro umano. Abbiamo scoperto che quella che adesso sembra una contesa, in passato era una relazione, basata sull’ascolto, il rispetto, la fatica nell’adeguare l’esistenza umana alle leggi della natura. Ed è sorprendente intuire come nel territorio ibleo si manifesti oggi questa concezione modernissima che vede l’elemento naturale protagonista e guida dell’agire umano.

6.Dichiarazione del produttore Lorenzo Lo Presti
Questo video è una sintesi dei luoghi degli Iblei e delle voci che li amano e li descrivono, le voci di chi vorrebbe che il Parco fosse non soltanto il frutto di una norma, ma l’espressione di una “consapevolezza collettiva nuova”, di una condivisione di responsabilità, rispetto al territorio, che le leggi ordinarie non riescono mai a creare e a tutelare efficacemente. In assenza di questa sensibilità collettiva resterebbe la certezza della dilapidazione di un patrimonio ambientale e culturale che è la vera e irripetibile ricchezza di questa terra e della Sicilia tutta. 
Estendere i parchi alle aree collinari e rurali di grande valore paesaggistico e antropico oltre che naturalistico, non è altro che un modo per anticipare una diversa impostazione del rapporto uomo-territorio e quindi del concetto stesso di area protetta. Negli Iblei si può appunto sperimentare tale nuova concezione e farne un laboratorio di parco non più inteso solo come museo della natura, ma come luogo dove la presenza dell’uomo e delle sue attività sia elemento compatibile con gli ecosistemi e con il mantenimento dei loro, seppur mutati, equilibri.
Qualcuno ci ha chiesto perchè un’azienda di software, di avanzata tecnologia, come Argo Software ha voluto produrre e finanziare la realizzazione di questo video, che parla di ambiente, di paesaggio, di agricoltura. Noi riteniamo che la credibilità e la qualità dei prodotti di qualsiasi azienda siano strettamente legate alla qualità e alla cura che una popolazione sa attribuire al proprio territorio. È per questo che riteniamo la produzione di questo video un investimento a vantaggio dell’immagine e della credibilità dell’intero mondo produttivo degli iblei. Il Parco Nazionale rappresenta in questa fase l’occasione unica e irripetibile, il parco non solo della natura selvaggia, che tuttavia c’è ed è quella delle cave e dei boschi, ma è anche il parco dove lavorano e vivono i nostri agricoltori, che sono poi quelli che hanno fatto la storia di questa terra, custodi del territorio.
 
7.Note di produzione

PRODUZIONE – ARGO
ARGO-Software nasce nel 1990 a Ragusa mettendo a frutto esperienze diverse nel campo della progettazione e realizzazione di software didattico e gestionale oltre che della editoria e della multimedialità. Ha una posizione di leadership in Italia nella produzione di software per la scuola.

PRODUZIONE ESECUTIVA - EXTEMPORA
Extempora Srl opera dal 2001 nel settore della produzione audiovisiva. A oggi ha curato e realizzato numerosi progetti video (cortometraggi, documentari, redazionali, spot) in ambito culturale e commerciale, per conto di privati, aziende, enti. Fra le produzioni recenti:
- Produzione Il Segreto dei Caminanti, di Rita Mirabella e Giuseppe Tumino, documentario (uscita prevista 2010)
- Produzione ComBattenti, di Giuseppe Tumino, documentario (uscita prevista 2010)
- Produzione esecutiva Crash – sospendi la morte (2009), di Guglielmo Manenti, video-azione per Galleria La Calandra di Ispica
- Produzione esecutiva Divertiti sicuramente (2009), redazionale per Consorzio Revisioni Modica
- Produzione Gutenberg (2009), di Guglielmo Manenti, cortometraggio
- Produzione Officina Russolo (2009), di Guglielmo Manenti, video d’animazione
- Produzione Nimbus 1-2-3 (2008-2009), di Guglielmo Manenti, video d’animazione
- Produzione Nasca Patasca (2009), videoclip d’animazione per il gruppo musicale Talèh
- Produzione esecutiva De Genere Family Doc (2008), di Massimiliano Tumino, documentario backstage per Arcigay Ragusa, Fitzcarraldo Cineclub, Nemoprofeta (Selezionato al Festival con tematiche omosessuali di Torino Da Sodoma a Hollywood 2009)
- Produzione esecutiva contributi video per intervento dello Chef Pino Cuttaia del Ristorante La Madia di Licata (AG) al convegno internazionale “Lo mejor de la gastronomia” San Sebastian (Spagna), novembre 2008
- Produzione esecutiva La via del pescato ibleo (2008) di Vincenzo Cascone, documentario per CCIAA Ragusa
- Produzione esecutiva Abbiamo raccolto le pietre di Giuseppe Tumino (2008) - documentario per Consorzio La Città Solidale di Ragusa, progetto “Giovani in città” (Vincitore della sezione “Oltretempo - Il nostro tempo è ora” al Festival Libero Bizzarri Ascoli Piceno 2008, selezionato a Flower Film Festival, Assisi 2009, Festival del Cinema Invisibile Lecce 2009)
- Produzione Harry Partch Vol.1 (2007) di Guglielmo Manenti, video d’animazione (Secondo premio a Corto Moak Modica 2008, selezionato a Festival del cinema indipendente Foggia 2008, Cortoons Festival Roma 2009, Nontzefilm Bilbao 2009, Corti and Cigarettes Roma 2009, Corti tra le Nuvole Vercelli 2009)
- Produzione La Variante Sultano, (2007) di Vincenzo Cascone, documentario, in collaborazione con Ristorante Duomo di Ragusa (primo premio Academia Barilla – Storie di Cucina Parma 2009, Secondo Premio Lampedusainfestival Lampedusa 2009, selezionato a Festival Costaiblea Ragusa 2007, Slow Food on Film Bologna 2008, Festival Libero Bizzarri Ascoli Piceno 2008)
- Produzione Videoazioni EX - per un bestiario urbano, (2006-2008) videoperformance itineranti, da un’idea di Guglielmo Manenti e Vincenzo Cascone
- Produzione esecutiva La Sicilia cambia musica (2007) di Vincenzo Cascone – Spot per Confeserfidi
- Produzione esecutiva Voglia di crescere? (2006) di Antonio Riva – Spot per Confeserfidi
Più informazioni su www.extempora.com

REGIA – VINCENZO CASCONE
Dopo gli anni universitari a Siena, nei quali approfondisce le problematiche teoriche del linguaggio cinematografico, nel 2001 fonda la casa di produzione Extempora. Alterna all’attività di regista e montatore, quella di produttore ed editore. La Variante Sultano, il suo primo lungometraggio, selezionato a Slow Food on Film 2008 e Festival Libero Bizzarri 2008, ha vinto il primo premio Academia Barilla 2009 e il secondo premio Lampedusainfestival 2009.

8.Il Parco degli Iblei
L’istituzione del Parco degli Iblei permette di tutelare e valorizzare uno straordinario giacimento di biodiversità, di ricchezza storica ed etnoantropologica, nonché un nuovo modello di sviluppo ecosostenibile.
Il Parco degli Iblei ha avuto un primo riconoscimento ufficiale dalla legge finanziaria 2008, che ha stanziato 250.000 euro per la sua istituzione, dopo un lungo iter che ha coinvolto numerosi enti e associazioni impegnati nella tutela e nella valorizzazione del territorio della Sicilia Sud-Orientale: Associazione Acquanuvena di Avola, Agire Solidale, Aiab, Ambiente è vita, Associazione Architettura del Paesaggio – Sezione Magna Grecia – SR, Arci “La locomotiva” di Rosolino, Ass. Bioturismo, Ass. Culturale Università di Siracusa “Le aquile di Prometeo”, Ass. Guide Naturalistiche, Ass. Micologica Bresaola, Ass. per l’Architettura, Cai sez. di Ragusa e Siracusa, Comitato Parchi Siracusa, Ente Fauna Siciliana, Fare Verde, Gruppo Giardino Storico dell’Università di Padova, Gruppo Micologico Bresaola Acrense, Italia Nostra di Ragusa e Siracusa, Legambiente circolo Chico Mendes di Siracusa, Legambiente di Ragusa, LIPU, Pro Loco di Avola, Pro Loco di Rosolini, Slowfood – condotta di Siracusa, WWF sezione di Siracusa, Zelkova Sicula

Una straordinaria biodiversità
Gli Iblei annoverano migliaia di specie vegetali ed animali. Si pensi che nel resto dell’Europa sono solo centinaia. In un solo metro quadro negli Iblei possiamo individuare 15 specie diverse di piante.
La flora annovera oltre 1500 taxa (specie e sottospecie ) per la maggior parte appartenenti all’elemento circum-mediterraneo. Significativa è la presenza di endemismi (rarissima la Zelkova sicula ) che costituiscono oltre il 5% della flora.
Per quanto riguarda la fauna, si segnalano 1157 taxa (specie o sottospecie) di invertebrati di cui 91 endemici per la Sicilia e 29 per l’area iblea, e 100 specie di invertebrati acquatici. Vi sono inoltre 21 taxa di pesci d’acque interne o d’estuario, 5 specie di anfibi e 16 di rettili. Ancora sono presenti 83 specie di avifauna e 3582 esemplari di micromammiferi. La fauna delle grotte annovera 117 specie viventi e 53 allo stato fossile.

Il patrimonio naturalistico e culturale
Il Val di Noto è parte integrante e fondamentale del territorio oggetto del Parco. Si tratta di un’area in cui ricadono ben 16 SIC, Siti di Interesse Comunitario, per una superfice complessiva di 27.847 Ha. Le riserve naturali sono 5 per una superficie di 4.913 Ha. Vi sono inoltre circa 21.000 Ha di boschi demaniali e privati, 9 siti archeologici di notevole rilevanza, e decine di siti archeologici di entità minore.

9.Contatti

EXTEMPORA SRL
Tel/Fax +39-0932-228752
E-mail info@extempora.com uffstampa@extempora.com
Web www.extempora.com

VINCENZO CASCONE
Mobile +39-333-4456316 +39-328-2058105
E-mail vincenzo@extempora.com

Nucleare. Inutile, dannoso e costoso, gli ambientalisti si mobilitano.

Pubblicato in Varie da admin il 27 aprile 2010

Un rapporto presentato dai Verdi nel 24mo anniversario di Chernobyl: in Italia ci sono 90 mila tonnellate di rifiuti tossici e radioattivi, nei 20 anni seguiti alla chiusura delle centrali il nostro Paese ha speso 12 miliardi di euro. Verso un Comitato nazionale

di CARMINE SAVIANO

Dodici miliardi di euro in vent’anni. E’ quanto in Italia è stato speso dalla chiusura delle centrali nucleari ad oggi. Soldi utilizzati esclusivamente per gestire le scorie radioattive. E che non hanno  finanziato né nuove ricerche su energie rinnovabili né la costruzione di un deposito unico nazionale. La denuncia è contenuta in un dossier presentato dai Verdi in occasione del 24° anniversario del disastro di Chernobyl: “L’Italia paga per il nucleare che non ha”. E riparte la mobilitazione ambientalista. Per Legambiente “la scelta del governo di far ritornare il nucleare in Italia è rischiosa e sbagliata”. E sul deposito nazionale di scorie crescono le preoccupazioni in merito all’ipotesi di costruirlo nell’area del Garigliano, tra la provincia di Caserta e quella di Latina. “Proprio in quella zona, abbiamo già avuto la nostra piccola Chernobyl”.

Il dossier dei Verdi. Novantamila metri cubi di rifiuti tossici e radioattivi. A tanto ammonta il lascito delle centrali nucleari italiane, chiuse nel 1990. Un’enorme quantità di scorie sparse in tutto il Paese. Una bomba ecologica non ancora disinnescata che lo Stato sorveglia al costo di 500 milioni di euro l’anno. Soldi, naturalmente, pubblici. Sessantacinquemila tonnellate di questi rifiuti di seconda e terza categoria “provengono dalle centrali in dismissione”. Per completare il quadro, bisogna aggiungere “una produzione annuale di 1.000 metri cubi di scorie provenienti da usi medici e industriali”. E le scorie non invecchiano. La loro pericolosità è quasi permanente. “Quelli di seconda categoria sono rifiuti pericolosi per circa 300 anni mentre quelli di terza rimangono carichi di radioattività anche per 250mila anni”.

L’accordo con la Francia. Al centro delle polemiche, l’accordo che il governo italiano ha sottoscritto con la Francia 1 per la costruzione di reattori nucleari. E Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, ha un sospetto: “Con Parigi potrebbero esserci altri accordi, riservati, per la costruzione di armi atomiche”. Anche Legambiente critica la scelta del governo. Affidando le proprie motivazioni a uno studio condotto sulla tecnologia nucleare francese. Quella che l’Italia dovrebbe importare. E l’EPR, la sigla che identifica il reattore d’oltralpe, viene definito “un bidone”.  

Verso un Comitato Nazionale Antinucleare. Le associazioni ambientaliste sono al lavoro per mettersi in rete. La cornice ideologica è indicata in un documento, sottoscritto, tra gli altri, da Wwf, Italia Nostra, Greepeace e Legambiente. Nel testo vengono elencati i motivi che rendono la svolta nucleare “inutile e pericolosa”: autosufficienza energetica già raggiunta, costi eccessivi del nucleare, scarse prospettive di impiego. E poi, il nucleare non ridurrebbe la dipendenza energetica dell’Italia, perché “dovremmo importare uranio, tecnologia e brevetti”.

La piccola Chernobyl sul Garigliano. L’ipotesi di costruire il deposito nazionale di scorie nell’area del Garigliano, è molto discussa. Anche perché, ricorda il dossier dei Verdi, la zona è già stata interessata da alcuni incidenti. Una lunga e agghiacciante sequenza. Che parte dalla metà degli anni ‘70. E che si svolge nella centrale nucleare di Sessa Aurunca, provincia di Caserta. Nel dicembre 1976 “il fiume Garigliano in piena, entra nel locale sotterraneo raccogliendo oltre un milione di litri d’acqua contaminata”. Un incidente analogo si verifica nel novembre del 1979. Poi passa un anno. E nel novembre del 1980 “le piogge abbondanti penetrano nella centrale. E fuoriescono nel fiume portandosi dietro cesio 137″. Due anni dopo “un contenitore su rimorchio ferroviario da Roma perde per strada 9.000 litri di acqua con cobalto 58, cobalto 60, e manganese 54″. E per il dossier sono documentabili, nel 1972 e nel 1976, due esplosioni dei filtri del camino centrale.

Incidenti che “hanno contaminato fiumi e terreni. E 1700 chilometri quadrati di mare, come certificano studi condotti dall’ENEA tra il 1980 e il 1982″, dice Giulia Casella, presidente del circolo Legambiente di Sessa Aurunca. Che, in merito all’ipotesi di costruire sul Garigliano il deposito nazionale di scorie, dice: “Si tratta di un’ipotesi sciagurata. L’area è inadatta dal punto di vista idrogeologico. E non lo diciamo noi. Lo attesta un documento del governo del 1985″.

Modica. Riciclaggio di denaro e concussione. Ecco le accuse mosse a Drago e ad altri 19 indagati

Pubblicato in Varie da admin il 16 aprile 2010

Il pubblico ministero, Francesco Puleio, ha riformulato le posizioni delle persone interessate al Procedimento per riciclaggio di denaro e concussione e che vede coinvolti i vertici dell’Udc provinciale, tra cui il parlamentare Peppe Drago, l’ex sindaco di Modica, Piero Torchi, e l’ex segretario provinciale, Giancarlo Floriddia, imprenditori e persone vicine al partito.

Il Gup, Patricia Di Marco, su richiesta degli avvocati, alla quale il pubblico ministero ha espresso parere favorevole, ha concesso un termine per l’esame della precisazione, rinviando il processo al 6 maggio,alle 16, per sentire sul punto le deduzioni delle difese.

Ecco di seguito i termini delle precisazioni del piemme, con i nomi degli imputati: Giuseppe Drago, Giorgio Aprile, Bruno Arrabito, Massimo Arrabito, Carmelo Drago, Carlo Fiore, Giancarlo Floriddia, Giancarlo Arancione, Gabriele Giannone, Massimo La Pira, Vincenzo Leone, Vincenzo Piluso, Vincenzo Pitino, Giuseppe Sammito, Marcello Sarta, Piero Torchi, Giovanni Vasile, Rosario Vasile e Giuseppe Zaccaria, sono accusati di associazione per delinquere perché, essendo Giuseppe Drago, Giorgio Aprile, Carmelo Drago, Giancarlo Floriddia, Vincenzo Pitino e Piero Torchi esponenti di vertice delle medesima formazione politica, presente nella compagine di governo regionale ed in quella locale, nonché sfruttando le rispettive pubbliche funzioni e qualifiche professionali si associavano insieme a Carmelo Leone, successivamente deceduto, allo scopo di  commettere più delitti di concussione in danno dei cittadini che si rivolgevano all’Ufficio Tecnico – Sezione Urbanistica – ed allo Sportello Unico per le Attività produttive del Comune di Modica per il rilascio di concessioni edilizie e di provvedimenti suscettibili di apprezzamento economico; abuso d’ufficio ed altri delitti contro la Pubblica  Amministrazione connessi alla gestione del Comune di Modica e della Provincia regionale di Ragusa; riciclaggio del denaro e delle utilità provenienti da tali delitti; rivestendo in particolare Giuseppe Drago la qualità di capo e promotore dell’associazione, cui  competevano le decisioni più importanti, nonché di principale procacciatore delle  tangenti e destinatario finale delle somme di illecita provenienza; Bruno Arrabito la  qualità di organizzatore e direttore, con compiti di raccordo logistico tra i componenti del  sodalizio, di ripulitura del denaro ricavato dalle tangenti e di collegamento tra i  percettori delle tangenti ed i destinatari; Carmelo Drago la qualità di organizzatore e  direttore, con compiti di procacciatore delle tangenti, di raccordo logistico tra i  componenti del sodalizio e di collegamento tra i percettori delle tangenti ed i destinatari;  Giorgio Aprile, Giancarlo Floriddia, Piero Torchi, la qualità di partecipi con compiti, in  quanto titolari di pubblici uffici competenti all’adozione di provvedimenti suscettibili di  apprezzamento economico, di procacciamento e raccolta delle tangenti; Massimo  Arrabito, Carlo Fiore, Gabriele Giannone, Massimo La Pira, Carmelo Leone, Vincenzo  Leone, Giuseppe Piluso, Marcello Sarta, Giuseppe Sammito, Vasile Giovanni e Rosario e  Giuseppe Zaccaria, titolari dei conti correnti sui quali venivano fatte transitare e  movimentate le somme di illecita provenienza, la qualità di partecipi con compiti di  raccordo logistico e di ripulitura del denaro ottenuto dall’attività illecita, al fine di  vanificare le indagini di polizia giudiziaria, ponendo in essere numerosissime transazioni – anche per contanti – per un ammontare cospicuo e del tutto sproporzionato rispetto ai redditi ufficialmente dichiarati, senza che sussistesse un sottostante rapporto economico; Giancarlo Francioso, la qualità di partecipe con compiti di copertura finanziaria (al fine di ostacolare l’applicazione della normativa antiriciclaggio, omettendo di segnalare all’Autorità di vigilanza le operazioni sospette) e di ripulitura del denaro di illecita  provenienza (ad esempio consentendo a Massimo Arrabito e a Gabriele Giannone, tra gli  altri, per mezzo di sottoscrizioni apocrife l’illecita apertura di conti correnti, formalmente  intestati a soggetti all’oscuro di tali operazioni bancarie.

L’associazione, secondo Puleio,  fu promossa, costituita e diretta dall’on. Drago, organizzata dal fratello Carmelo e da Bruno Arrabito, in un periodo compreso tra l’ottobre 2003 e fino al settembre 2007. Relativamente al delitto di concussione aggravata e continuata in concorso sono coinvolti per avere, in concorso tra di loro e con più azioni esecutive del medesimo disegno  criminoso, abusando Giuseppe Drago, Giorgio Aprile, Carmelo Drago, Giancarlo Floriddia, Vincenzo Pitino e Piero Torchi (esponenti di vertice dell’Udc) della loro qualità e dei loro poteri, ed in particolare sfruttando le rispettive pubbliche funzioni: Giuseppe Drago quale parlamentare nazionale, già presidente della Regione siciliana; Aprile di assessore alla viabilità, sicurezza, polizia urbana, protezione civile ed autoparco del Comune di Modica; Carmelo Drago di assessore al bilancio ed allo sviluppo economico del Comune di Modica; Floriddia di assessore al territorio ed ambiente della Provincia regionale di Ragusa; Pitino di componente del Consiglio provinciale di Ragusa, Torchi di sindaco del Comune di Modica, avrebbero costretto Angelino e Rosario Aurnia, Raffaele Cappello, Carmelo e Salvatore Nigro, che avevano in corso delle procedure per il rilascio di concessioni edilizie ed autorizzazioni amministrative presso l’Ufficio tecnico comunale e lo Sportello unico attività produttive di Modica, a versare indebitamente somme (intese a favorire il rilascio da parte dei predetti U.T.C. e S.U.A.P. di Modica di concessioni od autorizzazioni amministrative la cui verifica di conformità a leggi e regolamenti forma oggetto di  separato procedimento penale) di ammontare variabile a taluno degli indagati; nonché indotto Riccardo Amore, Rosario Aurnia, Stefano Di Martino Russo, Dario Giavatto e Rosario Tumino, tutti imprenditori od operatori commerciali sedenti in Modica, a versare somme di vario importo a taluno degli indagati, pubblici ufficiali o privati correi dei medesimi, tutti attivi in settori amministrativi del Comune di Modica, titolari di uffici pubblici competenti alla adozione di provvedimenti suscettibili di apprezzamento economico, secondo il prospetto che segue: Riccardo Amore(architetto, interessato in pratiche edilizie dell’U.T.C. e dello S.U.A.P. di Modica) la somma di 8.500 euro in contanti a Bruno Arrabito che gli aveva fatto richiesta – come era già avvenuto più volte in precedenza – di una somma di 15 mila e 20 mila euro, artatamente qualificandola come prestito, poi mai restituito, a fronte della consegna di un assegno con data posticipata a firma dell’on.Drago, assegno non riscosso da Amore, che non ha mai richiesto la restituzione della somma; Angelino Aurnia (amministratore della TU.DOR.snc., beneficiario di due concessioni edilizie per la realizzazione di 24 unità immobiliari nel Comune di Modica e della concessione edilizia 155/2005 per la realizzazione di 4 villette a schiera a Marina di Modica) un assegno circolare dell’importo di 10 mila euro, tratto all’ordine proprio presso il Credito Emiliano di Modica il 14.11.2005, assegno poi versato da Carmelo Drago su conto 10619 intrattenuto dal fratello sulla Banca Antoveneta di Modica; Rosario Aurnia sulla Banca Antonveneta di Modica; Rosario Aurnia (imprenditore edile e socio della COSMO S.N.C. DI MODICA, della TU.DOR. S.N.C., della MO.EXPO. MODICANA ESPOSIZIONI S.R.L., della A.G.R. COSTRUZIONI S.R.L., beneficiario di due concessioni edilizie rilasciate dal Comune di Modica per la realizzazione di due palazzine per un totale 24 unità immobiliari, delle quali 15 nella zona di Sorda Sampieri e 9 nella zona di Cozzo Rotondo; di una concessione edilizia per la realizzazione di 4 villette a schiera a Marina di Modica; di una concessione edilizia in Marina di Modica, a Punta Regilione, per la realizzazione di una villetta), un assegno bancario per l’importo di 10 mila euro ceduto a Gabriele Giannone; la somma di 25 mila euro all’on. Drago, un assegno bancario di 8 mila euro tratto sul suo conto del Banco di Sicilia di Modica in data 15.11.2005 (ossia il giorno precedente al rilascio della concessione n. 623 del 16.11.2005), versato sul conto intrattenuto dallo stesso parlamentare sull’Antonveneta di Modica; Rosario Aurnia la somma di 5 mila euro a Giuseppe Drago, portata dall’assegno n. 151200968 tratto sul suo conto dell’Antoveneta in data 6.9.2004, negoziato da Drago; Raffaele Cappello (socio ed amministratore della CAPPELLO ANTONINO E C. S.N.C., amministratore della EDIL PRESTAZIONI S. R..L., socio della OASI RESIDENCE S.R.L.; beneficiario della concessione edilizia in zona E3 – terreno agricolo – del PRG, come CAPPELLO ANTONINO E C. S.N.C. per la realizzazione di uno stabile destinato a pubblico esercizio in data 21.03.2005), la somma di 20 mila euro all’on. Drago in data 27.06.2005, attraverso l’emissione di assegni bancari tratti dal suo conto dell’Antoveneta; Stefano D Martino Russo, (titolare dell’agenzia MORUKA VIAGGI di Modica), la somma di 5 mila euro a Bruno Arrabito per viaggi e pacchetti turistici; Dario Giavatto (socio della MARGHERITA S.R.L. di Modica) somme di vario ammontare ad Arrabito, ed in particolare la somma di 3 mila euro, portata dall’assegno nr. 0144596621 tratto sul conto 1403 BPL di Comiso intestato a Monica Bonomo, con firma apocrifa della stessa apposta da Massimo Arrabito; assegno post datato poi negoziato da Pasquale Giavatto, padre di Dario, presidente della MARGHERITA S.R.L. in data 07.09.2007; Carmelo Nigro (legale rappresentante della NIGRO CATERING DI SALVATORE NIGRO & C. S.N.C., con sede in Modica; beneficiario di due provvedimenti autorizzativi dallo S.U.A.P.: il primo in data 27.06.05 e relativo alla realizzazione di un impianto produttivo adibito a “Deposito di prodotti alimentari e materiali da costruzione” su un’area concessa dall’Asi di Ragusa in territorio di Modica; il secondo, n. 81/20.7.2006, relativo alla realizzazione di impianto produttivo da adibire ad “Attività di Catering (lavorazione, confezionamento e commercializzazione dei prodotti agro – alimentari)” a Modica in via Sorda Sampieri, sito in zona E5 del PRG, su una superficie di mq. 17.960, richiesta presentata nell’anno 2003 e provvedimento rilasciato solo il 20.7.2006), la somma di 20 mila euro all’on. Drago, portata da due assegni tratti sul conto corrente 32171 in essere presso la Banca agricola Popolare di Ragusa, agenzia di Modica, intestato alla moglie Graziella Arena, attuale revisore dei conti presso il Comune di Modica; Salvatore Nigro (legale rappresentante della MEDITERRANEA MANGIMI S.P.A. di Modica, beneficiario del provvedimento S.U.A.P. n. 57 del 27.06.2005 relativo alla realizzazione di due distinte unità immobiliari costituite da un impianto produttivo da adibire alla “Lavorazione e pastorizzazione delle uova“ ed un impianto produttivo con destinazione “Commerciale”, in Modica alla c.da Quartarella, zona “E5” del P.R.G.), la somma di 10 mila euro a Carmelo Drago, portata dall’assegno n. 0717145282-09 tratto sul conto 8002385 intestato alla moglie Giuseppa Di Rosa del Credito Siciliano di Modica, emesso in data 07.03.2006, da Salvatore Nigro a favore di se stesso e da questi girato e poi negoziato da Carmelo Drago; Angelo Occhipinti (beneficiario del provvedimento S.U.A.P. n. 102 del 9.11.2005, relativo alla realizzazione di un impianto produttivo da adibire a “Struttura Commerciale (Media struttura di vendita non alimentare)”, nell’area distinta in Catasto terreni del Comune di Modica al Foglio 119, particelle 1694, 1696, 1700 e 1702, della superficie complessiva di mq. 1.485, sita a Modica lungo la ex S.S. 115 (Polo Commerciale) zona “E3” ex “F3” del P.R.G.), la somma di 3 mila euro a Vincenzo Pitino, portata dall’assegno n. 59084732 tratto sulla Bapr C/C 136577 intestato allo stesso e poi versata dallo stesso Pitino nel proprio conto in essere presso la BAP, agenzia di Modica, in data 18.11.2005; Rosario Tumino (nominato, dietro indicazione dell’on. Drago, vice presidente dello Iacp di Ragusa, incarico con indennità pari a circa 1.400 euro mensili), una somma non inferiore a 7 mila euro, portata dall’assegno n. 58030406 tratto in data 05.01.2006 a favore di Massimo La Pira, poi girato dallo stesso a Carmelo Drago e da questi versato sul conto 10619 dell’Antonveneta intestato al parlamentare. Tutte somme, queste che, unitamente ad altre la cui provenienza è in corso di accertamento, confluivano nei conti correnti bancari di: Giuseppe Drago per complessivi .5.106.000,61 euro; Giorgio Aprile per complessivi 346.680,04 euro; Bruno Arrabito per complessivi 1.685.416,41 euro; Massimo Arrabito per complessivi 316.610 euro; Carmelo Drago per complessivi 2.511.276,44 euro; Gabriele Giannone per complessivi 3.050.996,06 euro; Carmelo Leone per complessivi 864.006,71 euro; Vincenzo Leone per complessivi 183.554,72; Vincenzo Pitino per complessivi 134.988,54 euro. C‘è poi il delitto di riciclaggio in concorso, per avere, singolarmente ed in concorso tra loro, raccolto somme di denaro di illecita provenienza che unitamente ad altre confluivano nei conti correnti di questi ultimi relativamente alle somme anzidette e ciò con movimentazioni di ingente ammontare per contanti, incompatibili con l’attività svolta e con i redditi accertati e dichiarati, cui facevano seguito operazioni di prelevamento tramite emissione di assegni bancari, senza essere a conoscenza dei traenti e dei beneficiari degli assegni e/o senza che sussistesse un rapporto causale sottostante a tali operazioni, così trasferendo ed occultando dette somme in modo da ostacolarne l’identificazione della provenienza, e segnatamente: Giuseppe Drago, per avere raccolto denaro di provenienza illecita pari ad 5.106.000,61 euro, ed averlo, in parte, reinvestito nella società Immobile D Srl, per l’acquisto di immobili; Giorgio Aprile per avere raccolto denaro di provenienza illecita pari ad 346.680,04 euro, di cui 68.820 euro, relativi a versamenti di denaro in contante; Bruno Arrabito, per avere raccolto denaro di provenienza illecita pari ad 1.685.416,41 euro, di cui 930.312 euro relativi a versamenti di denaro in contante, a cui hanno fatto seguito operazioni di prelevamento, quasi tutte tramite emissione di assegni bancari, per 1.431.994,47 euro; e tutto ciò, nel periodo sottoposto ad indagine (2006–2007), avendo dichiarato redditi percepiti inferiori a 32 mila, redditi imponibili inferiori ad 21 mila euro, effettuato acquisti con addebiti su carte di credito per 136.990,51 euro e sostenuto in relazione ai cc/cc. predetti spese di tenuta conto, interessi passivi e commissioni per 19.026,01 euro; Massimo Arrabito, per avere raccolto denaro di provenienza illecita pari ad 316.610 euro, di cui 86.460 euro, relative a versamenti di denaro in contante, a cui hanno fatto seguito operazioni di prelevamento, quasi tutte tramite emissione di assegni bancari, per 310.835,15 euro; e tutto ciò, nel periodo sottoposto ad indagine (2006–2007), avendo dichiarato redditi percepiti pari a zero euro; Carmelo Drago, per avere raccolto denaro di provenienza illecita pari a.2.511.276,44 euro, di cui 554.892 euro, relative a versamenti di denaro in contante, a cui hanno fatto seguito operazioni di prelevamento, quasi tutte tramite emissione di assegni bancari, per 1.484.617,72 euro; Giancarlo Francione, preposto dell’agenzia di Comiso della Banca Popolare di Lodi, per avere permesso il reimpiego delle somme a disposizione di Giannone, ammontanti ad oltre . 3.050.000 euro, pur essendo consapevole della sperequazione tra le somme movimentate nei conti ed i redditi guadagnati, di cui ben 886.351,99 euro relativi a versamenti di denaro in contante, a cui hanno fatto seguito operazioni di prelevamento, quasi tutte tramite emissioni di assegni bancari, per .2.832.590,82 euro; Gabriele Giannone, per avere raccolto denaro di provenienza illecita pari ad 3.050.996,06 euro, di cui 886.351,99 euro relativi a versamenti di denaro in contante, a cui hanno fatto seguito operazioni di prelevamento, quasi tutte tramite emissioni di assegni bancari per .2.832.590,82 euro; Vincenzo Pitino, per avere raccolto denaro di provenienza illecita pari ad 134.988,54 euro, di cui 26.500 euro relativi a versamenti di denaro in contante, a cui hanno fatto seguito operazioni di prelevamento, quasi tutte tramite emissione di assegni bancari, per 92.700 euro; Vincenzo Leone, per avere effettuato dal 01.01 al 08.10.2004 versamenti per complessivi 183.554,72 euro, di cui 30.100 euro relativi a versamenti di denaro in contante; Marcello Sarta, per avere permesso a Giannone, attraverso l’utilizzo del conto 11464 intestato alla ditta IDEAMENTE di SARTA Marcello di far transitare parte di 3.050.996,06 euro nella disponibilità del Giannone, somme di illecita provenienza e sperequate ai redditi di questi e di avere permesso, contestualmente, la fuoriuscita di somme dal conto della ditta IDEAMENTE a favore di terzi senza un sottostante e giustificativo rapporto economico-patrimoniale; Carlo Fiore, Giancarlo Floriddia, Massimo Arrabito, Massimo La Pira, Carmelo Leone Vincenzo Leone, Giuseppe Piluso, Giuseppe Sammito, Torchi, Giovanni e Rosario Vasile e Giuseppe Zaccaria, per aver trasferito ed occultato somme di provenienza illecita emettendo assegni bancari senza essere a conoscenza dei relativi traenti e dei beneficiari e senza che vi fosse, a giustificazione di tali emissioni, un sottostante e giustificativo rapporto economico patrimoniale.

Fonte: RTM

Povera Patria

Pubblicato in Articoli da admin il 14 marzo 2010

Il progetto costituzionale di Silvio Berlusconi è molto chiaro: vuole riscrivere la Costituzione. Non modificarne alcuni punti ma riscriverla stravolgendone lo spirito, mettendo al vertice una sorta di “conducator” eletto direttamente dal popolo insieme alla maggioranza parlamentare da lui stesso indicata e subordinando alla sua volontà non solo il potere esecutivo e quello legislativo ma anche i magistrati del pubblico ministero, la Corte costituzionale e le autorità di controllo e di garanzia.
Questo progetto non è nato oggi ma è nella sua mente fin dal 2001, quando ebbe inizio la legislatura che durò fino al 2006 e si svolse durante il settennato al Quirinale di Carlo Azeglio Ciampi. Le divergenze tra il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio furono numerose e ebbero come oggetto soprattutto quel tema; non potendo cambiare la Costituzione nel modo da lui desiderato Berlusconi tentò di modificarla nei fatti contestando sistematicamente le attribuzioni del capo dello Stato e i poteri che gli derivano.
Il capo dello Stato rappresenta il coronamento istituzionale della democrazia parlamentare così come la configura la nostra Costituzione ed è, proprio per questo il maggior ostacolo ai progetti di Berlusconi. Non è dunque un caso che i suoi bersagli costanti siano stati Scalfaro, Ciampi, Napolitano: tre uomini estremamente diversi tra loro, con diversi caratteri e diverse origini culturali, ma con identica dedizione ai loro doveri costituzionali. E proprio per questo sono stati tutti e tre nel mirino di Berlusconi fin da quando salì per la prima volta alla presidenza del Consiglio avendo in animo di governare da solo, senza ostacoli di sorta che controllassero la legalità delle sue azioni e ne limitassero la discrezionalità che egli vuole piena e assoluta.

Gli attriti con Ciampi furono, come ho ricordato, numerosi. Due di essi in particolare avvennero in circostanze di estrema tensione. Il primo in occasione della nomina di tre giudici della Corte costituzionale, il secondo nel momento della promulgazione della legge Gasparri sul sistema televisivo nazionale.
Ho avuto la ventura di esser legato a Ciampi da un’amicizia che dura ormai da quarant’anni, sicché ebbi da lui un lungo racconto di quei due episodi poco tempo dopo   il loro svolgimento. Non ho mai rivelato quel racconto, del quale ho conservato gli appunti nel mio diario quotidiano. Spero che il presidente Ciampi mi perdonerà se oggi ne faccio cenno, poiché la riservatezza che finora ho rispettato non ha più ragion d’essere al punto in cui è arrivata la situazione politica italiana.

L’episodio concernente la nomina dei tre giudici della Consulta nella quota che la Costituzione riserva al Presidente della Repubblica, avvenne nella sala della Vetrata del Quirinale. Erano presenti il segretario generale del Quirinale, Gifuni e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. I temi da discutere erano due: i rapporti con la Commissione europea di Bruxelles dove il premier doveva recarsi per risolvere alcuni importanti problemi e la nomina dei tre giudici.
Esaurito il primo argomento Ciampi estrasse da una cartella i tre provvedimenti di nomina e comunicò a Berlusconi i nomi da lui prescelti. Berlusconi obiettò che voleva pensarci e chiese tempo per riflettere e formulare una rosa di nomi alternativa. Ciampi gli rispose che la scelta, a termini di Costituzione, era di sua esclusiva spettanza e che la firma del presidente del Consiglio era un atto dovuto che serviva semplicemente a certificare in forma notarile che la firma del Capo dello Stato era autentica e avvenuta in sua presenza. Ciò detto e senza ulteriori indugi Ciampi prese la penna e firmò passando i tre documenti a Berlusconi per la controfirma.
A quel punto il premier si alzò e con tono infuriato disse che non avrebbe mai firmato non perché avesse antipatia per i nomi dei giudici ma perché nessuno poteva obbligarlo a sottoporsi ad una scelta che non derivava da lui, fonte unica di sovranità perché derivante dal popolo sovrano.
La risposta di Ciampi fu gelida: “I documenti ti verranno trasmessi tra un’ora a Palazzo Chigi. Li ho firmati in tua presenza e in presenza di due testimoni qualificati. Se non li riavrò immediatamente indietro da te controfirmati sarò costretto a sollevare un conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale. “Ti saluto” rispose altrettanto  gelidamente Berlusconi e uscì dalla Vetrata seguito da Letta. In serata i tre atti di nomina tornarono a Ciampi debitamente controfirmati.

Il secondo episodio avvenne nel corso di una colazione al Quirinale, sempre alla presenza di Gifuni e di Letta. Il Parlamento aveva votato la legge Gasparri e l’aveva trasmessa  a Ciampi per la firma di promulgazione. Presentava, agli occhi del Capo dello Stato, svariati e seri motivi di incostituzionalità e mortificava quel pluralismo dell’informazione che è un requisito essenziale in una democrazia e sul quale, appena qualche mese prima, Ciampi aveva inviato al Parlamento un suo messaggio.
La colazione era da poco iniziata quando Ciampi informò il suo ospite del suo proposito di rinviare la legge alle Camere, come la Costituzione lo autorizza a fare motivando le ragioni del rinvio e i punti della legge da modificare. Berlusconi non si aspettava quel rinvio. Si alzò con impeto e alzò la voce dicendo che quella era una vera e propria pugnalata alla schiena. Ciampi (così il suo racconto) restò seduto continuando a mangiare ma ripeté che avrebbe rinviato la legge al Parlamento. L’altro gli gridò che la legge sarebbe stata comunque approvata tal quale e rinviata al Quirinale e aggiunse: “Ti rendi conto che tu stai danneggiando Mediaset e che Mediaset è una cosa mia? Tu stai danneggiando una cosa mia”.
A quel punto si alzò anche Ciampi e gli disse: “Questo che hai appena detto è molto grave. Stai confessando che Mediaset è cosa tua, cioè stai sottolineando a me un conflitto di interessi plateale. Se avessi avuto un dubbio a rinviare la legge, adesso ne ho addirittura l’obbligo”. “Allora tra noi sarà guerra e sei tu che l’hai voluta. Non metterò più piede in questo palazzo”.

Uscì con il fido Letta. Ciampi rinviò la legge. Il premier per sei mesi non mise più piedi al Quirinale.
Venerdì scorso ho rivisto su Sky un bellissimo film prodotto da George Clooney.  Si intitola “Good Night and Good Luck”, Buona notte e buona fortuna, e racconta di una società televisiva che guidò la protesta dei democratici americani contro la campagna di intimidazione con la quale il senatore McCarthy, presidente d’una commissione di inchiesta del Senato, aveva intimidito e colpito giornalisti, docenti universitari, produttori ed attori, uomini d’affari, sindacalisti, scienziati e tutta la classe dirigente con l’accusa di essere comunisti o loro fiancheggiatori.
Quella società televisiva, guidata da un giornalista coraggioso, mise McCarthy sotto accusa, ne documentò la faziosità e suscitò un tale movimento di opinione pubblica che il Senato aprì un’indagine e destituì McCarthy da tutti i suoi incarichi.
Sky l’ha rimesso in onda l’altro ieri ed ha fatto a mio avviso un’ottima scelta: la sua attualità è stupefacente.
Citerò le parole con le quali il protagonista conclude: “La televisione è uno strumento che può e deve contribuire a rendere le persone più consapevoli, più responsabili e più libere. Se mancano questi presupposti e questi obiettivi la televisione è soltanto una scatola piena di fili elettrici e di valvole”.
Aggiungo io: una scatola, ma a volte molto pericolosa se qualcuno se ne impadronisce e la controlla a proprio uso e consumo.
Good Night, and Good Luck.

Eugenio Scalfari - La Repubblica

MONTALBANO NUOTERA’ NEL PETROLIO?

Pubblicato in Varie da admin il 12 febbraio 2010

Trivellazioni petrolifere: nuovo definitivo attacco al mare ibleo
La provincia di Ragusa terra di conquista dei petrolieri nel silenzio assoluto delle amministrazioni

Montalbano che nuota in una chiazza di petrolio: sarà probabilmente questa la
nuova immagine emblematica dello stato del mare della provincia di Ragusa.

Dopo la colata di cemento e l’espansione serricola su quasi tutta la costa e la
conseguente forte erosione di pressochè tutte le spiagge, sta per arrivare
quella che sarà probabilmente l’ultima definitiva mazzata. Infatti la Provincia
di Ragusa sembra diventata terra di conquista di tutti
, in particolare dei
petrolieri. Dopo le ricerche della Panther Oil, fortunatamente sventata, ecco
che arrivano le richieste di trivellazione a mare davanti la costa iblea. Si tratta
della società “Sviluppo Risorse Naturali srl” con sede a Roma, società
controllata dalla Mediterranean Resources LLC con sede in Austin (Texas-
USA).

L’area della ricerca, che riguarda idrocarburi liquidi e cioè petrolio, interessa
uno specchio di mare che va dal comune di Vittoria a quello di Scicli per un
totale di 460 km quadrati partendo dalla costa e fino a 20 km al largo! La
Sviluppo Risorse naturali srl è in possesso di una autorizzazione della
Commissione per gli Idrocarburi e le Risorse Minerarie (CIRM) del Ministero
dello Sviluppo Economico rilasciata nella seduta del 06/04/2009.
Il mare del mito, quello di Kamarina e di Caucana, di Punta Secca e di
Sampieri, rischia di trasformarsi in un’enorme zona industriale, con decine di
piattaforme petrolifere davanti alla costa ed il conseguente via vai di
petroliere, con buona pace di tutti i progetti di sviluppo turistico, compreso
quello legato al tanto decantato porto di Marina di Ragusa.

Che succederebbe al nostro ambiente ed alla nostra economia se ci fosse una
perdita di petrolio in mare e il greggio raggiungesse la costa (come è accaduto
ad esempio l’anno scorso sulla costa ionica calabrese)? Che fine farebbero i
nostri pescatori, già in forte difficoltà per la diminuzione della risorsa ittica?
Si tratta di una decisione presa dall’alto, scavalcando i comuni, la provincia e
l’intera comunità, che mette a rischio un diverso modello di sviluppo che cerca
di emergere in provincia, in cui il turismo di qualità svolge un ruolo centrale. I
comuni interessati, pur a conoscenza della richiesta delle ricerche (lo sanno
dai primi di dicembre 2009) non ci risulta siano intervenuti nel procedimento
amministrativo, a meno di non aver presentato all’ultimo momento
osservazioni alla richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale.
Ci si chiede però: come mai i comuni non hanno messo in piedi la
stessa protesta che hanno dedicato al parco degli Iblei
, chiedendo che
la decisione non fosse calata dall’alto ma discussa prima localmente?
Perché gli enti preposti alla gestione economica in provincia e le
associazioni di imprese non coinvolte con l’affare petrolio non sono
state avvertite di quanto stava succedendo e, se sapevano, perchè non
si sono mossi?
Il nostro futuro o è legato ad uno sviluppo sostenibile, o non è. Il
petrolio non è il nostro futuro!

I NOSTRI TIMORI SUI RISCHI PER IL VAL DI NOTO SONO SEMPRE FONDATI…

Pubblicato in Varie da admin il 6 febbraio 2010

Danni ambientali considerevoli sono stati causati dalla fuoriuscita di petrolio allo stato grezzo dall’oleodotto Ragusa-Priolo Mostringiano in un affluente del Fiume Tellaro nei pressi della Città di Noto il 18 gennaio 2010. L’ incidente ci dà una ulteriore conferma della bontà della battaglia, a suo tempo intrapresa, per evitare che avessero compimento le concessioni per le trivellazioni petrolifere in un territorio dalle forti vocazioni agricole e turistiche, patrimonio mondiale dell’ Umanità. Abbiamo da sempre paventato, inoltre, il pericolo che tali interventi possono comportare per le falde acquifere e per gli eccellenti prodotti che il distretto offre (olio, mandorle, agrumi, cereali, legumi, frutta, ecc.).
 I nostri timori sono stati supportati da consulenze scientifiche autorevolissime. Nel recente passato la texana Panther Eureka s.r.l. aveva provato ad avviare un nuovo sfruttamento delle risorse del sottosuolo. Questo scellerato tentativo, voluto dal governo regionale di allora, aveva visto una fortissima reazione delle associazioni, delle istituzioni locali e delle comunità. Dopo questo scempio, facciamo l’ ennesimo appello alle Istituzioni Regionali affinché siano presi provvedimenti adeguati per evitare di imboccare una strada che comporti ulteriori danni irreversibili all’ economia ed al paesaggio per poter far sì, invece, che decolli definitivamente un modello di sviluppo ecosostenibile consono alle peculiarità del territorio. Il Comitato per le energie rinnovabili e contro le trivellazioni petrolifere in Val di Noto assieme a tutte le organizzazioni naturaliste, ambientaliste, culturali, agricole e turistiche vigilerà con grande attenzione ed è pronto a far in modo che si mobilitino tutti i soggetti interessati per impedire che ulteriori tentativi siano messi in campo. Pensiamo che siano maturi i tempi, invece, di realizzare il Parco degli Iblei poiche’ permetterebbe grandi vantaggi e benefici per un futuro durevole e compatibile per la gente.
Noto, 23 gennaio 2010 COMITATO NO TRIV
 
COMUNICATO STAMPA  DELL’ENTE FAUNA SICILIANA Del 19.01.2010
L’emergenza sembra passata ma i danni ambientali causati dalla fuoriuscita di petrolio allo stato grezzo dall’oleodotto Ragusa-Priolo Mostringiano che, a quanto pare, per uno smottamento del terreno, favorito dalle abbondanti piogge dei giorni scorsi, ha determinato l’incidente di lunedì 18 scorso con lo sversamento in un piccolo corso d’acqua affluente del fiume Tellaro, sono ancora da quantificare. L’evento, oltre ad allarmare gli imprenditori agricoli della zona interessata, ha preoccupato anche noi che del territorio ibleo abbiamo continua attenzione ed interesse. Questo incidente è, ancora una volta, una testimonianza lampante che la strada all’industrializzazione del nostro territorio, votata da qualcuno, ha dei grossi limiti in quanto, con le fragilità ambientali esistenti, questo rischia di subire sempre più danni irreversibili. Nel recente passato, la texana Panther Oil aveva provato ad avviare un nuovo sfruttamento delle risorse del sottosuolo. Questo scellerato tentativo, appianato dal governo regionale di allora, che aveva visto alzare contro gli scudi da parte di tutti noi ambientalisti oltre che dalle popolazioni locali, oggi confermano ancor di più che le manifestazioni e i convegni di allora, per dare l’altolà ai petrolieri, erano sacrosanti. Dopo questo ennesimo scempio invochiamo la politica a dare le definitive e giuste direttive per l’affermazione di uno sviluppo sostenibile che questa provincia merita. Noi crediamo che oggi l’idea dell’istituzione del Parco degli Iblei diventi sempre più attuale e che ciò sia imprescindibile per il futuro di questo territorio legandolo alla salubrità quale “marchio di qualità” dello stesso.

«Pericolosi e dannosi Perché è stato deciso lo stop sugli Ogm»

Pubblicato in Varie da admin il 28 gennaio 2010

Il caso - Il presidente onorario del Fondo per l’ambiente
Crespi: al governo il dossier sugli effetti per gli animali

ROMA — Ne ha per tutti, Giulia Maria Crespi. Per le multinazionali, «più potenti dei petrolieri» che con gli organismi geneticamente modificati «stanno corrompendo il mondo». Per Luca Zaia, ministro di un’agricoltura «al collasso ». E per la Chiesa, che starebbe diventando, secondo il presidente onorario del Fondo per l’ambiente italiano, il cavallo di Troia dei terribili Ogm. Però Zaia li ha fermati.

Non è contenta?
«Già. Nessuno ha detto il vero motivo per cui l’ha fatto».

Lei lo sa?
«Certamente. Perché lo stesso giorno in cui doveva essere ratificato l’accordo con le Regioni che avrebbe dovuto diventare operativo da domani 28 gennaio la Monsanto, una delle grandi multinazionali che producono gli Ogm, è stata costretta a pubblicare un dossier riservato da cui risultava che animali nutriti con mais geneticamente modificato avevano subìto gravi danni al fegato e ai reni. Ecco la verità».

Resta il fatto che gli Ogm in Italia sono fermi, al contrario di quanto sembra accadere in Europa.
«Resta il fatto che l’agricoltura italiana è al completo collasso. E agricoltura vuol dire turismo, occupazione, difesa idrogeologica. Diciamolo: finora Zaia è stato un disastro. Si cura soltanto di prendere il posto di Giancarlo Galan. Non si è minimamente occupato di aiutare le aziende agricole».

Come, come?
«Senta, l’unica cosa che ha fatto è stato aumentare le quote latte, facendo un favore ai suoi leghisti».

Questo non è aiutare le aziende?
«Bell’aiuto. Così anche i Paesi europei hanno preteso di aumentarle e ora più che mai c’è un dramma italiano, perché la concorrenza produce a minor costo. Infatti in Italia si stanno chiudendo stalle a più non posso. Me lo ha detto Zaia quando è venuto a trovarmi, con due auto blu e la scorta della Forestale. Lui è molto gentile, simpatico, un conoscitore dell’arte. Ma mi pare che i politici non si rendano conto della situazione».

È davvero arrabbiata.
«Sento delle cose che non vanno bene. Anche Pier Luigi Bersani dice: va bene la sperimentazione sugli Ogm, ma con prudenza. Con prudenza? E che cosa vuol dire? Se il mio vicino ha il mais geneticamente modificato, come posso impedire che la mia coltura venga inquinata dal polline? Lo sa che il polline viene portato dai venti? Che con il polline si arriva a contaminare anche le erbe selvatiche della stessa famiglia, diminuendo la biodiversità? E che in questo modo viene impoverito anche l’ambiente? ».

Se le cose stanno così, non è strano che un luminare come Umberto Veronesi abbia dichiarato che gli Ogm «miglioreranno l’umanità»?
«Miglioreranno l’umanità? Intanto sappiamo che in Argentina grandissime superfici coltivate con gli Ogm sono diventate sterili. E che la Food and drugs administration statunitense ha dato un giudizio negativo. Per quanto riguarda Veronesi, ha detto davanti a me che con gli Ogm si può fare agricoltura biologica, dimenticando che se così si eliminano certi insetti come la piralide, poi ci vogliono anche i diserbanti, i concimi, gli anticrittogamici… »

Ma l’uomo? Che prove esistono che facciano male alla nostra salute?
«Per saperlo con esattezza ci vorranno trenta o quarant’anni, ne ho parlato con gli esperti. Per il momento si privatizza un bene comune, perché il contadino che vuole utilizzare le sementi Ogm deve pagare una royalty a chi le produce, cioè le grandi multinazionali. Anni fa in India ci sono stati molti suicidi di contadini falliti perché si erano indebitati per questo e poi la siccità aveva compromesso i raccolti. Il contadino diventa dipendente delle potenti multinazionali, questo è il dramma ».

Veronesi, ma anche Rita Levi Montalcini. C’è chi sostiene che battaglie come la sua sono contro il progresso. Molte scoperte mediche e scientifiche sono avvenute forzando la natura.
«Non la insospettisce che anche la Chiesa stia aprendo agli Ogm organizzando convegni? »

Dovrebbe?
«Senta qua. E Dio disse: la terra produca germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie, e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie».

Cos’è?
«La Genesi. Edizione critica ufficiale a cura di Civiltà cattolica presentata da Carlo Maria Martini. Ora, gli Ogm che cosa sono, se non la negazione di quel principio “secondo la propria specie”, che la Genesi attribuisce a Dio? Non so se tutti hanno chiaro che si uniscono specie diverse: specie vegetali con specie animali, insetti. È una cosa completamente diversa dai cosiddetti ibridi. Si manipola la natura, e alla lunga la natura si ribella».

Ma allora perché la Chiesa sarebbe favorevole agli Ogm?
«Dice che contribuisce a risolvere il problema della fame nel mondo».
«Mi pare una tesi un po’ fasulla. Per ora gli Ogm fanno prosperare soltanto le multinazionali. Alcuni anni fa la scienziata ambientalista indiana Vandana Shiva ci ha raccontato come le multinazionali sono riuscite a imporre il brevetto sul golden rice, che era il loro cibo. La conseguenza è che tutti adesso devono pagare le royalty. Si stanno appropriando di brevetti in tutto il mondo ».
La Repubblica

«Sì al parco concertato». Il ministro calma i politici iblei

Pubblicato in Varie da admin il 26 gennaio 2010

Il parco degli iblei si farà. Anche se è stato un incontro interlocutorio, sembra essere questo l’orientamento del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiamoco al termine dell’incontro romano a cui hanno partecipato i sindaci dei comuni di Ragusa, Siracusa e Catania, oltre ai 3 presidenti delle province interessate.

Immediate le reazioni dei rappresentanti istituzionali che erano presenti all’incontro capitolino. «Si va avanti ma concertando con il territorio- afferma Franco Antoci. Za Roma con Salvo Mallia e la direttrice della riserva Carolina Di Maio- E’ questa l’indicazione data dal ministro Prestigiacomo. Il parco deve essere una risorsa del territorio e non una penalizzazione per le nostre aziende e per il nostro sviluppo. Siccome il ministro dell’Ambiente ha detto chiaramente che non c’è nulla di precostituito e che la proposta di istituzione vuole concordarla col territorio, ecco che dobbiamo mettere in campo una straordinaria sinergia politica-istituzionale e parti sociali per definire un’ipotesi che possa essere un valore aggiunto per la provincia di Ragusa».

Soddisfatto il leader di Italia dei valori di Ragusa, Giovanni Iacono. «Il ministro ha confermato in pieno - dice Iacono- quanto da noi sempre sostenuto: non vi è alcuna delimitazione e zonizzazione relativa al parco degli iblei. Bastava leggere le leggi istitutive dei parchi per comprendere, invece s’è voluto fare a tutti i costi terrorismo mediatico al solo scopo di allarmare e intimorire le perone. Il parco si farà perché è una grande risorsa»

Anche il sindaco Nello Dipasquale da Roma detta il suo commento. «Prendo atto con soddisfazione che l´incontro era stato promosso solo per avviare la discussione sulla zonizzazione del Parco Nazionale degli Iblei. I rappresentanti del Ministero hanno parlato della necessità di aprire una discussione sull´istituzione del Parco Nazionale degli Iblei e non, come era stato indicato nell´avviso di convocazione della riunione romana odierna, del completamento del progetto con cui si istituiva detto Parco». L’ultima parola di Dipasquale è foriera di buone intenzioni.

«Sento il dovere - dichiara il sindaco- di ringraziare la deputazione iblea, i sindaci dei comuni della provincia, il presidente della Camera di Commercio per avere prestato la massima attenzione sull´intera questione in quanto unanimemente convinti che si dovrà lavorare insieme per giungere alla realizzazione di un parco «credibile»”.

Colorito ma efficace come al solito il commento di Vittorio Sgarbi: «Chi è contro il parco sbaglia e va fermato. Piuttosto si goda la civiltà della natura. Il Parco degli Iblei è sacro, chi lo intende compromettere e chi si contrappone, tra le istituzioni, è un incapace».

Giuseppe La Lota Corriere di Ragusa

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