Ambiente Ibleo - Portale ambientalista del Sud-Est Siciliano

Parabole del Muos: il tar boccia le richiesta del Ministero della Difesa e degli Usa

Pubblicato in Varie da admin il 12 luglio 2013

Il Coordinamento Regionale dei Comitati NO MUOS accoglie con soddisfazione la decisione del TAR di Palermo di rigettare la sospensiva richiesta dal Ministero della Difesa. In particolare sottolinea come degna di nota sia la motivazione dell’ordinanza nella quale viene indicato come interesse primario ed imprescindibile la tutela della salute della popolazione di Niscemi “non assoggettabile a misure anche strumentali che la compromettano seriamente fin quando non sia raggiunta la certezza assoluta della non nocività del sistema MUOS”.

I legali del Coordinamento dei Comitati Avv.ti Paola Ottaviano e Sebastiano Papandrea segnalano anche come il TAR abbia rilevato che sussistono seri dubbi in ordine all’incidenza e alla pericolosità del sistema in questione sul traffico aereo degli aeroporti di Comiso, Sigonella e Catania.

La decisione del TAR rafforza la legittimità della resistenza che gli attivisti e dei comitati NO MUOS hanno esercitato ormai da oltre due anni, anche a costo di subire una dura repressione e attività dissuasiva effettuata dalle forze dell’ordine anche mediante arresti, sanzioni amministrative e penali.

Riguardo l’attività repressiva, varie Associazioni, Enti e Comitati, stanno sottoscrivendo una petizione per chiedere la rimozione per incompatibilità ambientale del Prefetto e del Questore di Caltanissetta.

Coordinamento Regionale dei Comitati NO MUOS

Domenica 7 luglio a Modica, proiezione “NO MUOS FILM

Pubblicato in Varie da admin il 5 luglio 2013

Domenica 7 luglio, ore 20:00, Atrio Comunale – Palazzo S.Domenico, Modica bassa
Il documentario NO MUOS FILM nasce dall’esigenza e dall’urgenza sociale, politica e culturale di raccontare e documentare le ragioni della protesta e gli avvenimenti che si stanno susseguendo per fermare l’installazione – all’interno della Riserva Naturale Orientata Sughereta di Niscemi – di una delle quattro stazioni di terra del Mobile User Objective System (MUOS), sistema di comunicazioni satellitari ad altissima frequenza gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Il programma di installazioni è fortemente contestato dagli abitanti di Niscemi e migliaia di siciliani che si sono costituiti in diversi comitati che hanno dato vita al movimento No Muos.

Il documentario avrà una durata di 90 minuti e, attraverso interviste a semplici cittadini, esponenti dei comitati No muos, uomini politici, rappresentanti delle istituzioni, studiosi, medici, ambientalisti, affronterà i diversi argomenti che si muovono intorno al tema No Muos: la sovranità territoriale; la militarizzazione del territorio; il movimento No Muos e le sue forme di lotta civile e politica; i danni alla salute che le radiazioni elettromagnetiche potrebbero provocare alla popolazione; l’impatto ambientale; il sospetto di implicazioni mafiose.

Sito ufficiale: http://www.nomuosfilm.it/

All’interno della Riserva Naturale Orientata Sughereta di Niscemi, sito già dichiarato di importanza comunitaria, si sta costruendo una delle quattro stazioni di terra del Mobile User Objective System (MUOS), sistema di comunicazioni satellitari ad altissima frequenza gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Il programma di installazioni è fortemente contestato dagli abitanti di Niscemi e migliaia di siciliani che si sono costituiti in diversi comitati che hanno dato vita al movimento No Muos.

Il documentario NO MUOS FILM nasce dall’esigenza e dall’urgenza sociale, politica e culturale di raccontare e documentare le ragioni della protesta e gli avvenimenti che si stanno susseguendo per fermare questa installazione.

Obiettivi del documentario sono quelli di:

Osservare e descrivere la natura e le forme di lotta e resistenza del movimento no Muos che vede coinvolti migliaia di cittadini siciliani
Affrontare la questione della sovranità territoriale, interrogandosi e spiegando come mai ancora oggi un paese sovrano come l’Italia deve cedere porzioni di territorio nazionale alle strutture dell’esercito degli Stati Uniti.
Il documentario “No Muos Film” è una produzione dal basso, una produzione che per garantirsi indipendenza ha scelto di cercare fondi attraverso il sostegno popolare. Chiunque trovi interessante, utile e necessario il progetto, può diventare produttore del film, sottoscrivendo una quota, che, in base al budget dichiarato, sarà uguale per tutti e che sarà versata solo a film finito. Le modalità di questo procedimento sono più ampiamente chiarite sul sito www.produzionidalbasso.com nell’area dedicata al progetto “NO MUOS FILM”.

Ulteriori forme di finanziamento a sostegno del film saranno ricercate attraverso eventi destinati a promuovere il progetto.

Contenuti

Il documentario avrà una durata di 90 minuti e, attraverso interviste a semplici cittadini, esponenti dei comitati No muos, uomini politici, rappresentanti delle istituzioni, studiosi, medici, ambientalisti, affronterà i diversi argomenti che si muovono intorno al tema No Muos

La sovranità territoriale
La militarizzazione del territorio
Il movimento No Muos e le sue forme di lotta civile e politica
I danni alla salute che le radiazioni elettromagnetiche potrebbero provocare alla popolazione
L’impatto ambientale
Il sospetto di implicazioni mafiose
Il film documenterà gli eventi che quotidianamente si svolgono presso la sughereta e la città di Niscemi, teatro di iniziative, incontri fra rappresentanti delle istituzioni e i cittadini nonché

www.nomuosfilm.it

english version

The documentary NoMuos stems from the social, political and cultural urge to tell and document the reasons of the protest and the events that are taking place to stop the radar installation.
Inside the Natural Cork Tree Reserve of the town of Niscemi, declared Site of Community Importance, is being built one of the four ground stations of the Mobile User Objective System, a system of satellite communications at very high radio frequencies, operated by the Department of Defense of the United States.
The installation programme is strongly contested by the inhabitants of Niscemi and by many other Sicilians who have formed many committees which together have given birth to the NoMuos movement.

The Objectives of the documentary are to:

Observe and describe the nature and the forms of fighting and resisting of the NoMuos movement involving thousands of citizens in Sicily
Address the issue of territorial sovereignty, questioning and explaining whyl a sovereign country like Italy still has to give portions of national territory to the structures of the U.S. Army.

The documentary “No Muos Film” is a production “from the bottom”, a production that in order to guarantee its independence has chosen to seek funds through popular support. Anyone finding this project interesting, useful and necessary, can become a producer of the film, by signing a share, which, based on the budget said, it will be the same for everyone and will be paid only on the finished film. The details of this process are more fully clarified on the site area dedicated to the “NO Muos FILM”.

info and contacts:
www.nomuosfilm.it

Prodursi il cibo un atto criminale?

Pubblicato in Varie da admin il 22 maggio 2013

Come la Tecnocrazia intende affamare il Popolo

- Oggi, lo stato di indigenza, di povertà e di dipendenza dai bisogni primari, è tale, da indurre i soggetti più deboli della società al suicidio, e altri, i più resistenti che, a breve, saranno costretti ad abbandonare i centri urbani per riparare nelle campagne, e prodursi autonomamente il cibo necessario per sopravvivere.
Parallelamente, l’Unione Europea, emana leggi che vietano la coltivazione privata di orti e ortaggi e l’allevamento di animali da cortile. La tecnocrazia vuole affamare il popolo, dopo averlo ridotto in schiavitù –

Quando ti tolgono il lavoro e ti ammazzano di tasse, l’ultima speranza rimane quella di tornare alla terra per auto produrre il sostentamento necessario alla vita di tutti i giorni. Tanto è vero che la fortissima crisi economica ha favorito la nascita di migliaia di nuovi agricoltori, anche in Italia, ognuno con il proprio orticello. Ma ecco arrivare la proposta di legge UE – totalmente folle – che vuole mettere al bando i piccoli orti e vietare l’autoproduzione di cibo. A questo punto, e se dovesse andare in porto, cosa resterà se non la rivolta sociale contro il regime tecnocratico?

Una nuova legge proposta dalla Commissione Europea renderebbe illegale “coltivare, riprodurre o commerciare” i semi di ortaggi che non sono stati “analizzati, approvati e accettati” da una nuova burocrazia europea denominata “Agenzia delle Varietà Vegetali europee”. Si chiama “Plant Reproductive Material Law”, e tenta di far gestire al governo la regolamentazione di quasi tutte le piante e i semi. Se un contadino della domenica coltiverà nel suo giardino piante con semi non regolamentari, in base a questa legge, potrebbe essere condannato come criminale.
Questa legge protesta, intende stroncare i produttori di varietà regionali, i coltivatori biologici e gli agricoltori che operano su piccola scala. «Come qualcuno potrà sospettare questa mossa è la “soluzione finale” della Monsanto, della DuPont e delle altre multinazionali dei semi, che da tempo hanno tra i loro obiettivi il dominio completo di tutti i semi e di tutte le coltivazioni sul pianeta».

Criminalizzando i piccoli coltivatori di verdure, qualificandoli come potenziali criminali i burocrati europei possono finalmente consegnare il pieno controllo della catena alimentare nelle mani di corporazioni potenti come la Monsanto. I piccoli coltivatori hanno esigenze molto diverse dalle multinazionali – per esempio, coltivano senza usare macchine e non vogliono utilizzare spray chimici potenti. Per cui, non c’è modo di registrare quali sono le varietà adatte per un piccolo campo, perché non rispondono ai severi criteri della “Plant Variety Agency”, che si occupa solo dell’approvazione dei tipi di sementi che utilizzano gli agricoltori industriali. In pratica, d’ora in poi, tutte le piante, i semi, gli ortaggi e i giardinieri dovranno essere registrati.
Tutti i governi sono, ovviamente, entusiasti dell’idea di registrare tutto e tutti. Tanto più che i piccoli coltivatori dovranno anche pagare una tassa per la burocrazia europea per registrare i semi. Gestione delle richieste, esami formali, analisi tecniche, controlli, denominazioni delle varietà: tutte le spese saranno addebitate ai micro-produttori, di fatto scoraggiandoli.
Anche se questa legge verrà inizialmente indirizzata solo ai contadini commerciali si sta stabilendo comunque un precedente che, prima o poi, arriverà a chiedere anche ai piccoli coltivatori di rispettare le stesse folli regole.
Un tecno-governo impazzito!!! Questo è un esempio di burocrazia fuori controllo. Tutto quello che produce questa legge è la creazione di una nuova serie di funzionari dell’Ue, pagati per spostare montagne di carte ogni giorno, mentre la stessa legge sta uccidendo la coltura da sementi prodotti da agricoltori nei loro piccoli appezzamenti e interferisce con il loro diritto di contadini a coltivare ciò che vogliono». Inoltre è molto preoccupante che si siano dati poteri di regolamentare licenze per tutte le specie di piante di qualsiasi tipo e per sempre – non solo di piante dell’orto, ma anche di erbe, muschi, fiori, qualsiasi cosa – senza la necessità di sottoporre queste rigide restrizioni al voto del Consiglio.

Come sempre, il diavolo si nasconde nei dettagli. Il problema di questa legge è sempre stato il sottotitolo, che dice un sacco di balle, come sul mantenimento della biodiversità e sulla semplificazione della legislazione, come se il nuovo dispositivo rendesse finalmente le cose più facili, ma negli articoli della legge c’è scritto tutto il contrario. Esempio dove si spiega come “semplificare” le procedure per le varietà amatoriali, non si fa nessun accenno alle accurate classificazioni già elaborate dal Defra, il dipartimento britannico per l’agricoltura impegnato a preservare le varietà amatoriali. Di fatto, la maggior parte delle sementi tradizionali saranno fuorilegge, ai sensi della nuova normativa comunitaria. Questo significa che l’abitudine di conservare i semi di un raccolto per la successiva semina – pietra miliare per una vita sostenibile – diventerà un atto criminale. Inoltre, questa legge uccide completamente qualsiasi sviluppo degli orti nel giardino di casa in tutta la comunità europea, avvantaggiando così i grandi monopoli sementieri.
E’ quello che stanno facendo i governi: stanno prendendo il controllo, un settore alla volta, anno dopo anno, fino a non lasciare più nessuna libertà, al punto di ridurre le popolazioni alla schiavitù in un regime dittatoriale globale.

Si avvera così la “profezia” formulata da Adams nel libro “Freedom Chronicles 2026” (gratuito, scaricabile online), nel quale un “contrabbandiere di semi” vive in un tempo in cui le sementi sono ormai divenute illegali e c’è gente che, per lavoro, ne fa contrabbando, aggirando le leggi orwelliane imposte della Monsanto. L’incubo pare destinato a trasformarsi in realtà: «I semi stanno per diventare prodotti di contrabbando», afferma Mike Adams. «Chiunque voglia prodursi il suo proprio cibo sta per essere considerato un criminale». Questo, conclude Adams, è il dominio totale sulla catena alimentare. «Tutti i governi cercano un controllo totale sulla vita dei cittadini». Per questo, oggi «cospirano con le multinazionali come la Monsanto», ben decisi a confiscare la libertà più elementare, cioè il diritto all’alimentazione. «Non vogliono che nessun individuo sia più in grado di coltivare il proprio cibo».

FATE AZIONI D’AMORE PARTENDO DA UN SEME
Fate una bomba di semi da gettare ovunque e in ogni luogo! Mettete fiori nei cannoni: era un detto degli anni ’70, della Flower Power Generation. Oggi i figli dei fiori si sono trasformati in molteplici manifestazioni umane, come i guerriglieri del Guerrilla Gardening. Gli attivisti della semina selvaggia se ne vanno, a volto coperto nella notte, a seminare fiori e ortaggi nelle zone degradate della città, creano delle aiuole stupende e coloratissime, preparano bombe di terra e semi e le gettano dove ci sia un lenzuolo di terreno disponibile. Fanno cultura, celebrano la vita oltre la specie, credono in un’idea, sono pacifisti. Seminano Amore attraverso dei piccoli semini. Tutti noi possiamo fare la guerriglia dei semi, uscire alla sera o anche al mattino con un cestino pieno di bombe di semi e spargere la vita sulla terra.

Gianni Tirelli – con l’ausilio della Rete

Vino, la Sicilia guarda al Brasile, produttori preparano missione.

Pubblicato in Varie da admin il 2 maggio 2013

(AGI) - Palermo, 2 mag. - Sara’ il Brasile la prossima tappa del programma di internazionalizzazione promosso dall’Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia: un progetto ideato per promuovere, nel mondo, le eccellenze vitivinicole del “Born in Sicily”. Dopo l’India, la Scandinavia e Hong Kong, le cantine siciliane volano oltreoceano per approdare a San Paolo do Brasil e incontrare i piu’ qualificati operatori del settore. “Il mercato vinicolo in Brasile - afferma Lucio Monte, responsabile dell’area-tecnico scientifica dell’Irvos - e’ in forte crescita. I consumi di vino stanno aumentando. Il momento appare dunque propizio per le aziende siciliane”.

(AGI) - Palermo, 2 mag. - Mercoledi’ 8 e’ previsto un seminario, condotto da Christian Burgos di Gruppo Adega e rivolto ai produttori siciliani, per illustrare l’andamento e le dinamiche del mercato brasiliano. Nel pomeriggio invece sono state programmate due Masterclass sui vini siciliani: ogni cantina partecipante proporra’ la propria top wine in degustazione.
  Entrambi i seminari saranno curati da Arthur Azevedo, Presidente dell’Associazione Sommelier Brasiliana, grande critico e opinion leader in Brasile. Anche in quest’occasione, come per le precedenti missioni all’estero, sara’ proposta la collaudata formula del walk around tasting riservato agli operatori di settore: stampa, importatori, ristoratori, enotecari e opinion leaders del mercato. Sul mercato brasiliano operano oltre 300 imprese di importazione, afferma Michele Shah, consulente del programma di internazionalizzazione dell’Istituto, numero “che continua a crescere, senza contare i buyer Gdo e i molti importatori di prodotti alimentari che oggi sono anche importatori di vino. I vini italiani e in particolare quelli provenienti dalle regioni di Piemonte, Veneto, Toscana e Sicilia sono considerati essenziali: il loro acquisto e’ realizzato direttamente dall’importatore che entra in contatto con l’azienda vinicola”.

Sicilia in balia delle trivelle il governo raddoppia area di ricerca

Pubblicato in Varie da admin il 21 marzo 2013

Che la Sicilia facesse gola ai petrolieri, lo sapevamo già. Ma tra poco tempo potrebbe diventare un vero e proprio paradiso per le trivelle. Durante gli ultimi scorci di governo, il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, ha fatto un altro grande regalo alle compagnie petrolifere, estendendo l’area per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi al largo delle coste dell’Isola. Il decreto, firmato il 27 dicembre 2012, è stato adesso pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 12 marzo (QUI IL DOCUMENTO E LA MAPPA). L’atto del governo riguarda l’ampliamento della zona “C” aperta alla ricerca e alla coltivazione degli idrocarburi in mare. Di fatto, viene raddoppiata l’area interessata alla “caccia” dell’oro nero, che già comprende il mare attorno a tutta l’Isola, soprattutto nella parte meridionale e al largo delle Egadi, di Lampedusa e a sud di Mazara del Vallo e Selinunte, integrando un’enorme porzione a est del Mar Ionio meridionale e a sud-est del Canale di Sicilia (si chiamerà zona “C” – Settore Sud). Insomma, di meglio i mercanti del petrolio non potevano sperare.

SI SCALDANO LE TRIVELLE – Così, a decorrere da tre mesi dalla data di pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea “i soggetti interessati – si legge – possono presentare istanze di permesso di prospezione o di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi”. Poco importa che le “prospezioni sismiche” (ovvero emissioni di onde sonore attraverso l’espulsione di aria compressa) usate dalle compagnie petrolifere prima della trivellazione hanno effetti devastanti sulla fauna ittica, specialmente per i cetacei e il pesce azzurro. Per non parlare poi della successiva trivellazione, col pericolo di sversamenti accidentali di idrocarburi in mare, a poche miglia dalle coste siciliane. Ma, si sa, lo Stato sulle royalties ci guadagna, e parecchio, mentre la Sicilia, con le sue tre piattaforme petrolifere, incassa cifre irrisorie.

AMBIENTALISTI CONTRO – “Sconfortante”. È il giudizio senza giri di parole di Mario Di Giovanna, ingegnere geotecnico, portavoce del comitato “Stoppa la piattaforma”, nato da un paio di anni per l’emergenza trivelle al largo di Sciacca, e costituito, tra le altre, dalle associazioni Green Peace, Italia Nostra, Lega Navale e L’AltraSciacca. “Grazie al ministro e ai nostri parlamentari, – denuncia Di Giovanna – la Northen Petroleum, ha chiesto, ed ottenuto, di potere operare, in deroga al decreto Prestigiacomo, all’interno delle 12 miglia, cioè a poche bracciate da casa nostra. Il permesso d29, il più vicino a Sciacca, è ancora sottoposto a procedura di impatto ambientale, ed il nostro comitato aveva, in tempo utile, fatto le proprie opposizioni. Quindi almeno per questo permesso, c’è ancora una labile speranza di fermarli”.

LETTERA A CROCETTA – Proprio per questo, il comitato Stoppa la piattaforma insieme alle altre associazioni partner e Agci Agrital Sicilia, Lega Coop Pesca Sicilia, Associazione Apnea Pantelleria, l’11 Marzo, ha scritto al presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, chiedendo di prendere posizione contro il rilascio e la riperimetrazione dei permessi di ricerca d29 e d347, che riguardano la costa che va da Sciacca ad Agrigento, riattivati o riperimetrati grazie al decreto Crescitalia.

RISCHIO FRACKING – C’è poi l’ombra del fracking che avanza minacciosamente tra i fondali del Canale di Sicilia. Si tratta di una tecnica invasiva praticata dalle compagnie petrolifere, che pompano acqua o solventi chimici ad una pressione fortissima per fratturare strati di roccia, così da rendere comunicanti sacche di petrolio o di gas ed estrarli più facilmente. “Che in Sicilia il fracking sia stato praticato in passato tendo a escluderlo, – spiega Di Giovanna – perché i pozzi sono abbastanza vecchi, ma ciò non significa che non possa accadere in futuro, dal momento che i permessi di ricerca aumenteranno progressivamente e questa tecnica diventa sempre più economica per le compagnie”. Che il fracking non faccia proprio bene ai fondali è fatto acclarato, soprattutto se lo si pratica con disinvoltura. Elevati sono i rischi sismici perché si va a intaccare la struttura stessa del terreno ed anche quelli ambientali per la contaminazione chimica delle acque sotterranee e dell’aria. Non a caso in alcuni paesi questa tecnica è stata vietata. C’è chi, come il fisico Maria Rita D’Orsogna, sospetta che il fracking, ufficialmente mai usato in Italia, possa fare presto capolino nel nostro territorio, sempre che non sia stato già praticato, nascosto dal buio degli abissi. I ghiotti mari siciliani si salveranno dall’invasione?
di Giulio Giallombardo

Malattie e Scie Chimiche

Pubblicato in Varie da admin il 18 marzo 2013

Quali sono le malattie che si possono correlare alle scie chimiche?

E’ noto che le chemtrails contengono elementi chimici e biologici dannosi. E’ quindi possibile collegare il massiccio spargimento di vari veleni nell’ambiente sia all’insorgenza di nuove patologie sia all’incremento di malattie un tempo meno diffuse.

Poiché, con le chemtrails, sono sparsi vari metalli (l’alluminio, il bario, il piombo etc.), si diffondono sempre più malattie come il Parkinson e l’Alzheimer. La causa del Parkinson è probabilmente da ricercarsi nell’accumulo di metalli nell’encefalo. Anche il Parkinson, sebbene se ne sospetti un’origine genetica, è legato presumibilmente all’accumulo di metalli nel cervello.
Il bario è un veleno che attacca soprattutto i muscoli, cuore compreso. Può essere all’origine di ictus a loro volta legati alla fibrillazione atriale ed all’infarto miocardico.

Molte forme tumorali (ad esempio i linfomi) sono connesse all’uranio e all’etilene dibromide, quest’ultimo è un insetticida ufficialmente bandito negli Stati Uniti. Se assorbito dall’organismo, può causare danni al sistema nervoso, edemi polmonari e sintomi quali dispnea, ansia, affanno, tosse. È molto irritante per le mucose e le vie respiratorie.

Il dottor Donald Scott ritiene che la fibromialgia, l’Alzheimer, la sclerosi multipla, l’encefalomielite mialgica (o sindrome da affaticamento cronico), insieme con altre affezioni neurosistemiche, siano la conseguenza dell’aggressione del micoplasma, un batterio che è stato geneticamente modificato in vari laboratori canadesi e statunitensi e quindi sperimentato sulle popolazioni inconsapevoli. I micoplasmi sono stati e vengono sparsi – ricorda Scott – soprattutto con gli aerei.

Altri disturbi ed affezioni meno gravi, ma non per questo da trascurare  sono dovuti all’inalazione ed alla ingestione di elementi chimici e biologici di varia natura: depressione, annebbiamento mentale, stipsi, sindromi para-influenzali, stanchezza cronica, difficoltà di concentrazione, amnesie…

Un altro capitolo è costituito dalle patologie causate dalle intense e costanti emissioni elettromagnetiche inquadrabili in un piano di potenziamento delle trasmissioni a fini militari.
Il Professor Levis elenca le principali sintomatologie connesse all’irradiazione di onde elettromagnetiche. Queste si possono riassuemere nei seguenti problemi: sintomi cutanei (prurito, eritemi, allergie); del sistema nervoso (disturbi del sonno, ansia, cefalee, emicranie, sindromi depressive…); del sistema muscolare (crampi, dolori muscolari, astenia); del sistema cardiovascolare (aritmie, disturbi della pressione arteriosa, ictus); del sistema ormonale e di quello immunitario (riduzione della sintesi della melatonina, alterazioni delle popolazioni linfocitarie); del sistema riproduttivo (aborti spontanei); del sistema acustico (tinniti), visivo, olfattivo, digestivo. L’esposizione alle radiazioni non ionizzanti è reputata da molti scienziati all’origine di neoplasie, soprattutto leucemie.

Per Leggere tutto l’articolo di  vai alla pagina del video.

Le Mamme No Muos

Pubblicato in Varie da admin il 8 marzo 2013

“Esprimiamo solidarietà nei confronti delle “Mamme no Muos“, di tutti i comitati “No-Muos” e dei cittadini di Niscemi per gli incidenti avvenuti nei pressi dell’accesso alla struttura americana. Auspichiamo che episodi del genere non si verifichino più. Una protesta così civile, basata sulla tutela del diritto alla salute, messa in opera da mamme indifese, meriterebbe un approccio particolarmente delicato da parte delle forze dell’ordine. Troviamo particolarmente riprovevole che si verifichino episodi del genere e ribadiamo la nostra vicinanza a comitati e cittadini, cui saremo sempre a fianco a partire dalla manifestazione in programma il 30 marzo.” Gruppo parlamentare M5S Sicilia

Una fiaccolata per esprimere solidarieta alle Mamme no Muos, vittime di “una aggressione intollerabile”. Ad organizzarla è il Movimento No Muos Sicilia, sabato 9 Marzo a Niscemi (appuntamento alle 17:00 davanti ai cancelli della base NRTF-8 di Contrada Ulmo. Fiaccolata alle ore 18.00. Alle 20.00 assemblea pubblica in piazza.).

“Un’aggressione intollerabile a mamme inermi- si legge in una nota del Movimento -ieri mattina, attorno alle ore 11.30, contravvenendo ai patti tra gli attivisti No MUOS, che da mesi stazionano nei pressi della base USA di c.da Ulmo di Niscemi, e la marina militare USA, con i quali i militari accettavano di evitare l’ingresso nella stessa base di mezzi ed attrezzature atte alla costruzione del MUOS, è stata eseguita da parte della Polizia di Stato una forzatura dei blocchi, oltremodo pacifici, a danno delle Mamme No MUOS”. 

“Le forze di Polizia- continua la nota dei No Muos- hanno creato un “cordone umano” per impedire il blocco, spintonando e strattonando le donne e provocavano ad alcune di esse delle ferite che hanno reso necessarie cure mediche al pronto soccorso dell’ospedale di Niscemi. Per una di queste donne si è reso necessario il ricovero a causa dei traumi subiti.


Per tale motivo, ricordando quanto civile, non violento e pacifico si sia fino ad oggi dimostrato il temperamento di tutti i cittadini e gli attivisti No MUOS, e considerando la grave scorrettezza di un Governo Nazionale che, già durante gli spiacevoli avvenimenti dell’11 gennaio 2013, aveva fatto uso della forza e della violenza, il Movimento No Muos Sicilia condanna fermamente tali gravi fatti e denuncia il grave vulnus ai diritti civili della popolazione di Niscemi e della Sicilia tutta; violazione cui si aggiunge il mancato rispetto degli impegni contratti dallo Stato italiano e dalla marina statunitense.


I cittadini siciliani, attraverso i propri rappresentanti istituzionali, hanno ribadito la loro assoluta contrarietà all’installazione del sistema MUOS. Il Parlamento Siciliano ha approvato all’unanimità una mozione che esprime inequivocabilmente il pieno dissenso al progetto delle mega antenne inquinanti di Niscemi, con effetto dell’avvio del procedimento di revoca di tutte le autorizzazioni concesse.
Pertanto il Movimento No Muos Sicilia invita il Presidente della Regione, On. Rosario Crocetta, a far luce sui fatti verificatisi nella giornata di ieri, così che vengano rese manifeste alla popolazione quali siano, e da che parte stiano, le responsabilità in merito al mancati rispetto degli impegni assunti da tutte le parti in causa e lo invita, altresì, ad avvalersi dell’art. 21 dello statuto speciale, assumendo sin da ora l’impegno formale per la richiesta urgente di un Consiglio dei Ministri che ridiscuta gli accordi bilaterali tra il Ministero della Difesa e le autorità statunitensi.

Invitiamo altresì il nostro Presidente lanciare una forte mobilitazione di popolo per riconquistare la nostra sovranità territoriale a difesa della salute e dell’ambiente. Invitiamo tutti i cittadini siciliani a partecipare,sabato 9 marzo, ad una fiaccolata di solidarietà alle mamme ferite e a tutte le attiviste del Comitato delle Mamme No MUOS.o, a Niscemi”.

8 Marzo: onore alle Mamme No Muos

Tensioni a Niscemi, la Video testimonianza delle mamme No Muos

Muos di Niscemi, adesso se la prendono pure con le mamme…

uos di Niscemi, Crocetta: “Zichichi parla a titolo personale”

Bloccati i lavori del Muos

Muos, gli Usa rilanciano: è sicuro e si farà a Niscemi

Il Muos? Lo ha voluto il Governo italiano e non gli americani

Muos di Niscemi, le bufale di Stato: tutti i retroscena del golpe Cancellieri

Manganellate ai No Muos, il volto ‘democratico’ del governo Monti 

l Muos? Tumori e leucemie. Ma anche infarti

Il caso Muos di Niscemi a Roma, il dottor Strano: “Siciliani condannati a morte”

Fonte: Linksicilia.it

Wikileaks: si scrive Muos si legge La Russa

Pubblicato in Varie da admin il 8 marzo 2013

Ricordate Wikileaks? L’organizzazione di Julian Assange che ha fatto tremare i potenti del mondo con la pubblicazione online di documenti segreti?  Tra questi alcuni riguardavano anche l’Italia. La Sicilia in particolare. Alcuni cablo parlavano della tragedia di Ustica, altri del Muos di Niscemi.  Da questi si evince come l’Italia, rappresentata dall’alora ministro della Difesa, Ignazio La Russa, si sia data un gran da fare per ospitare le antenne a fronte di una possibile sceltta di altri siti da parte degli Usa. Ce ne  parla  Gaetano Impoco, ricercatore, esperto in informatica e rappresentante del Movimento No MUOS Sicilia che ripercorre le tappe di una vicenda che somiglia sempre più ad un vero e proprio giallo.

Tra i cablo di WikiLeaks ha trovato qualcosa che parla del Muos?

Si parla di un incontro tenutosi il 6 febbraio 2010 tra l’allora Ministro della Difesa Ignazio La Russa e il suo omologo statunitense. Che chiede all’Italia di attivarsi per assicurare l’approvazione finale del  sito prescelto. Con una precisazione: gli Usa dicono a La Russa che se la costruzionedell’antenna non fosse cominciata entro marzo (2010, N.d.R.), gli americani  avrebbero cercato altrove nel Mediterraneo.

Queste parole, secondo lei, sottintendono un interesse della parte italiana nell’ospitare questa struttura sul nostro territorio?

Direi di si, ma a confermare quest’interesse è un ufficiale statunitense, l’ammiraglio Vic See, che nel dicembre del 2008 afferma: “Stiamo negoziando con il governo italiano. L’Italia usa il sistema UFO (il sistema di telecomunicazioni già presente a Niscemi, N.d.R.) e so che vorranno
usare il MUOS” .

Ombre anche nella scelta del sito e nell’iter delle concessioni?

E’ noto che la stazione MUOS originariamente avrebbe  dovuto essere ospitata all’interno della base di Sigonella. Notizia confermata dal Comandante di Vascello Thomas Quinn, di stanza a Sigonella nel 2009 . Il cambio di location fu deciso in seguito ai risultati di uno studio effettuato da una ditta statunitense per conto della marina militare USA . Da tale studio risulta, infatti, che il campo elettromagnetico generato dal MUOS, non solo avrebbe interferito con la strumentazione in uso all’aviazione di Sigonella, ma avrebbe comportato un serio rischio di innesco dei missili a bordo dei velivoli militari. La scelta, dunque, cadde su Niscemi, dove è già presente un importante centro di telecomunicazioni, NRTF-8, che ospita un sistema chiamato UFO (Ultra-high frequency Follow-On) e un’antenna a bassissime frequenze (VERDEN) per la comunicazione con i sommergibili. NRTF-8 Tuttavia, la base sorge all’interno di una riserva naturale tutelata da vicoli di inedificabilità assoluta. La Riserva Orientata Sughereta di Niscemi, infatti, è inserita dal 1997 nella Rete Natura 2000 come Sito di Interesse Comunitario (SIC). Quindi, mentre la costruzione del sistema precedente non aveva avuto intoppi, essendo precedente (1991) all’istituzione della riserva, il problema dei vincoli ambientali si pone per la costruzione del MUOS.

E quindi, come si supara questo ostacolo? 

Nel 2008, ad una conferenza dei servizi cui partecipa anche un rappresentante del Comune di Niscemi, tutti i convenuti danno parere positivo all’istallazione. In seguito al successivo monitoraggio effettuato dall’ARPA tra la fine del 2008 e gli inizi del 2009, il Comune di Niscemi riesamina il nulla-osta concesso, rivolgendosi al TAR e al CGA che rigettano l’istanza di revoca. I dati dell’ARPA, infatti, dimostrano il raggiungimento dei limiti di tollerabilità ai campi elettromagnetici imposti dalla normativa italiana, già considerati di scarsa tutela da molti studiosi. Tali dati, inoltre, non sono acquisiti con l’impianto alla massima potenza, come pure prescriverebbe la normativa, ma solo in certe configurazioni concordate con i tecnici di Sigonella.

Quindi l’ARPA si deve accontentare di una dichiarazione giurata del Comandante della base di Niscemi che le configurazioni dichiarate sono effettivamente quelle d’esercizio? Senza poterle verificare di propria mano?

Si, è proprio così.

Cosa mi dice del “principio di precauzione”?

Il principio di precauzione, è quel principio, contenuto nell’articolo 15 della Dichiarazione di Rio De Janeiro, ratificato dalla Comunità Europea e dal Parlamento Italiano, sostiene che non si devono applicare i risultati della ricerca scientifica fino a che non si sia sicuri della loro assoluta non pericolosità per l’ambiente. Diversi dubbi, al contrario, sono stati posti in una relazione di Zucchetti e Coraddu del Politecnico di Torino. In seguito a questo studio diverse istituzioni, tra cui il Ministero dell’Ambiente e la Commissione del Senato che si sta occupando degli effetti dell’uranio impoverito, si sono espresse in favore di una sospensione delle autorizzazioni rilasciate.

La costruzione, tuttavia, procede a ritmo serrato i propri lavori…

Si anche durate il sequestro del cantiere, ad opera del procuratore di Caltagirone, durato soltanto 20 giorni, dal 6 al 26 ottobre 2012. Tempistica quanto mai sospetta, visto che il 6 ottobre era prevista una grande manifestazione di protesta e il 26 si sarebbero invece svolte le elezioni regionali… In questo momento i lavori alla base stanno per essere ultimati.


Proprio in merito alla relazione di Zucchetti e Coraddu si apre un altro giallo.

Ai consulenti è stata consegnata documentazione incompleta dal Comune di Niscemi. Dei documenti prodotti dall’ARPA, pare che addirittura 12 fossero introvabili. Il 26 novembre scorso, l’ex-sindaco Di Martino ha dichiarato che, nonostante alcuni documenti siano riapparsi, altri non risultano agli archivi del Comune. Dal canto suo, l’ARPA in un documento datato 31 aprile 2012 esibisce i numeri di protocollo relativi all’invio dei documenti. Questa situazione grottesca provoca una dura reazione di Zucchetti e Coraddu che, in una nota, esprimono il loro disappunto per l’accaduto . Noi ci aspettiamo che una vicenda così intricata, fatta di documenti smarriti, pareri discordanti , espressi e poi ritrattati, violazioni di vincoli ambientali, portata all’attenzione delle più alte Istituzioni della Repubblica, possa far si che queste si adoperino affinchè questa brutta faccenda sia risolta nel più breve tempo e miglior modo possibile.

di Daniela Giuffrida (4/12/2012)

Pantani della Sicilia Sud-Orientale: il Tar salva la Riserva naturale tra Ispica e Pachino

Pubblicato in Varie da admin il 7 marzo 2013

La Riserva naturale orientata Pantani della Sicilia Sud-Orientale, che ricade sui territori dei comuni di Ispica (provincia di Ragusa), Noto e Pachino (provincia di Siracusa), è salva. Il Tar di Catania (sezione 2) con le sentenze 556, 557, 558 e 559 emesse il 27 febbraio, ha respinto i ricorsi presentati per l’annullamento del decreto istitutivo della Riserva presentati dal comune di Pachino, dal Consorzio del Pomodorino e dalle ditte Spatola e Acquazzurra.

«Si tratta di una grande giornata nella quale sono prevalse le ragioni della Natura rispetto agli interessi settoriali – ha sottolineato soddisfatto Angelo Dimarca responsabile regionale Conservazione natura di Legambiente Sicilia-’ così salva un’area di interesse internazionale per la presenza di specie di uccelli rare e minacciate, come dimostrato dai provvedimenti di tutela dell’Unione Europea e dagli autorevoli studi dell’Ispra». L’esponente di Legambiente è poi entrato nel merito del provvedimento: «le articolate e motivate sentenze del Tar Catania rappresentano una svolta nel consolidamento delle azioni a tutela delle aree naturali protette, perché sono state smontate una per una argomentazioni, da noi ritenute strumentali e suggestive, finalizzate esclusivamente a rendere prive di vincoli aree di grandissimo interesse naturalistico. Per quanto riguarda la parte di rinvio alla Corte Costituzionale sul rapporto tra legge regionale e legge nazionale circa le modalità di consultazione dei comuni, bene ha fatto il Tar a porre il problema, senza peraltro intaccare i vincoli ed il funzionamento della riserva. Se la Corte Costituzionale dovesse dire che prevale la legge quadro dello stato del 1991 rispetto alla legge regionale del 1988, ciò varrà per tutti gli aspetti e non solo per quelli che oggi convengono al comune di Pachino e quindi anche per i profili di maggiore rigore previsti dalla normativa nazionale rispetto a quella regionale» ha concluso Dimarca.

Dopo la sentenza, Legambiente si metterà subito al lavoro per strutturare l’area protetta per la quale si era battuta anche la Lipu «Occorre subito lavorare per consolidare sul territorio la riserva con progetti finalizzati alla protezione dell’area, alla pubblica fruizione, al recupero ambientale delle aree aggredite in passato da attività illegali ed alla valorizzazione delle attività tradizionali» ha concluso Salvatore Maino, presidente di Legambiente Pachino.

Fonte RadioRTM

NoMuos Niscemi: tra sospensione dei lavori e taglio delle reti

Pubblicato in Pubblica Evidenza, Varie da admin il 18 febbraio 2013

da Infoaut.org – Ieri un’altra notte (tra il 16 e il 17 Febbraio) di azioni NoMuos alla base militare US navydi Niscemi. Un nutrito gruppo di attivisti che si oppongono al completamento dei lavori ha infatti deciso di esprimere il dissenso alla costruzione delle antenne MUOS e la determinazione contro le 41 già operanti tagliando e abbattendo svariati metri della rete che circonda la zona militare.

Un’evidenza salta all’occhio, la revoca delle autorizzazioni esercitata dall’amministrazione regionale (arrivata ufficialmente ieri dopo giorni le grottesche mediazioni con l’ambasciata statunitense) non è servita a calmare le diverse anime e sfaccettature del movimento, da chi taglia le reti al comitato di mamme niscemesi che non accennano a far un passo indietro. Se da quest’occasione si riuscirà a trarne beneficio per riprendere forze ed energie, non vi è comunque spazio per fiducie indiscriminate nell’opera delle istituzioni.

Del resto se i blocchi quotidiani dei mezzi in moto verso la base non fossero continuati regolarmente, e ci si fosse invece affidati semplicemente alle disposizioni dell’ARS, i lavori sarebbero continuati in barba a Crocetta e alla sua operazione elettorale. Se ne sono accorte proprio negli ultimi due giorni le mamme, che senza aspettare i giochi di palazzo hanno continuato i blocchi insieme ai militanti del presidio: nelle ultime tre settimane non è passato proprio nessuno, nemmeno i militari statunitensi che fino a ieri non hanno potuto effettuare il cambio turno alla base. Basta parlare con una delle mamme per capire che questa battaglia non finirà facilmente insieme alle elezioni politiche: “…forse credono che prima o poi ci stancheremo…non hanno capito, noi non ci stancheremo mai, sicuramente non prima di loro…e sappiamo che dopo le elezioni verrà il bello”. Cosa aggiungere a questa perfetta sintesi di consapevolezza e determinazione!

Questo ultimo periodo di mobilitazione ha certamente modificato i rapporti di forza prima assolutamente indiscutibili: dalla costituzione del presidio permanente ad oggi i passi in avanti del movimento sono stati lunghi e numerosi tanto da tirare in ballo diverse forze partitiche e istituzionali in cerca di vetrine elettorali e da far scomodare ambasciate americane e questurini in difficoltà. Quello che sembra chiaro, e il taglio delle reti di ieri ne è una riprova, è che alla consapevolezza dei passi in avanti sono complementari la voglia di farne ulteriori e la coscienza che soltanto le pratiche di radicamento sul territorio e di lotta concreta potranno portare a risultati effettivi.

Il MUOS e le guerre del futuro

 

Licenza illimitata di uccidere. Chiunque. Dovunque. Non faranno sconti a nessuno i prossimi interventi delle forze armate Usa. Ancora guerre globali e permanenti dove saranno sempre più le spietate macchine a decidere chi, dove, come e quando ammazzare. Computer, terminali e satelliti, droni e robot per marginalizzare sino ad escludere l’uomo con la sua intelligenza, etica, empatia, sentimenti, senso di responsabilità, concezioni della vita e della morte. Una cesura irreversibile con l’intera storia dell’umanità in violazione dei principi base del diritto umanitario internazionale, primo fra tutti quello di dover di distinguere sempre i militari dai non combattenti (popolazione civile, donne, anziani, bambini).
Colpire senza mai rischiare di essere colpiti, annientare il nemico anche se le sue minacce sono virtuali o frutto di un errore di trasmissione e lettura di un byte. In nome dell’assoluta superiorità in terra, negli oceani, nello spazio. Per tutto questo servono missili e sistemi anti-missili da lanciare in frazioni di secondo, stormi di aerei senza pilota sovraccarichi di testate convenzionali e minibombe atomiche, costellazioni di satelliti ad altissime frequenze per collegare tra loro centri di comando e controllo, decine di migliaia di impianti radar e radiotrasmittenti, sottomarini nucleari, gruppi operativi, missili da crociera e droni killer o spia.
Sarà il MUOS (Mobile User Objective System) la futura rete di telecomunicazione satellitare che consentirà alle forze armate statunitensi di propagare universalmente gli ordini di guerra, convenzionale e/o chimica, batteriologica e nucleare. E finanche quelli per scatenare la guerra al clima e all’ambiente. Si baserà su cinque satelliti geostazionari e quattro terminali terrestri: uno in costruzione a Niscemi (Sicilia sudorientale) e gli altri in  Virginia, Hawaii e Australia. Con questo sistema il Pentagono punta a velocizzare e moltiplicare di una decina di volte le informazioni che potranno essere trasmesse nell’unità di tempo, impedendo così ai supervisori in carne ed ossa di monitorare e intervenire prontamente in caso di anomalie tecniche.
Il terminale terrestre in fase di realizzazione in Sicilia si comporrà di tre grandi antenne paraboliche dal diametro di 18,4 metri, funzionanti in banda Ka per le trasmissioni verso i satelliti e di due trasmettitori elicoidali in banda UHF di 149 metri d’altezza, per il posizionamento geografico. Mentre le maxi-antenne trasmetteranno con frequenze che raggiungeranno valori compresi tra i 30 e i 31 GHz, i due trasmettitori avranno una frequenza di trasmissione tra i 240 e i 315 MHz. Progettazione, realizzazione e (futura) gestione del MUOS sono di pertinenza esclusiva della Marina militare Usa. Il sistema non è incluso infatti in nessuno dei programmi di riarmo discussi e approvati in sede Atlantica. Il suo costo totale (originariamente stimato in 2 miliardi di dollari ma che alla fine schizzerà presumibilmente ad 8 miliardi) è a carico dei contribuenti statunitensi.
La rilevanza strategica del sistema satellitare è ribadita nei documenti presentati dal Pentagono per conseguire i fondi dal Congresso. “Il MUOS giocherà un ruolo centrale nella nuova visione NCO (Network-Centric Operations) del Dipartimento della difesa perché è un sistema disegnato per assicurare le comunicazioni interoperabili, robuste e network-centriche di cui hanno bisogno i sistemi di guerra per le future operazioni”, scrivono i responsabili militari. “Il concetto NCO descrive la combinazione di strategie, tattiche emergenti, tecniche, procedure e organizzazioni che può utilizzare una forza militare pienamente o parzialmente in rete per ottenere un decisivo vantaggio nelle azioni di guerra”.
La complessità e la portata bellica del MUOS, le sue dichiarate funzioni di arma d’attacco e first strike avrebbero dovuto imporre al Governo italiano di presentare il programma Usa in Parlamento e ottenerne l’autorizzazione a consentire il suo stazionamento sul territorio nazionale. Le autorizzazioni, in spregio degli artt. 11 e 80 della Costituzione, sono state concesse invece, il 31 ottobre 2006, attraverso un documento a firma della Direzione generale dei lavori e del demanio del Ministero della difesa. Lo Stato Maggiore ha espresso il non interesse delle Forze Armate italiane alla futura acquisizione delle opere in caso di dismissione statunitense”, recitava l’ultimo comma della nota fatta recapitare al Comando navale Usa di Napoli-Capodichino.
Il MUOS sorgerà all’interno della Naval Radio Transmitter Facility di Niscemi: 46 antenne per le comunicazioni con le forze di superficie e sottomarine Usa, anch’esse ad uso esclusivo del Pentagono e su cui non c’è modo di esercitare la sovranità e alcun controllo da parte delle autorità italiane. È scritto nero su bianco nell’Accordo tecnico Italia-Stati Uniti riguardante le installazioni in uso alle forze USA di Sigonella, firmato a Roma il 6 aprile del 2006. “L’uso esclusivosi legge nell’accordo - significa l’utilizzazione dell’infrastruttura da parte della forza armata di una singola Nazione, per la realizzazione di attività relative alla missione e/o a compiti assegnati a detta forza dallo Stato che l’ha inviata.
La NRTF di Niscemi è parte integrante della cosiddetta FORCEnet vision, l’architettura strategica per le operazioni delle unità navali, aeree e spaziali nel XXI secolo, con l’obiettivo dichiarato di assicurare a gli Stati Uniti d’America la superiorità nella conoscenza e nelle capacità di comando e accrescere la potenza di combattimento in guerra.

Articolo pubblicato in MicroMega online,  venerdì 13 febbraio 2013, http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-minaccia-del-muos-e-il-disprezzo-per-i-cittadini/

Guida ai cieli chimici

Pubblicato in Appunti, Risorse, Varie da admin il 11 febbraio 2013

Scie chimiche: intervista al fisico Corrado Penna

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No al MUOS a Niscemi

Pubblicato in Varie da admin il 13 gennaio 2013

muos

“A Niscemi, Sicilia, cittadini ed attivisti No Muos hanno pacificamente cercato di impedire il passaggio di convogli contenenti gru ed attrezzature utili al completamento del Muos, il ciclopico sistema militare statunitense che la marina militare americana, con il tacito consenso del governo italiano sta costruendo a due passi dal centro abitato niscemese.

A meno di 24 ore dalla discussione all’Ars per la “Sospensione atti amministrativi istallazione Muos Niscemi”, il Ministro Cancellieri ha inviato una nota al Presidente della Regione Crocetta in cui dichiara il sito di interesse strategico militare. Una comunicazione che al momento però non sembra essere supportata da alcun fondamento giuridico, ma che se lo fosse, non può prescindere dalla volontà del Presidente della Regione Siciliana e dei cittadini che hanno detto NO alla costruzione della base. Chiediamo al governo regionale di intervenire per stabilire se il futuro dei siciliani deve essere determinato dalle istituzioni elette dal popolo o da un governo che non è stato eletto da nessuno.

Il governo Siciliano non deve essere complice di questo scempio e deve dare immediatamente seguito a quanto disposto dall’Assemblea Regionale Siciliana: bloccare i lavori. Il MoVimento 5 Stelle non consentirà che i siciliani divengano bersaglio militare.” Francesco Cappello, M5S Sicilia

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