Ambiente Ibleo - Portale ambientalista del Sud-Est Siciliano

Trivellazioni, c’è chi (stra)parla e c’è chi fa.

Pubblicato in Comunicazioni da admin il 27 giugno 2007

Salve,
vorrei portare alla pubblica attenzione la risposta del Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio all’interrogazione dell’On. dei Verdi Grazia Francescato in merito alle trivellazioni nel Val di Noto.
Inoltre vorrei sottolineare come la risposta del Ministro sia pacata e rispettosa nei toni e nei contenuti, a dispetto di chi accusa sempre il movimento dei Verdi di oltranzismo !!!!!

Camera dei Deputati - XV Legislatura
Resoconto della VII Commissione permanente (Cultura, Scienza, Istruzione)

Risposta del Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio all’interrogazione dell’On Grazia Francescato:

Allegato 6
5-00534 Francescato: Salvaguardia del patrimonio artistico delle città di Caltagirone, Ragusa, Noto e Modica, a difesa della trivellazioni per l’estrazione di idrocarburi.

Testo della Risposta
La perimetrazione del sito Unesco << Le città Tardo Barocche della Val di Noto>> copre solamente una parte dei centri storici dei Comuni di Noto, Caltagirone, Ragusa, Catania, Scicli, Militello, Modica, Palazzolo Acreide, e, in alcuni casi riguarda singoli monumenti, in quanto la candidatura è legata in special modo ai valori del tardo barocco Siciliano.
La stessa zona di protezione (buffer zone) è molto limitata nella sua estensione e, solo raramente raggiunge il perimetro dei centri urbani.

Le ricerche, pertanto, proprio perchè necessariamente esterne ai centri abitati, non possono intervenire direttamente nelle aree iscritte nella lista del patrimonio Mondiale.
Tuttavia tutte le azioni che possano influenzare negativamente i valori del sito riconosciuti dall’UNESCO devono essere evitate al fine di non incorrere nelle azioni amministrative prevista dal documento di attuazione della Convenzione sulla protezione del patrimonio naturale e culturale Mondiale. (continua…)

Pecoraro Scanio diffida Cuffaro

Pubblicato in Comunicazioni da admin il 22 giugno 2007

Il Ministro dell’ Ambiente  Pecoraro Scanio diffida il governatore Cuffaro per le TRIVELLE in VAL di NOTO

Le recenti esternazioni del Presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro hanno fatto credere che non vi saranno trivellazioni in tutto il Val di Noto (patrimonio dell’Umanità).

Purtroppo non è così, poiché la “ rinuncia” della Panther è  molto limitata ( 86 Km. quadrati su 747 del permesso di trivellazione  intitolato “ Fiume Tellaro” ).

Sulla questione delle TRIVELLE IN VAL DI NOTO, intanto il Ministro dell’ Ambiente  ha dichiarato: << Dallo scorso ottobre la divisione protezione natura del mio ministero chiede alla regione siciliana chiarimenti sulla valutazione d’incidenza nell’area intorno al Sito d’ Interesse Comunitario (Sic) del Val di Noto, procedura imposta da Bruxelles, che delega i governi nazionali a vigilare sul rispetto delle regole sui S.I.C.

Bene, non abbiamo mai ricevuto risposte. Mercoledì scorso abbiamo inviato una diffida alla Regione con la quale chiediamo di revocare le autorizzazioni alla società petrolifera, perché la valutazione d’incidenza è fondamentale prima di ogni attività».

In effetti nel mese di ottobre il Ministro dell‘ Ambiente e della Tutela del Territorio  ha scritto  al Presidente della Regione Sicilia e per conoscenza  all’ Assessore Regionale del Territorio ed Ambiente Rossana Interlandi,  una lettera in cui “ricorda” che: 

 

Va ricordato che nell’area in oggetto ricadono alcuni pSIC (direttiva 92/43 CE) e IBA (Important Bird Areas), la cui certificazione di fatto, come confermato dalla Corte di Giustizia Europea, rende cogente la tutela ai sensi della direttiva 79/409 CE) e vigono pertanto le norme di salvaguardia e gli itinera autorizzatori previsti dal DPR 8 set. 1997, n° 357 e successive modifiche e integrazioni, attuativo delle direttive predette.  (continua…)

Il Ministro Pecoraro Scanio e Il Regista Tornatore in merito alle trivelle in Val di Noto

Pubblicato in Articoli, Documenti, Rassegna Stampa da admin il 20 giugno 2007

Sul finto stop alle trivellazioni petrolifere texane in Val di Noto

no-trivellazioni.jpg

Intervista di Cinzia Della Valle
Palermo (Il manifesto -17.06.07)

Ce l’ha col governatore?
Ha bluffato due volte, prima sui termovalorizzatori e poi sulle trivelle in Val di Noto. Come può, lui che rappresenta le istituzioni, dire che la società petrolifera Panther oil rinuncia ai permessi in Val di Noto e poi la stessa società lo corregge spiegando che rinuncia a una piccola parte di area, tra l’altro dove non avrebbe comunque trivellato? Cuffaro in modo plateale utilizza la disinformazione, metodo che apparteneva alla tradizione stalinista.
Anzi, dirò di più..

Prego.
Dallo scorso ottobre la divisione protezione natura del mio ministero chiede alla regione siciliana chiarimenti sulla valutazione d’incidenza nell’area intorno al sito d’interesse comunitario (Sic) della val di Noto, procedura imposta da Bruxelles, che delega i governi nazionali a vigilare sul rispetto delle regole sui Sic. Bene, non abbiamo mai ricevuto risposte. Mercoledì scorso abbiamo inviato una diffida alla regione con la quale chiediamo di revocare le autorizzazioni alla società petrolifera, perché la valutazione d’incidenza è fondamentale prima di ogni attività».

Alfonso Pecoraro Scanio Ministro dell’Ambiente

Dopo l’appello dello Scrittore Andrea Camilleri continuano gli interventi di uomini illustri del mondo della cultura e dello spettacolo in difesa del Val di Noto.
Leggi le dichiarazioni di Tornatore e Sgarbi in merito alla Provincia di Ragusa, nell’articolo pubblicato dalla Sicilia

Niente perforazioni nel Val di Noto. Ma non chiamatela vittoria!

Pubblicato in Comunicati Stampa, Varie da admin il 18 giugno 2007
petrolio_di_guerra.jpg

Il VAL DI NOTO E’ IN PERICOLO OGGI PIU’ CHE MAI !!

Il Comitato NoTRiv  ritiene un insulto e un’offesa vergognosa l’annuncio diCuffaro,  dallo stesso presentato come una vittoria del Governo Regionale,della rinuncia dalla Panther Eureka a trivellare nei siti Unisco dellaSicilia Sud Orientale.petrolio-240x180.jpgRinunciare all’ 11% del territorio del Val di Noto (equivalente a 86 kmq su 746,37), percentuale che corrisponde ai territori dei centri abitati e delle
zone cuscinetto imposte per regolamento dall’Unesco, nonché a zone sotto
vincolo totale archeologico e ambientale, come l’area di Noto Antica e la Riserva Naturale di Vendicari,
dove comunque mai e poi mai la Panther Eureka
avrebbe potuto aprire pozzi gas petroliferi, PER POTER CONTINUARE
INDISTURBATI A TRIVELLARE A LATO,
appare l’ennesimo atto di violenza amministrativa e politica nei confronti di un intero territorio e della sua
gente.

Annunciare questa “pseudo” rinuncia come una vittoria del Val di Noto, è una
infamia che i media hanno l’obbligo morale e civile di smentire
immediatamente e categoricamente
: siamo di fronte ad una totale presa in
giro  e ad  una trappola in cui il Comitato No-triv non cadrà!!  Questo
miserevole e indegno tentativo di Cuffaro e del Governo regionale,
determinati oggi più che mai a difendere gli interessi delle compagnie
petrolifere contro gli interessi del popolo siciliano, non sposta di un
millimetro la nostra lotta e il nostro obiettivo:

L’ANNULLAMENTO  TOTALE E IRREVOCABILE DI TUTTI I PERMESSI DI RICERCA CONCESSI NEL VAL DI NOTO E IN SICILIA!

LA NOSTRA E’ UNA BATTAGLIA PER SALVARE TUTTO IL TERRITORIO NELLA SUA INTEREZZA

NOI LOTTIAMO PER  UN MODELLO DI SVILUPPO CHE SALVAGUARDI NON SOLO I MONUMENTI BAROCCHI MA ANCHE LA NATURA, IL PAESAGGIO, LE FALDE ACQUIFERE, L’INTERO HABITAT NATURALE, CULTURALE E SOCIALE CHE RAPPRESENTA IL NOSTRO UNICO GIACIMENTO SFRUTTABILE E LA NOSTRA UNICA RICCHEZZA!

NOI LOTTIAMO PER UN MODELLO DI SVILUPPO INCOMPATIBILE CON QUALSIASI PROGETTO DI RICERCA E COLTIVAZIONE DI IDROCARBURI FOSSILI E DI INDUSTRIALIZZAZIONE DEL TERRITORIO!

FACCIAMO APPELLO ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA AFFINCHE’ INTERVENGA A TUTELARE I DIRITTI DEI CITTADINI DEL VAL DI NOTO E DELLA SICILIA TUTTA!

Ma il Wwf non crede che la vicenda sia chiusa. “Attenzione agli entusiasmi - dice Anna Giordano dell’associazione ambientalista - guardiamo con estrema cautela alla decisione della Panther Oil di rinunciare alle ricerche petrolifere in un’area del Val di Noto. Una rinuncia che riguarda poco più del 10% (praticamente la superficie abitata) dei 746 chilometri quadri destinati alla ricerca”. “Del resto - aggiunge la Giordano - la società ha comunicato che già l’8 luglio è pronta a trivellare un pozzo a Ragusa, equivocando sull’istituto del silenzio-assenso (rispetto allo studio d’impatto ambientale che dicono di aver presentato), assolutamente non previsto sulle questioni che interessano l’ambiente”.

(15 giugno 2007)

Link correlati:

www.notriv.it
Beppe Grillo
Corriere della Sera

Trivellazioni in Val di Noto

Pubblicato in Articoli, Documenti da admin il 18 giugno 2007

Riporto un bellissimo articolo di GREENPEACE sull’argomento del 2/06/2005. Voglio portare all’attenzione come la foto qui riportata, che è una carta topografica della Phanter Oil, riproduca il territorio del Val di Noto, senza che siano segnate le città o le zone protette. Questo dà la cifra di come la società americana consideri la Sicilia ed il territorio atto alle ricerche: un territorio senza persone, nè valori, nè identità culturale !!! E’ la mappa asettica di un chirurgo !!!!!!

sicilia.jpg

Siracusa - 02/06/2005: Trivellazioni nell’area della valle del Tellaro ? Il punto L’ex assessore siciliano all’industria, Marina Noè, ha firmato i decreti che danno il via libera alla ricerca ed alla estrazione di idrocarburi gassosi e liquidi (quindi anche petrolio) nel Val di Noto, famoso in tutto il mondo per la ricchezza del suo patrimonio ambientale e culturale in un territorio che comprende 15 comuni tra le province di Ragusa, Catania e Siracusa. I comuni interessati da questo provvedimento sono: Avola, Buscemi, Noto e Rosolini per il territorio di Siracusa, Caltagirone, Grammichele, Licodia Eubea, Mazzarrone e Vizzini per quello di Catania, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Giarratana, Modica, Monterosso Almo e Ragusa per quello di Ragusa.

L’area interessata ha un estensione di 746 chilometri quadrati, da Caltagirone alla riserva naturale di Vendicari, e comprende rinomate bellezze ambientali come la Valle del Tellaro, del Tellesimo e dell’Irminio, e tesori archeologici come l’antica citta’ di Eloro, un insediamento risalente all’età del Bronzo, e mosaici di ville romane. Inoltre nel cuore di questo territorio destinato ad essere perforato dalle trivelle, si trova il Val di Noto con il suo barocco riconosciuto patrimonio dell’umanità’ dall’UNESCO. Chi è coinvolto nelle trivellazioni?

Titolari delle concessioni quattro compagnie petrolifere: la PANTHER OIL, la EDISON, la SARCIS e la ENI. La concessione comprende anche il diritto ?a costruire, esercitare e mantenere un sistema, parziale o completo, di serbatoi e di condotte? tale sistema può comprendere, fra l?altro, le stazioni di spinta iniziale o intermedie e i relativi serbatoi, macchinari annessi, le condotte principali e secondarie?. Ricordiamo che quanto a idrocarburi, il Val di Noto ha già dato (vedi impianti estrattivi di Ragusa) e che ci è bastata l?esperienza dell?industrializzazione selvaggia della zona Melilli-Augusta-Priolo, tristemente nota come ?Triangolo della morte?. (continua…)

PROCESSO KARTODROMO-ITIS. GLI INQUIRENT-TESTI: “scomparsi 300 mila euro del finanziamento”

Pubblicato in Articoli, Itis - Biomassa, Kartodromo, Varie da admin il 17 giugno 2007

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L’escussione dei carabinieri delegati per svolgere le indagini circa le concessioni per la costruzione del kartodromo, in Contrada Bellamagna-Zimmardo, e di un impianto di biomassa, presso Cava Giarrusso, sulla Modica-Mare, sono state oggetto di dibattimento nel processo in corso davanti al Collegio Penale del Tribunale di Modica(Scibilia, presidente, Di Marco e Rubino, a latere). Puntigliose, ricche di particolari le escussioni del capitano Giuseppe Morale, all’epoca tenente in quota alla Compagnia dei Carabinieri di Modica, del maresciallo Raimondo e del brigadiere Tosto, quest’ultimo del Nucleo Operativo Ecologico, che, in sostanza, hanno confermato tutti i contenuti dell’indagine scaturita da esposti presentati dai residenti delle due zone, dal Movimento Azzurro e da Legambiente.

I tre militari hanno fornito un quadro d’insieme molto corposo: hanno raccontato di fatture commerciali di rilevante somma che servivano per ottenere finanziamenti attraverso lo Sportello Unico, emesse per opere ancora non realizzate, che non corrispondevano alla realtà.

In questo senso si è fatto specifico riferimento a trecentomila euro a fronte di un milione di euro di finanziamento, dei quali non ci sarebbe traccia circa la destinazione avuta.

E poi hanno detto della distanza di uno degli impianti da Cava Gisana. Hanno descritto lo stato dei luoghi con certosini particolari.
“Abbiamo trovato – è stato detto in aula – gente che aveva già dato fuoco ad alcuni alberi”.

Prima di ascoltare i tre carabinieri(Morale è stato, nel frattempo, promosso e trasferito a Reggio Calabria), il pubblico ministero, Francesca Aprile, ha prodotto documentazione “elefantiaca” per la quale le controparti hanno chiesto di esaminare.

Il Tribunale, in questo senso, si è riservato di deliberare per la prossima udienza fissata per il 20 giugno, quando sarà escusso Giovanni Di Stefano della Sovrintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali.Successivamente si dovrebbe andare oltre la pausa d’estate. Nel processo di rilevante importanza è stata l’ammissione a costituirsi parte civile da parte del Ministero per l’Ambiente, e degli assessorati regionali allo Sviluppo Economico, al Territorio ed Ambiente, all’Agricoltura e Foreste e ai Beni Culturali ed Ambientali, attraverso l’Avvocatura dello Stato rappresentata dall’avvocato Domenico Maimone, oltre al Movimento Azzurro, a Legambiente, tramite gli avvocati Antonio Borrometi e Tiziana Serra, e ad una ventina di proprietari di alcuni terreni confinanti con le aree sottoposte ai vincoli ambientali e paesaggistici, patrocinati dall’avvocato Giovanni Giurdanella, e del Comune di Pozzallo, attraverso l’avvocato Giorgio Terranova.

Fonte: Saro Cannizzaro

Altre foto impianto biomassa Itis
Altre notizie correlate: Radio RTM

PROCESSO A KARTODROMO. STORICA COSTITUZIONE IN GIUDIZIO DEL MINISTERO TERRITORIO E AMBIENTE E DELLA REGIONE

Pubblicato in Articoli, Itis - Biomassa, Kartodromo, Varie da admin il 17 giugno 2007

kart3.jpgIl Collegio Penale del Tribunale di Modica(Scibilia, presidente, Di Marco e Rubino, a latere)scioglie le riserve ed ammette la costituzione in giudizio del Ministero per l’Ambiente, e degli assessorati regionali allo Sviluppo Economico, al Territorio ed Ambiente, all’Agricoltura e Foreste e ai Beni Culturali ed Ambientali, attraverso l’Avvocatura dello Stato rappresentata dall’avvocato Domenico Maimone. Ammesse quali parti civili anche le associazioni ambientaliste Movimento Azzurro e Legambiente, tramite gli avvocati Antonio Borrometi e Tiziana Serra, cosiccome oltre 20 proprietari di alcuni terreni confinanti con le aree sottoposte ai vincoli ambientali e paesaggistici, patrocinati dall’avvocato Giovanni Giurdanella.

Vi è di più: anche il Comune di Pozzallo, attraverso l’avvocato Giorgio Terranova, si è potuto costituire per via della continuità col territorio di Modica. Il Tribunale, insomma, ha confermato quanto già era scaturito nella fase preliminare del procedimento riguardante la vicenda sulla realizzazione del kartodromo, in Contrada Bellamagna-Zimmardo, e la costruzione di un impianto di biomassa, presso Cava Giarrusso, sulla Modica-Mare.

C’era un’atmosfera quasi ansiosa ieri mattina in aula prima della lettura dell’ordinanza da parte del presidente del Collegio. L’ammissione del Ministero e degli assessorati regionali è stato letto come un avvenimento sostanzialmente storico in una vicenda del genere. Gli imputati in tutto sono 13, tra funzionari del Comune, della Sovrintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Ragusa, della Forestale, tecnici e proprietari delle concessioni. Il collegio difensivo è formato dagli avvocati Franco e Michele D’Urso, Giuseppe Nigro, Salvatore Poidomani e Luigi Piccione.

kart1.jpgI testimoni, complessivamente, sono una cinquantina, molti dei quali convocati oltre che dal pubblico ministero, Francesca Aprile, anche da alcuni difensori. Alla fine di novembre del 2004, i carabinieri sequestrarono numerosi documenti che riguardavano diverse concessioni ed in particolare quelle che riconducevano al kartodromo, all’impianto di biomassa, alla Colacem e alla Tifeo. Le indagini della magistratura scaturirono da esposti presentati dai residenti delle due zone, dal Movimento Azzurro e da Legambiente.

Fu un’interrogazione dei senatori Gianni Battaglia e Anna Donati, ad indurre, specificatamente, il Ministro dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare a proporre la costituzione, considerato che i due parlamentari chiesero se relativamente al procedimento penale pendente avanti al Tribunale di Modica, concernente reati circa il rilascio delle concessioni per la realizzazione dell’impianto di trattamento della biomassa e del kartodromo, il Ministero, parte offesa nel medesimo processo, intendesse affiancare, i cittadini residenti, le associazioni ambientaliste ed il Comune di Pozzallo, esistendone i presupposti di fatto e di diritto.

Fonte: Saro Cannizzaro

Articolo di Nino Spadaro pubblicato sul Dialogo di Modica
Altre notizie correlate su Radio RTM
Interrogazione parlamentare

Salviamo Val di Noto dalle trivelle dei petrolieri

Pubblicato in Articoli, Pubblica Evidenza, Rassegna Stampa da admin il 7 giugno 2007

noto.jpgCARO direttore, i milanesi come reagirebbero se dicessero loro che c’è un progetto avanzato di ricerche petrolifere proprio davanti al Duomo? Rifarebbero certo le cinque giornate. E i veneziani, se venissero a sapere che vorrebbero cominciare a carotare a San Marco? E i fiorentini, sopporterebbero le trivelle a Santa Croce? I rispettivi abitanti che ne direbbero di scavi per la ricerca del petrolio a Roma tra i Fori imperiali e il Colosseo, a piazza Di Grado a Genova, sulle colline di Torino, a piazza delle Erbe, a piazza Grande, lungo le rive del Garda?

Non si sentirebbero offesi e scempiati nel più profondo del loro essere? Ebbene, in Sicilia, e precisamente in una zona che è stata dichiarata dall’Unesco “patrimonio mondiale dell’umanità”, il Val di Noto, dove il destino e la Storia hanno voluto radunare gli inestimabili, irrepetibili, immensi capolavori del tardo barocco, una società petrolifera americana, la “Panther Eureka”, è stata qualche anno fa autorizzata, dall’ex assessore all’industria della Regione Sicilia, a compiervi trivellazioni e prospezioni per la ricerca di idrocarburi nel sottosuolo. In caso positivo (positivo per la “Panther Eureka”, naturalmente) è già prevista la concessione per lo sfruttamento dell’eventuale giacimento.

In parole povere, questo significa distruggere, in un sol colpo e totalmente, paesaggio e storia, cultura e identità, bellezza e armonia, il meglio di noi insomma, a favore di una sordida manovra d’arricchimento di pochi spacciata come azione necessaria e indispensabile per tutti. E inoltre si darebbe un colpo mortale al rifiorente turismo, rendendo del tutto vane opere (come ad esempio l’aeroporto Pio La Torre di Comiso) e iniziative sorte in appoggio all’industria turistica, che in Sicilia è ancora tutta da sviluppare.

Poi l’inizio dei lavori è stato fermato, nel 2003, dal Governatore Cuffaro su proposta dell’allora assessore ai Beni Culturali Fabio Granata, di Alleanza nazionale, in prima fila in questa battaglia.

Ma è cominciato quel balletto tutto italiano fatto di ricorsi all’ineffabile Tar, rigetti, annullamenti, rinnovi, sospensioni temporanee, voti segreti, vizi di forma e via di questo passo ( ma anche di sotterranee manovre politiche che hanno sgombrato il campo dagli oppositori più impegnati).

E si sa purtroppo come in genere questi balletti vanno quasi sempre tristemente a concludersi da noi: con la vittoria dell’economicamente più forte a danno degli onesti, dei rispettosi dell’ambiente, di coloro che accettano le leggi. E i texani, dal punto di vista del denaro da spendere per ottenere i loro scopi, non scherzano.

Vogliamo, una volta tanto, ribaltare questo prevedibile risultato e far vincere lo sdegno, il rifiuto, la protesta, l’orrore (sì, l’orrore) di tutti, al di là delle personali idee politiche?

Per la nostra stessa dignità di italiani, adoperiamoci a che sia revocata in modo irreversibile quella contestata concessione e facciamo anche che sia per sempre resa impossibile ogni ulteriore iniziativa che possa in futuro violentare e distruggere, in ogni parte d’Italia, i nostri piccoli e splendidi paradisi. Nostri e non alienabili.

Andrea Camilleri a Repubblica