Ambiente Ibleo - Portale ambientalista del Sud-Est Siciliano

Contro la privatizzazione dell’acqua

Pubblicato in Comunicazioni da admin il 30 settembre 2007

Caro sindaco Torchi,
finalmente è arrivato il momento (2 Ottobre conferenza dei sindaci) per dimostrare a se stesso, per la sua credibilità personale che a noi interessa molto!!!, e anche per dimostrare a tutta la cittadinanza la sua coerenza e il suo senso di responsabilità, visto che lei è il primo cittadino, visti i suoi elogi fatti in questo lungo anno di lotta, ai movimenti in generale e in particolare a noi studenti, vista la delibera emanata dal Consiglio Comunale in data 19/07/07, contraria all’affidamento delle reti idriche della provincia di Ragusa in mano ad una società privata, vista la sua posizione più volte dichiarata pubblicamente rispetto all’argomento sopracitato, ci attendiamo non solo la presenza dell’ente Comune di Modica, ma anche, se si raggiungerà il numero legale in conferenza dei sindaci, il voto favorevole alla revoca della gara d’appalto. Inoltre teniamo ad affermare che il numero legale verrà sicuramente raggiunto, se non avverrà una manovra puramente politica e demagogica preparata minuziosamente, con l’obbiettivo di disertare da parte dei comuni rappresentati dal centro-destra ibleo la conferenza dei sindaci, come successo in data 11/09/07.

Infine gli studenti si chiedono come sia possibile che una decisione riguardante un tema di fondamentale importanza per l’intera cittadinanza, nessuno escluso, si possa prendere solo all’interno di alcune infauste segreterie politiche. A seguito di ciò, lasciamo intendere alla signoria vostra, visti i pareri dei sindaci della provincia di Ragusa, quali siano le suddette segreterie.

COMITATO PERMANENTE STUDENTESCO CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA

Contro le trivellazioni in Val di Noto

Pubblicato in Articoli, Comunicazioni da admin il 25 settembre 2007

MANIFESTAZIONE DEL 22 SETTEMBRE
ORGANIZZATA DALLA FLAI CGIL
A SOSTEGNO DELLA LOTTA CONTRO LE TRIVELLAZIONI GAS PETROLIFERE

Se un sindacato regionale si mobilita per dare solidarietà e sostegno alla lotta intrapresa già da diverso tempo dal nostro Comitato, ci deve pur essere un buon motivo.

Se questo sindacato si chiama FLAI CGIL e scendono in piazza anche i trattori con la bandiera della Coldiretti, 5 sindaci con la fascia tricolore……. e persino i ragazzi del “Vaffanculo Day” di Peppe Grillo, con le loro magliette nuove di zecca, freschi del successo ottenuto in questi giorni dal loro movimento, c’è sicuramente più di una buona ragione, più di un grave motivo…

Noi del Comitato No Triv, pur continuando la nostra lotta a tutti i livelli, non avevamo chiesto niente, poiché gia sull’onda del successo di quella del 17 marzo avevamo indotto, prima 2 assessori regionali e poi lo stesso Cuffaro, a prendere chiara posizione contro le trivellazioni gas petrolifere in tutta la Sicilia. Purtroppo alle parole non erano né son seguiti i fatti, anzi ne era scaturito un colossale inciucio che aveva tratto in inganno persino Camilleri, che, a fronte della raccolta di firme, per sua iniziativa, su Repubblica (sono arrivate a circa 200.000!) , si era visto sventolare nelle mani dello stesso Cuffaro, alla vigilia dell’apertura della Cattedrale, una chiarissima lettera di rinuncia della Panther a….nulla e meno di nulla!

E’ per questo che la FLAI regionale, forte dei numeri esposti dal Suo Segretario nel comizio di sabato, e che noi stessi non conoscevamo, si è sentita in dovere di intervenire in prima persona al nostro fianco, chiamando a raccolta altre forze, poiché, come da noi sempre sostenuto, questa battaglia è trasversale e coinvolge tutti: ad essa è legato il nostro destino, quello dei nostri giovani e anche di tutta la gente che non è ancora scesa in piazza con noi.

10.000 addetti, nella nostre zone, nell’agricoltura generica e di qualità (ciliegino, mandorla, melone cantalupo ecc.), singole aziende con 600/800 addetti, uno sviluppo eccezionale MAI VISTO fino ad oggi nel comparto agricolo, che supera anche proprio il comparto industriale petrolchimico (Priolo…)! Questi sono i numeri e le scelte operate dalla gente stessa nel corso di questi ultimi anni nel nostro territorio. CHE DICONO CHIARAMENTE IN CHE DIREZIONE ANDARE!

Se a questi numeri fiorentissimi aggiungiamo quelli del turismo (80 Bed & Breackfast, 25 agriturismi e svariati negozi nella sola Noto…) si capisce che NON SI VA NÉ SI PUÒ ANDARE NELLA DIREZIONE DEL PETROLIO

- pericolosissima, per le inevitabili né smentibili implicanze di inquinamento ambientale e per le falde acquifere;

- e senza produzione né di ricchezza né di futuro…Chi arricchirebbero i profitti del petrolio? Quanti andrebbero a finire nelle tasche dei cittadini del Val di Noto? ZERO! Quanti dei nostri ragazzi non emigrerebbero perché troverebbero occupazione nel gas o nel petrolio? ZERO! Cosa sono e cosa sarebbero le royalties di fronte alla enorme massa di denaro già investita nel nostro territorio in agricoltura e in turismo e che sta cominciando a mostrare i frutti economici?

Solo gli stupidi possono credere alle illusioni della ricchezza proveniente dal petrolio o dal gas!

E’ INUTILE CHE LA PANTHER SI COMPRI PEZZI DI SPAZI PUBBLICITARI DI NBTV E LANCI INCHIESTE DISCUTIBILI PER RACCATTARE CONSENSI! E’ GIA’ PERDENTE NEI FATTI! NON C’E’ BISOGNO DI FARE SONDAGGI… LE RISPOSTE SONO GIA’ NEGLI INVESTIMENTI  FATTI IN AGRICOLTURA E IN TURISMO DAI NETINI, DALLA GENTE DI MODICA, DI AVOLA, DI ROSOLINI E PACHINO E DI TUTTE LE ALTRE CITTA’ e sono scritte nel senso di questa importante manifestazione, alla quale potrebbe seguirne, come anticipato dal Segretario Regionale della stessa FLAI, anche una NAZIONALE!

CUFFARO SBRIGATI CON GLI ATTI NORMATIVI!!

Noto 22 Settembre 2007                                                      IL COMITATO NO-TRIV
ENNESIMO APPELLO DEL F.A.I.  E DEL WWF ITALIA CONTRO LE TRIVELLAZIONI GAS-PETROLIFERE

Trivellazioni nel Val di Noto: parole (molte) e fatti (pochi)
di Giulia Maria Mozzoni Crespi e Fulco Pratesi

Il TAR Sicilia annulla un tardivo provvedimento in difesa dell’ambiente: via libera ai petrolieri. In una lettera al direttore di “Repubblica” WWF e FAI denunciano l’inerzia della Regione siciliana

FaiFondo per l’Ambiente Italiano e WWF Italia hanno, fin da subito, seguito con estrema attenzione la tormentata vicenda delle trivellazioni per la ricerca di idrocarburi nel Val di Noto. Lo abbiamo fatto con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione su una vicenda sulla quale si correva il rischio che cadesse il silenzio. Un rischio scongiurato anche grazie al prezioso aiuto venuto dal suo giornale che, con numerosi articoli, ha evidenziato l’ennesimo episodio di cattiva tutela del paesaggio e dei beni culturali.

E’ notizia di questi giorni che il Tar Sicilia ha annullato, a causa della sopravvenuta formazione del silenzio assenso, il tardivo provvedimento della Regione Sicilia che obbligava a sottoporre il progetto per le trivellazioni alla valutazione di impatto ambientale. Questo significa che d’ora in avanti non ci saranno più margini per impedire le trivellazioni nel Val di Noto.

Subito dopo la decisione dei giudici amministrativi, il presidente della regione Cuffaro ha promesso di attivarsi per scongiurare il pericolo delle trivellazioni nel Val di Noto. Non è la prima volta che il governatore siciliano si schiera, a parole, dalla parte di chi vuole vedere rispettata l’integrità del sito Unesco. Purtroppo a queste dichiarazioni di intenti non hanno mai corrisposto concreti provvedimenti. Ci piacerebbe essere smentiti e vedere dunque l’amministrazione regionale revocare in autotutela i permessi di ricerca in precedenza concessi, così da riscattarsi dal pessimo episodio di inefficienza rappresentato dalla positiva valutazione di impatto ambientale formatasi attraverso il silenzio assenso.

Sempre per passare dalle parole (molte) ai fatti (pochi), sarebbe altresì auspicabile che la Sicilia si attivasse per l’abrogazione, o quanto meno per la revisione, della legge regionale del 2000 sulle ricerche di idrocarburi. Solo così si potrà finalmente liberare la Sicilia dal rischio di vederla trasformata in una Texas in mezzo al Mediterraneo.

Carte false per lo sviluppo

Pubblicato in Articoli da admin il 21 settembre 2007

cava-colacem-cellaAmmessi tutti al giudizio abbreviato gli 8 indagati del secondo troncone del processo penale inerente le concessioni per opere da eseguire a Cava Giarrusso, laddove si sarebbe dovuto già costruire un impianto di biomassa, vicenda che è all’attenzione del Collegio Penale del Tribunale.
Il Gup del Tribunale di Modica, Marco Ciraolo (pubblico ministero Domenico Platania), ieri ha depositato la deliberazione, accogliendo le richieste del giorno precedente dai 10 difensori, dopo avere prodotto una serie di documenti a discolpa dei rispettivi assistiti. Il magistrato ha fissato, contemporaneamente, l’udienza prossima al 5 dicembre per le richieste della pubblica accusa e per le arringhe difensive. Qualora per quel giorno non si potesse giungere alle conclusioni si tornerà in aula 7 giorni dopo.

In questo troncone di indagini, all’attenzione della magistratura c’è l’estrazione di pietra presso 2 diverse cave della zona. Gli indagati sono funzionari dell’Assessorato Regionale al Territorio ed Ambiente, dell’Ufficio Tecnico del Comune di Modica e del Distretto Minerario, oltre ai legali rappresentanti delle imprese Colacem e Profetto.cava-profetto-giarrusso Il collegio difensivo è formato dagli avvocati Nino Frasca Caccia, Michele e Franco D’Urso, Pippo Rizza, Luigi Piccione, del Foro di Modica, l’avvocato Giorgio Assenza del Foro di Ragusa, e poi il professore Bertorotta e l’avvocato Sanseverino del Foro di Palermo, l’avvocato Zappulla del Foro di Siracusa. Le accuse sono, praticamente, identiche al processo ordinario e cioè abuso d’ufficio, falso e deturpamento del territorio per l’allargamento abusivo di 2 cave di pietra. La Cava Colacem, di Contrada Giarrusso Liccio, e Cava Profetto, di Contrada Zimmardo Bellamagna(quest’ultima già operativa dal lontano 1984 con regolari autorizzazioni), sarebbero state allargate senza i necessari nulla osta e solo in base alle concessioni rilasciate dall’ufficio tecnico comunale in maniera illegittima, giacché le aree interessate sarebbero condizionate da vincoli ambientali e paesaggistici. Sarebbero mancati, secondo l’accusa, i controlli da parte del Dipartimento Minerario.

E’ ipotizzato un grave danno al patrimonio ambientale, causato dall’allargamento delle due cave, con il conseguente deturpamento dell’ampia area perché si sarebbe operato oltre i limiti massimi d’estensione consentiti. L’ufficio tecnico comunale avrebbe rilasciato le autorizzazioni che, secondo l’accusa, sarebbero illegittime proprio in base al presupposto di un’alterazione dei documenti. In questo modo, ampie porzioni di territorio tutelate dai vincoli ambientali e paesaggistici, finirono con il risultare invece libere e quindi utilizzabili per procedere all’allargamento delle due cave di pietra.

SIT-IN contro le trivellazioni gas-petrolifere del Val di Noto

Pubblicato in Comunicazioni, Segnalazioni da admin il 19 settembre 2007

NOTO - Sabato 22 Settembre 2007, ORE 9,30 Teatro Comunale

cgilLa FLAI-CGIL (Sindacato dei lavoratori dipendenti del comparto Agro-Alimentare-Ambientale) della Sicilia e le FLAI-CGIL delle provincie di Siracusa e Ragusa indicono per Sabato 22 Settembre 2007 un sit-in di protesta contro le autorizzazioni concesse dal Governo della Regione Siciliana all’Azienda PANTHER N EUREKA per trivellare il territorio del distretto produttivo di Noto-Ispica in cerca di idrocarburi.

La FLAI-CGIL ha già espresso tutta la propria contrarietà per questo atto che penalizza il più ricco e dinamico territorio siciliano del comparto Agro-Alimentare-Ambientale della nostra regione.

Abbiamo già denunciato, inoltre, le responsabilità politiche  dovute sul fronte delle inadempienze che hanno determinato la sentenza del TAR del 20 agosto 2007 che ha dato il via libera alle trivellazioni.

Oltre alle responsabilità del Governo Regionale vanno sottolineate anche quelle di alcuni enti locali che hanno, ancora, un’idea dell’economia basata sulla razzia del territorio e sulla distruzione dell’ambiente.

La FLAI-CGIL della Sicilia,  pertanto, ritiene che sia indispensabile mobilitare le lavoratrici e i lavoratori del comparto Agro-Alimentare-Ambientale a tutela di un territorio che è avanguardia produttiva del made in Sicily e della Dieta Mediterranea.

La FLAI-CGIL fa appello a tutte le forze politiche, ambientaliste, sindacali e giovanili del distretto produttivo Noto-Ispica ad una convinta, partecipata e forte mobilitazione per il 22 settembre 2007 con raduno a Noto, presso il Teatro Comunale. Da lì si muoverà un corteo fino al Municipio e successivamente la manifestazione si sposterà nella zona delle trivellazioni tra Noto e Rosolini dove le trivelle dovrebbero essere attivate e che verranno occupate simbolicamente.

MILLENNI DI STORIA, ANNI DI DEGRADO

Pubblicato in Pubblica Evidenza, Segnalazioni da admin il 17 settembre 2007
gruppo

Sabato 15 settembre il Comitato per i diritti del cittadino e il Comitato spontaneo Fomenta hanno simulato una visita nei dintorni della testata settentrionale del parco archeologico di Cava Ispica per portare all’attenzione di Comune e Sovrintendenza le tante situazioni di degrado, abbandono e scarsa attenzione in cui versa l’area specialmente in prossimità dei siti di maggiore importanza.
Già a cominciare dalla poca chiarezza rispetto alla gestione di tali siti: ad esempio, non è stato possibile capire se possono essere visitati i ruderi della chiesa bizantina di San Pancrati  e se la visita rientra nel costo del biglietto; nella biglietteria non esiste un avviso, un cartello che informi su cosa è compreso nel costo del biglietto, per non parlare di materiale informativo (cartine, guide etc) completamente assente.

san-pancratiProvando a raggiungere dalla strada la chiesa di San Pancrati il gruppo è stato accolto da uno spettacolo poco edificante, con cumuli di rifiuti e sterpaglie proprio all’ingresso e sotto la tabella che dovrebbe indicare, se solo fossero leggibili, la datazione e il nome. Continuando la visita nella direzione della importantissima tomba a finti pilastri di Baravitalla, ci si imbatte in un area, lontanamente somigliante ad un parcheggio, invasa da vegetazione e rifiuti, con a fianco i servizi igienici ai quali, lo sventurato turista che dovesse trovarsi ad averne bisogno, potrebbe accedere soltanto se dotato di decespugliatore o di macete; i residenti riferivano che all’interno nulla è rimasto dei sanitari e di tutto ciò che costituiva i servizi igienici. Non basterà certamente il tentativo di rimandare a passate gestioni ed amministrazioni, visto che i lavori iniziarono nel 1989 e, a quanto pare non sono mai stati conclusi o collaudati, a giustificare la situazione attuale.

Seguendo un cartello che invita con delle freccette a raggiungere la tomba di Baravitalla e il percorso archeologico, gli improvvisati “turisti amanti dell’archeologia”, scoprono che il percorso che porta alla tomba è completamente invaso dalla vegetazione, mentre non c’è assoluta evidenza dell’inizio del percorso archeologico. Diversi sacchi contenenti spazzatura maleodorante da giorni e giorni giacciono sotto la tabella indicante, con una freccia, il fantomatico inizio del percorso. Provando a cercare l’ingresso del percorso, i partecipanti all’iniziativa scoprono che,  senza alcuna indicazione di pericolo o di divieto, a pochi metri la strada termina a causa del crollo di un ponte, avvenuta circa 5 anni addietro. La pericolosità di tale situazione e la superficialità con la quale viene ignorata, suscita indignazione e sconcerto, anche perchè fa a pugni con un nuovissimo impianto di illuminazione pubblica a pannelli solari che illumina un’area di poche centinaia di metri proprio prima del ponte. Ci si chiede quale sarà stato il criterio per la scelta di tale sito da illuminare visto che c’è solo una abitazione e che tutto il contesto è nelle condizione prima citate. Attorno al ponte crollato è stato possibile, oltre che avvertire effluvi maleodoranti, scorgere rifiuti di ogni tipo, dalle carcasse di animali, a polistirolo e rifiuti dell’agricoltura, frigoriferi etc.

La visita si conclude cinquanta metri oltre il ponte, dove il gruppo viene attirato da una montagna di rifiuti di ogni tipo, dietro la quale è possibile scorgere, quasi completamente ricoperta da finocchio selvatico, la tomba di Baravitalla, i cui finti pilastri sembrano volersi, comunque, imporre allo squallore del paesaggio circostante.

Comitato per i diritti del cittadino
Comitato spontaneo Fomenta

SULL’ACQUA PRONTI A TORNARE IN PIAZZA

Pubblicato in Pubblica Evidenza da admin il 14 settembre 2007

acqua

 

Non siamo più disposti a farci prendere in giro!
Con battaglie e petizioni sentite e partecipate, nelle piazze, sulle strade e finanche sulle spiagge, con forti prese di posizione del clero e delle organizzazioni di categoria, i cittadini della provincia di Ragusa hanno espresso chiaramente la scelta della gestione pubblica (in house) del servizio idrico integrato e, facendo sentire il fiato sul collo ai sindaci, hanno convinto anche questi ultimi a recedere dall’andare avanti con la gestione mista.

Ma a distanza di tanti mesi e, principalmente, con le elezioni amministrative alle spalle, i sindaci hanno continuato a nicchiare e a non decidere, fino ad arrivare alla farsa di ieri, con l’assenza di molti di loro e la mancanza del numero legale, che ha ancora una volta impedito la deliberazione per l’annullamento della gara.
Per anni hanno gridato ai quattro venti il rischio di perdita dei finanziamenti, cercando di
addossarne la colpa a chi rivendicava correttezza di procedure e la salvaguardia di un bene comune.

Da diversi mesi, invece, dobbiamo sopportare ritardi ingiustificabili dovuti a fantomatiche riflessioni, ora dei sindaci ora del RUP.
Se prima tutto era chiaro e fattibile e le decisioni potevano essere prese nel giro di brevi
sedute, adesso passando da un dubbio all’altro cercano di scaricarsi l’onere di una scelta che, per loro stesse responsabilità, presenta risvolti non proprio piacevoli (vedi pagamento di penali etc).

Non si illudano di prenderci in giro e non credano che abbiamo la memoria corta!
Non sarà di certo ad un eventuale commissario regionale che addebiteremo le responsabilità nel caso di affidamento tramite società mista.

Molti di loro sono già in campagna elettorale, vuoi per le imminenti amministrative in alcuni comuni, vuoi per ambizioni regionali mai sopite, e quindi sappiano che i cittadini della provincia e, per quanto ci riguarda, della città di Modica, sapranno regolarsi di conseguenza e saranno ancora più forti e tenaci nella difesa del bene pubblico acqua.
Sapremo dare un nome e un volto (vedi V8 di Grillo) a tutti quegli amministratori che dovessero rendersi complici della privatizzazione dell’acqua!

FORUM DELLA SOCIETÀ CIVILE
DI MODICA

Quando i nodi vengono al pettine

Pubblicato in Comunicazioni da admin il 14 settembre 2007

COMITATO PERMANENTE STUDENTESCO
CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA

Egregio sig. Sindaco Piero Torchi,

torchiCi sentiamo fortemente amareggiati e disillusi dal suo atteggiamento tenuto a proposito della conferenza dei sindaci, svoltasi martedì 11 settembre 2007, che avrebbe dovuto ratificare l’affidamento in house del servizio idrico, ma più in generale ci sentiamo traditi e scossi per la sua ripetuta incoerenza dimostrata sul tema acqua.
Ricordiamo ancora vicine le sue affermazioni rilasciate pubblicamente in data 15 dicembre 2006, in seguito ai numerosi appelli lanciati dagli studenti dove dichiarava: “abbiamo mantenuto la promessa di giungere allo “stop” della gara per l’individuazione del socio privato dell’Ato idrico. Abbiamo agito sulla scorta di un’intima convinzione, ma soprattutto di quella che si è dimostrata la volontà della società civile e dell’opinione pubblica. Ora, a bocce ferme, tiriamo le somme e ripartiamo da un dato essenziale che non è solo quello sulla natura pubblica o privata della gestione delle acque ma è quello in favore dei cittadini, ovvero sulle tariffe”.
Caro sindaco, noi a differenza sua siamo stati, siamo e saremo sempre “presenti”, “coerenti” e “responsabili” nella nostra mobilitazione contro il processo di privatizzazione dell’acqua, anche perché abbiamo riscontrato il sostegno della società civile e dei falsi elogi ricevuti dalla sua persona, che qui riportiamo dal giornale “La Sicilia” di Sabato 16 dicembre 2006: “il primo cittadino nel suo intervento ha espresso il suo rispetto per la coerenza con la quale gli studenti della provincia Iblea si sono battuti rilevando che sono stati gli uomini di buono volontà, siano essi singoli o associati, a mettersi all’ascolto delle legittime esigenze dei cittadini.” E ancora: ” Torchi ha anche ritenuto importante l’annullamento della gara perché si è evitata un’operazione senza ritorno e perché si consente oggi, visti gli ultimi sviluppi, di rimarcare un principio di trasparenza.”
Ormai, la fiducia di noi studenti nei suoi confronti viene meno, ma ci conceda l’occasione di porgerle una domanda riguardante la sua assenza alla conferenza dei sindaci di martedì 11 settembre 2007, o per meglio dire l’assenza del Comune di Modica da lei rappresentato: era malato o ci ha preso in giro?
Diffidenti delle sue parole, promettiamo di indire dure, ma pacifiche, mobilitazioni nei suoi confronti.

Modica lì, 14 settembre 2007

Sampieri, la borgata dove si poteva sognare

Pubblicato in Articoli da admin il 14 settembre 2007
Spiaggia di Sampieri negli anni 1970

Per il recente ferragosto, hanno sporcato talmente la spiaggia di Sampieri, che la serena borgata dove si sognava è finita sui giornali. Non in quel modo, pensavo. E andavo a ritroso nel tempo, dando una occhiata a cosa scrivevano. Gli esseri umani non si distinguono più dalle cavallette, ma queste ultime sono affamate e partono a stormi che riescono ad oscurare il cielo. L’uomo moderno lascia dietro di sé i miti del consumismo, la sporcizia fatta da pannolini nascosti nella sabbia, e da tutto il resto. Ciò che l’uomo divora giornalmente, e non mi riferisco solo al cibo, finisce poi in forma di sporcizia su di una spiaggia. Se le cavallette oscurano il cielo, l’uomo porta il buio nella ragione. Perché, ad essere ragionevoli, non riuscirei mai a capire questi suoi comportamenti. Pigliare e gettare significa, in altre parole, non avere nemmeno rispetto per se stessi. Non siamo i soli a farlo, diranno coloro che si sentiranno colpiti da questo mio scritto, quelli che considerano normale aprire lo sportello dell’auto e pulire i portacenere rivoltandoli per la strada. Ma come stavamo noi, quaranta e più anni fa, a Sampieri?

E come era la meraviglia della costa iblea, ineguagliabile per splendore, con la sinuosa baia dipinta dal mare e dalla sabbia, in una straordinaria armonia con il paesino bianco, quasi un pueblo che coceva ad agosto, e brillava come un diamante? La baia era come un arco teso verso lo “Stabilimento Bruciato”, una vecchia fabbrica che ovunque in Europa, sarebbe diventata un esempio splendido di architettura industriale. E dentro vi avrebbero potuto fare luoghi di accoglienza, sale per mostre, biblioteche. Tutto con grandi finestre, e di fronte il blu del mare, il Mediterraneo di Odisseo che diventa lentamente grigio, come sostengono gli scienziati. Il grigio viene dagli scarichi delle industrie, dalle alghe assassine, e potrebbe accadere, un giorno, che quel blu, dentro cui si sentivano dentro una grande madre, possa essere solo il ricordo. Il blu di Piero Gruccione, il mare salvato dall’arte. Utopia tragica, questa, ma in questi giorni di Settembre, scemata la massa di “bagnanti”, Sampieri è ridiventata incantevole. Ad ogni suo angolo un ricordo.

Sampieri scalo barche negli anni 1960Don Turiddo, per esempio, che era stato in America. Noi ragazzi lo invidiamo perché ci racconta della terra di Elvis Presley, del Rock ‘n Roll, del “siciliano” Frank Sinatra che metteva il miele nella sua voce e faceva impazzire le ragazzine. Ma Don Turiddo era ritornato a Sampieri, non avrebbe mai potuto vivere altrove. E a Sampieri era poi morto, con la finestra della sua casa che dava quasi sul mare, con gli amici che conversavano al molo, con le barche che ritornavano all’alba e portavano quei pesci presi con pazienza ed affetto. Non uccidevano nulla nel fondale, i pesci erano contati, quasi vi fosse una tabella non scritta che ne indicava la quantità. Non era il tempo delle navi moderne con le reti a strascico, dei mostri che portano via persino il plancton. Forse è meglio che i vecchi di quel tempo, il Capo Blundetto che somigliava a Picasso, e molti altri con i visi che portavano i segni del sale, se ne siano andati nel mare più grande che è l’eternità. Come era Sampieri cinquant’anni fa? Forse eravamo solo i modicani ad abitarla d’estate, come se ci appartenesse, e Dio sa come la tenevamo, un gioiello!

Di notte, noi Belgiorno e Marcello Perracchio andavamo per i violetti immersi nel buio, con le chitarre. Nessuno dormiva d’estate. E sulle terrazze si “ciuciuliava”, parola bellissima del nostro dialetto che allo “chouchoter” francese somiglia. Non vi erano motociclette con centauri impazziti, non vi era nemmeno il televisore acceso, tanto “per farsi compagnia”. Assurdo pensare, che di fronte a quel mare, si stia di fronte ad una cassa che brilla, da cui escono fuori visi delle veline, degli imbonitori di turno! A quel tempo non accadeva, e se poi il mondo è progredito, non si può dire che questo sia accaduto con intelligenza! Cantavamo “sapore di sale”, e ce ne andavamo a piedi nudi sulla sabbia, con le dune che sembravano schiere di animali mitici quando la luna vi buttava sopra la sua biacca. E i gigli di sabbia, che a toccarli appassivano subito! Un bacio in quella serenità, il pudore della notte che calava sugli amanti come a volerli proteggere. E da lontano, il profumo del pesce fritto sino a notte tarda, come un prestito restituito al mare, un debito che si saldava con l’onore del silenzio!

Franco Antonio Belgiorno Dal Giornale di Sicilia del 13/07/2007
Foto tratte da Contea di Modica

Le città italiane dell’Unesco contro le trivellazioni del Val di Noto

Pubblicato in Comunicazioni da admin il 14 settembre 2007

Le città italiane dell’Unesco contro le trivellazioni del Val di Noto
Comunicato della presidenza dell’Associazione Città e Siti Italiani Patrimonio Mondiale Unesco

Il presidente dell’Associazione Città e Siti Italiani Patrimonio Mondiale Unesco, Gaetano Sateriale, interviene con un fermo comunicato nel dibattito sulla possibile realizzazione di alcuni pozzi di esplorazione petrolifera in Val di Noto, sito dichiarato nel 2002 dall’Unesco Patrimonio dell’umanità.

“Evidentemente le lunghe battaglie culturali contro l’abusivismo e gli scempi paesaggistici non hanno proprio insegnato niente. Non sono stati sufficienti decenni di devastanti aggressioni al territorio, in nome di modernizzazione e progresso, per far assimilare la consapevolezza che il patrimonio artistico, culturale e naturale è la risorsa più preziosa del nostro Paese, la principale “materia prima” di cui disponiamo. Le grandi potenzialità economiche dei beni culturali possono essere dispiegate solo investendo su di essi, coniugando tutela e promozione, valorizzando il carattere molecolare del sistema territoriale, non certamente disseminando il Val di Noto di pozzi petroliferi.

La notizia del parziale via libera del Tar di Palermo alle trivellazioni in questo straordinario angolo di Sicilia, quando sembrava che il pericolo fosse scongiurato, ci ammonisce a non abbassare la guardia e a non farci cadere vittime dell’illusione che basti abbattere un paio di “eco-mostri”, cosa peraltro pregevolissima, per ritenere di aver sconfitto la cultura dell’abusivismo legalizzato, autorizzato o tollerato che sia. In un periodo di gravi difficoltà per i bilanci degli enti locali, la tentazione di incamerare qualche milione di euro in royalties è molto forte, ma non giustifica la svendita di un patrimonio dell’umanità. Alle comunità locali, una volta che le società petrolifere hanno terminato la “spremitura” del territorio, alterandone irrevocabilmente le caratteristiche ambientali e sociali, rimane davvero poca cosa. Investire tante risorse, umane ed economiche, nello sviluppo petrolifero significa impoverire quelle attività che storicamente, hanno costituito l’asse portante di tutta l’economia siciliana per abbracciare improbabili nuovi “miracoli italiani”.

Un evidente anacronismo che non meriterebbe neppure un commento, se le trivelle non incombessero sul Val di Noto. Occorre ribadire con forza che il “turismo petrolifero” è un settore che non ci interessa e che l’energia positiva che deve zampillare dai nostri territori è quella delle testimonianze storico-artistiche e dei paesaggi, non quella degli idrocarburi. Pensare di barattare il tardo barocco siciliano con qualche barile di greggio è un’operazione strategicamente sciagurata. Significa non aver capito il valore di un patrimonio culturale e naturale ben tutelato e ben gestito. Gli esempi positivi non mancano, pensiamo agli sforzi che sta compiendo Siracusa per ripopolare un centro storico svuotato dall’industrializzazione di Priolo e di Augusta. E quanto sta fruttando, anche economicamente, la promozione turistica di quel sito Unesco.

L’importante è non commettere gli stessi errori del passato. Gli strumenti per impedire che questo dissennato progetto prosegua nella sua corsa devastatrice esistono, ma serve una chiara e precisa volontà politica, a livello locale e nazionale, che si faccia interprete dello sdegno di tutti gli italiani. Questo è ciò che intende fare la nostra Associazione, schierandosi compatta a fianco del sindaco Corrado Valvo nella difesa del Val di Noto e contro ogni tentativo di inseguire miraggi economici del tutto estranei alla naturale vocazione di un territorio che l’Unesco ha inserito nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Quella per la salvaguardia dell’integrità del Val di Noto è una battaglia culturale contro un modello di sviluppo che non ci appartiene. Una battaglia che ci riguarda tutti, nessuno escluso”.

Gaetano Sateriale
Presidente Associazione Città e Siti Italiani
Patrimonio Mondiale Unesco

TANTO RUMORE PERCHÈ NULLA CAMBI

Pubblicato in Pubblica Evidenza da admin il 13 settembre 2007

Le scorse settimane, in merito alle situazioni di degrado e di
mancanza di decoro in cui versano molte zone della città, specialmente
in prossimità dei siti per il conferimento degli rsu e della raccolta
differenziata, l’Assessore all’ecologia Nino Giarratana, ha rilasciato
una serie di dichiarazioni nelle quali, con toni acuti e altisonanti,
addebitava le responsabilità a gravissimi atteggiamenti da parte di
alcuni operatori ecologici “imboscati” e “raccomandati” che cercavano,
addirittura, la protezione e l’impunità da parte di non ben definiti
patronati politici.
Non vogliamo entrare nel merito di tali pesanti dichiarazioni, altri
lo hanno fatto ed altri ancora, probabilmente, lo faranno, bensì
riportare l’attenzione sulla realtà denunciata da alcuni residenti del
quartiere di San Giovanni e che aveva poi portato i media locali ad
allargare l’obiettivo su tutta la città.
Abbiamo provato a fare un giro e ci siamo subito resi conto che nulla
è cambiato e che la città versa in uno stato pietoso, anche in zone
centrali e frequentate da turisti.
Spesso il nostro comitato si è occupato di questa problematica e,
pertanto, vogliamo provare, in pochi punti, a dare un modesto
contributo alla comprensione del fenomeno di degrado urbano e
dell’emergenza rifiuti in generale:
- manca l’informazione e la sensibilizzazione sulla raccolta
differenziata e su come conferire i rifiuti; poco e niente è stato
fatto in questa direzione: sarebbero necessari spot televisivi,
manifesti, cartelloni pubblicitari, depliant informativi, insomma
niente di trascendentale. Qualcosa del genere si è vista, per
pubblicizzare le opere “promesse e mantenute” dall’amministrazione, e
questo dimostra che è fattibile;
- le campane o meglio i contenitori, vengono svuotati poche volte e
spesso i cittadini sono costretti a lasciare fuori i rifiuti o a
peregrinare da un contenitore all’altro nella speranza di trovarne uno
non pieno. Andrebbe, quindi, aumentata la frequenza degli svuotamenti;
- i baristi e i ristoratori più sensibili provano a fare la raccolta
differenziata, per lo più del vetro, ma magari non potendo permettersi
di lasciare incustodite le attività per molto tempo si limitano a
portare nelle vicinanze dei contenitori i cartoni con le bottiglie; è,
pertanto, evidente che manca ed è indispensabile una raccolta diretta
presso queste attività commerciali che producono grandi quantità di
rifiuti differenziabili: far passare una moto-ape con un operatore
almeno una volta al giorno comporterebbe un aumento notevole ed
immediato della raccolta differenziata, un enorme risparmio per il
minore conferimento in discarica e non si alimenterebbero le
situazioni di degrado e le mini discariche attorno ai contenitori
(vedi San Giovanni). Proviamo ad immaginare lo stesso servizio per i
cartoni, la plastica, il polistirolo e tutti quei prodotti di scarto
degli imballaggi. Proviamo pure ad immaginare aree di raccolta e di
conferimento, ad esempio per cartoni e polistirolo, a disposizione di
tutti i cittadini e non solo dei commercianti. Lo scatolone e il
polistirolo del televisore o del computer, piuttosto che gli
imballaggi dei mobili appena acquistati, spesso sono un problema per
il cittadino che non sa dove andarli a buttare e che certo non può
tenerseli in casa. Migliaia di chilogrammi di rifiuti che non
andrebbero in discarica, centinaia di migliaia di euro risparmiati e
materie prime recuperate;
- manca una buona informazione sul servizio di raccolta a domicilio
degli ingombranti, dei durevoli, di televisori, computer, stampanti,
di sfalci e potature etc etc, insomma di tutti quei rifiuti che
ritroviamo spesso in pieno centro e continuamente nelle strade di
periferia e nelle campagne. Moltissimi di questi rifiuti vanno a
finire in discarica mentre potrebbero essere recuperati e costituire
una risorsa. Basterebbe potenziare il servizio e farlo sapere ai
cittadini. Chi sarebbe così fesso da faticare per mettere in macchina
il frigorifero o pagare un autotrasportatore per andare poi a
scaricarlo in giro, rischiando una multa e il biasimo della gente,
quando con una telefonata potrebbe risolvere il problema? Veramente
pensiamo che i cittadini sono incivili e pure scemi?
- manca un serio controllo su tutte quelle attività commerciali che
sono obbligate a conferire i loro rifiuti tramite consorzi, vedi
riparatori di elettrodomestici, gommisti, officine etc etc. Quante
volte ci capita di vedere batterie, pneumatici, televisori,
abbandonati in giro per la città e nelle campagne e spesso in quantità
considerevoli, segno che qualcuno del settore se ne libera in tutta
tranquillità;
- manca, infine, una seria politica di riduzione dei rifiuti, che
educhi i cittadini, a partire dalle scuole, al riuso e al riciclaggio
dei beni e solo alla fine del loro ciclo vitale, al conferimento
differenziato. Solo se ridurremo la quantità di rifiuti prodotti,
potremo pensare di cominciare a risolvere il problema.
In conclusione, a Modica, così come in tutta la provincia, non sarà
certo una discarica a salvaguardare il territorio da emergenze
“campane”, ma solo l’attivazione di tante misure come quelle appena
citate e di tante altre ancora ipotizzabili, prima tra tutte una seria
e convinta raccolta differenziata con incentivi e sgravi per i
cittadini che la praticano.
Se i nostri amministratori si ostineranno a non comprenderlo, avviata
la prima discarica, dopo due o tre anni arriverà la seconda e poi la
terza e così via fino a trasformare tutto in un grande immondezzaio.
Al bluff dei termovalorizzatori, poi, solo i più ingenui e qualcuno in
malafede continuano a crederci.
All’Assessore Giarratana suggeriamo di urlare forte e chiaro per
richiedere l’avvio di tutto questo all’amministrazione di cui fa parte
e vedrà che questa volta nessun cittadino si offenderà ne tanto meno
protesterà.
Non basteranno, certo, le dichiarazioni forti o il ping pong di
responsabilità a risolvere il problema e a mascherare la realtà.
Modica,13/09/07

Per il comitato spontaneo di cittadini FOMENTA
Piero Gugliotta

TRIVELLAZIONI IN VAL DI NOTO: DA UN BLUFF A UN ALTRO…

Pubblicato in Comunicazioni da admin il 6 settembre 2007
cuffaro

Le dichiarazioni di Cuffaro, dopo la sentenza del TAR che dà torto alla Regione stessa per non aver prodotto entro i tempi previsti la Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.), lasciano tutti a dir poco sbigottiti: le affermazioni del Presidente smentiscono sè stesso e sono la “prova provata”di un enorme bluff! Nella lettera che il giorno prima dell’inaugurazione della Cattedrale di Noto egli sbandierò al mondo intero annunciando il “Miracolo della Cattedrale Ricostruita” (il ritiro della Panther Oil dal Val di Noto)…IN REALTÀ LA SOCIETÀ TEXANA TITOLARE DELLE CONCESSIONI NON RINUNCIAVA A NIENTE!!

Tant’è vero che dopo quest’ultima sentenza (ma ce ne sono almeno altre 2 in attesa di definizione!), che vede ancora una volta LA REGIONE sconfitta per dei pasticci combinati dalla Stessa, si è affrettato a dichiarare che se la Panther non cede ci penserà Lui  a fare una legge per fermare tutto….

Possibile che non si rendessile già allora conto che aveva in mano della cartastraccia insignificante e che la ditta texana non aveva ceduto niente?

Possibile che non abbia saputo leggere manco le carte che aveva in mano???

Ci rifiutiamo di crederlo, sarebbe un’offesa alla sua stessa intelligenza oltre che alla nostra!

E poi? …L’Assessore ai Beni Culturali ed Ambientali Leanza si spertica a dire ………che entro giugno avrebbero fatto una legge apposita… Se la mente e il tempo non ci tradiscono siamo a settembre. E di legge neanche l’ombra!

E che dire dell’Assessore al Territorio Interlandi, che in una trasmissione del 12 giugno 2007 su RAI UTILE   spiazza tutti, dicendo che le trivellazioni sono incompatibili con lo sviluppo della Sicilia, che fu un errore dare quei permessi e che “se non vengono ritirati è pronta a fare iniziative clamorose”?

Bene!…MA ALLORA SIAMO TUTTI D’ACCORDO??!!….

Dunque PERCHE’ MAI TUTTI (tranne noi e la Magistratura – guarda caso!) SONO FERMI?

PERCHE’ NON VIENE ANCORA FUORI QUESTA LEGGE PER ANNULLARE LE CONCESSIONI E PRESERVARCI DA QUESTA SCIAGURA? Il Rappresentante UNESCO in Italia Il Prof. Giovanni Puglisi  su “Il Sole 24 ORE” del 31 ago.2007 addirittura arriva a dire che “CUFFARO HA I POTERI PER INTERVENIRE SUBITO E BLOCCARE TUTTO PER SEMPRE. MEGLIO UN ATTO PRECISO E RAPIDO, ORA, CHE IMBARCARSI NEL VARO DI UNA LEGGE REGIONALE, CHE PORTEREBBE VIA DEL TEMPO” 

Dov’è il problema?
Se siamo tutti dello stesso parere – Cuffaro compreso – perchè non si trova subito una soluzione?

…Oppure vengano qui a Noto, a sedersi con noi e col Sindaco, senza tutti gli scarmazzi mediatici che hanno accompagnato fino ad oggi gli strombazzanti e vuoti proclami (…come chiamare quello di Cuffaro del 16 giugno, che ha preso in giro lo stesso Camilleri?) E SI TROVI SUBITO UNA SOLUZIONE CHIARA E DEFINITIVA. Noi li invitiamo e li sfidiamo a venire qui! 

Siamo alle battute finali…A giorni convocheremo il Mondo intero per venire a salvare il Val di Noto!!!

SI SI!!  SAREMO NOI A FARE QUELLE “INIZIATIVE CLAMOROSE” CHE STIAMO ASPETTANDO DALL’ASSESSORE INTERLANDI!

e ci sentiamo forti delle proteste delle centinaia di migliaia di firme raccolte dall’appello dello scrittore Camilleri su Repubblica e delle altre migliaia di manifestazioni di solidarietà e di sdegno che ci giungono ormai quotidianamente da tutto il mondo.

Non esiteremo qualora fosse necessario a chiedere l’intervento del ministro per l’ambiente Pecoraro Scanio con poteri sostitutivi come anche al responsabile dell’UNESCO per l’Italia prof.Puglisi di togliere al Val di Noto  i vari riconoscimenti  di “Patrimonio dell’Umanità”.

…Perchè ne va di Noi, del futuro Nostro e dei Nostri ragazzi, dei Nostri e dei Loro figli, del fascino struggente di questi posti che tutti ci invidiano, degli investimenti già fatti da tanti cittadini in agriturismi,  bed & breakfast, Alberghi, , in tour operators e  in aziende agricole biologiche e  di  prodotti tipici  e in mille e mille altre risorse economiche, culturali e sociali che sono state messe in campo (cosa e per chi sarebbero, al confronto, le poche migliaia di euro delle royalties?)!!! Investimenti che nulla, NULLA hanno a che vedere con uno sviluppo che violenta le viscere e l’incanto di questa Nostra terra, così bella e così fragile…
NON CI FERMEREMO!

VAL DI NOTO 06-09-2007
www.notriv.it