Ambiente Ibleo - Portale ambientalista del Sud-Est Siciliano

Discarica nel territorio modicano: perplessità e proposte

Pubblicato in Comunicati Stampa da admin il 30 novembre 2007

discarica.jpg

1. Non è assolutamente vero che la realizzazione di un discarica a Modica farebbe diminuire la tassa sui rifiuti per i cittadini. Il costo del conferimento in discarica è stabilito per legge ed è uguale per tutte le discariche autorizzate; oggi si aggira sui 120-130 € tonnellata, il doppio della tariffa praticata a Scicli e superiore del 30% a quella praticata  a Vittoria, indipendentemente dal luogo di conferimento. La differenza di costi è dovuta semmai al trasferimento. Quindi a meno di non realizzare la discarica in corso Umberto i costi non si abbatterebbero.

Il costo del conferimento in discarica è stabilito per legge ed è uguale per tutte le discariche autorizzate; oggi si aggira sui 120-130 € tonnellata, il doppio della tariffa praticata a Scicli e superiore del 30% a quella praticata  a Vittoria, indipendentemente dal luogo di conferimento. La differenza di costi è dovuta semmai al trasferimento. Quindi a meno di non realizzare la discarica in corso Umberto i costi non si abbatterebbero.2. Non si capisce come pur pagando una tassa sui rifiuti il Comune di Scicli non abbia visto un euro, e come dovremmo credere che vedremo invece le royalties promesse in caso di realizzazione della discarica nel nostro comune.

3. Ad oggi, non esiste nessuno studio economico che dimostri quanto realmente in meno sull’attuale bolletta andrebbero a pagare i cittadini modicani se venisse realizzata la discarica nel proprio territorio.

4. Il d.lgs 36/2003 in vigore, obbliga al conferimento nelle nuove discariche solamente i rifiuti pre-trattati; rifiuti cioè, che sono stati privati della frazione organica, quella che produce biogas (causa del attivo odore) e percolato (causa dell’inquinamento delle falde acquifere).

5. Non esiste alcun piano di gestione integrata rifiuti predisposto dall’ATO che contempli oltre ai siti di discarica: i siti di pre-trattamento (art. 7: i rifiuti possono essere collocati in discarica solo dopo trattamento), i centri di stoccaggio, la raccolta differenziata nelle percentuali stabilite e quant’altro in osservanza alla vigente normativa in merito.
Quindi allo stato attuale non si farebbe altro che trasferire tout-court la discarica di Scicli, con tutte le problematiche tristemente note e sotto gli occhi di tutti, in territorio modicano.

6. Ricordo inoltre che dal 13 gennaio 2008 (in base all’art. 5 del suddetto d.lgs 36/2003) si possono creare nuove discariche, ammesso che “entro cinque anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto i rifiuti urbani biodegradabili siano inferiori a 173 kg/anno per abitante“; questo significa che la quota attuale del 3% di raccolta differenziata e riciclo è ben al di sotto del minimo significativo.

La soluzione più ovvia è quella di conferire in discarica meno rifiuti possibile, praticando un’elevata raccolta differenziata e legando la tariffa unitaria alla quantità conferita; meno rifiuti si conferiscono in discarica e più basso sarà il prezzo di conferimento.

Suggerimenti e proposte (dal 25 ottobre 2006)

1. Non è detto che il sito debba essere necessariamente localizzato nei comuni di Modica e Pozzallo giacché il sistema è funzionale per l’intera provincia;
2. che il sito debba essere obbligatoriamente unico;
3. che dovendo essere materiale di tipo organico inertizzato (vedi d.lgs 36/2003 ) può essere quindi usato come riempimento per bonificare e rimodellare:
cave di estrazione abusive,
cave di estrazione autorizzate prima dell’obbligo normativo del ripristino dei siti
e cave di estrazione con l’obbligo normativo del ripristino.

Esistendo nell’intero territorio provinciale decine di siti con questi requisiti e praticamente già pronti all’uso il quesito sembrerebbe di facile soluzione se si riuscisse a comprendere che il problema non può assumere connotazioni di carattere politico, e che gli interessi economici di pochi o la superficialità di molti, non possono mettere a serio rischio di compromissione irreversibile il futuro del nostro territorio e la salute dei nostri cittadini.
Se veramente si vuol fare risparmiare i cittadini sui costi dei rifiuti, si inizi a parlare seriamente di raccolta differenziata; calcolando che la quota differenziabile oscilla tra il 40 e 70 per cento e prendendo per realistica una quota di circa il 50 per cento ed aggiungendo a questo il fatto che ai cittadini modicani è stato di recente già posto un balzello del 30 per cento in più da pagare si risparmierebbe da subito l’80 (ottanta) per cento! Dico l’80 per cento sull’attuale tassa dei rifiuti !!!

La vita delle discariche, compresa Scicli, sarebbe di gran lunga superiore se si capisse che la “soluzione passa anche attraverso una corretta gestione e visione delle discariche”, come elemento parte di un ciclo di gestione integrata dei rifiuti e non come porzione di territorio da annientare.
Perché infine, si parla tanto di tutela e rispetto del territorio e non si approva il Parco di Cava Gisana che da oltre un anno giace polveroso nel cassetto del nostro Sindaco pronto a battersi contro le trivellazioni a Noto, ma il primo a proporre una discarica nel proprio comune?

Corrado Rizzone Verdi Modica

Link correlati:
Discarica
Indagini sulla spazzatura
Termovalorizzatore
Strategie per l’eliminazione dei rifiuti

L’auto ad aria è… volata via

Pubblicato in Pubblica Evidenza da admin il 29 novembre 2007

Eolo, la vettura che avrebbe fatto a meno della benzina è stata fatta sparire. Perché?

VIVAMO IN UN MONDO DOVE CI VOGLIONO FAR CREDERE CHE IL PETROLIO E’ IMPORTANTE QUANTO L’ACQUA QUESTA DEVE DAVVERO FARE IL GIRO DEL MONDO!

eolo-car.jpgGuy Negre, ingegnere progettista di motori per Formula 1, che ha lavorato alla Williams per diversi anni, nel 2001 presentava al Motorshow di Bologna una macchina rivoluzionaria: la  “Eolo” (questo il nome originario dato al modello), era una vettura con motore ad aria compressa, costruita interamente in alluminio tubolare,fibra di canapa e resina, leggerissima ed ultraresistente.Capace di fare 100 Km con 0,77 euro, poteva raggiungere una velocità di110 Km/h e funzionare per più di 10 ore consecutive nell’uso urbano.Allo scarico usciva solo aria, ad una temperatura di circa -20°, che veniva utilizzata d’estate per l’impianto di condizionamento. Collegando Eolo ad una normale presa di corrente, nel giro di circa 6 ore il compressore presente all’interno dell’auto riempiva le bombole di aria compressa, che veniva utilizzata poi per il suo funzionamento. Non essendoci camera di scoppio né sollecitazioni termiche o meccaniche la manutenzione era praticamente nulla, paragonabile a quella di una bicicletta. Il prezzo al pubblico doveva essere di circa 18 milioni delle vecchie lire, nel suo allestimento più semplice.

Qualcuno l’ha mai vista in Tv? Al Motorshow fece un grande scalpore, tanto che il sito www.eoloauto.it venne subissato di richieste di prenotazione: chi vi scrive fu uno dei tanti a mettersi in lista d’attesa, lo stabilimento era in costruzione, la produzione doveva partire all’inizio del 2002: si trattava di pazientare ancora pochi mesi per essere finalmente liberi dalla schiavitù della benzina, dai rincari continui, dalla puzza insopportabile, dalla sporcizia, dai costi di manutenzione, da tutto un sistema interamente basato sull’autodistruzione di tutti per il profitto di pochi. Insomma l’attesa era grande, tutto sembrava essere pronto, eppure stranamente da un certo momento in poi non si hanno più notizie. Il sito scompare, tanto che ancora oggi l’indirizzo www.eoloauto.it risulta essere in vendita. 

Questa vettura rivoluzionaria, che, senza aspettare 20 anni per l’idrogeno (che costerà alla fine quanto la benzina e ce lo venderanno sempre le stesse compagnie) avrebbe risolto OGGI un sacco di problemi, scompare senza lasciare traccia. A dire il vero una traccia la lascia, e nemmeno tanto piccola: la traccia è nella testa di tutte le persone che hanno visto, hanno passato parola,hanno usato Internet per far circolare informazioni. Tant’è che anche oggi, se scrivete su Google la parola “Eolo”, nella prima pagina dei risultati trovate diversi riferimenti a questa strana storia.

Come stanno oggi le cose, previsioni ed approfondimenti. Il progettista di questo motore rivoluzionario ha stranamente la bocca cucita, quando gli si chiede il perché di questi ritardi continui. I 90 dipendenti assunti in Italia dallo stabilimento produttivo sono attualmente in cassa integrazione senza aver mai costruito neanche un’auto. I dirigenti di Eolo Auto Italia rimandano l’inizio della produzione a data da destinarsi, di anno in anno. Quali considerazioni si possono fare su questa deprimente vicenda? Certamente viene da pensare che le gigantesche corporazioni del petrolio non vogliano un mezzo che renda gli uomini indipendenti. La benzina oggi, l’idrogeno domani, sono comunque entrambi guinzagli molto ben progettati.Una macchina che non abbia quasi bisogno di tagliandi né di cambi olio,che sia semplice e fatta per durare e che consumi soltanto energia elettrica, non fa guadagnare abbastanza.

Quindi deve essere eliminata, nascosta insieme a chissà cos’altro in quei cassetti di cui parlava Beppe Grillo tanti anni fa, nelle scrivanie di qualche ragioniere della Fiat o della Esso, dove non possa far danno ed intaccare la grossa torta che fa grufolare di gioia le grandi compagnie del petrolio e le case costruttrici, senza che “l’informazione” ufficiale dica mai nulla, presa com’è a scodinzolare mentre divora le briciole sotto al tavolo…. invece delle inutili catene di S. Antonio, facciamo girare queste informazioni!!!
LA GENTE DEVE SAPERE!!!!!!!

Informazione e Democrazia

Pubblicato in Articoli da admin il 29 novembre 2007

psiconano.jpgTutti sanno che Forza Italia è (era?) un partito di plastica. Lo psiconano lo ha confermato domenica. Un partito non si scioglie per volontà di una sola persona. Si tiene di solito un congresso degli eletti, si discute del programma, del nuovo nome. Poi si decide a maggioranza. Così avviene nelle democrazie. Nessuno dei suoi sottopancia, reggicoda, portaborse ha fiatato. E si capisce, senza di lui dove vanno? Sono semplici cortigiani.Il suo partito, comunque lo voglia chiamare, è suo di lui, proprietà privata, una organizzazione telecratica con obiettivi di controllo e di lucro.
I partiti hanno ucciso quel poco che era rimasto della democrazia eliminando il voto di preferenza. La prima azione dell’Unione doveva essere la restituzione di un diritto fondamentale ai cittadini: quello di scegliersi il candidato. Non è successo. Ora si discute di proporzionale alla tedesca, di maggioritario alla svizzera e di doppio turno alla francese. Ma di cosa stanno farneticando? Nel 2005 avete adottato la messa in c..o all’italiana con la nuova legge elettorale, di questo dovete parlare.
Nessuno che faccia una premessa, che dica che se si copiano i meccanismi elettorali di una democrazia bisogna adottarne prima le basi, i fondamentali.
Ed è un punto cardine in Germania, in Spagna, in Francia, in ogni Paese degno di questo nome, che non si può avere una presenza dominante nell’informazione e, allo stesso tempo, fare politica. Per gli altri partiti è come combattere contro il campione dei pesi massimi con un braccio legato dietro alla schiena.
Il fenomeno Berlusconi non è compatibile con la democrazia. I suoi giornali, le sue televisioni non sono compatibili con la sua presenza in politica. Di questo devono discutere subito Veltroni, Prodi, Fini, Bertinotti e tutti gli altri: di una informazione democratica, non di sigle e percentuali. Ma non lo faranno perchè, anche loro, ne hanno dei benefici.
La democrazia è diventata marketing. Lo Stato è fuori dal controllo dei cittadini. Riprendiamoci l’informazione.

Marco Travaglio

I pantani Longarini sono stati ripuliti

Pubblicato in Articoli da admin il 26 novembre 2007

Sono bastati appena 5mila euro per ripulire i Pantani Longarini.
Dopo un’attesa lunga sei mesi, il comune di Pachino si è fatto carico dell’onere impostogli dai giudici del tribunale di Siracusa.
Cinquemila euro. E’ stata sufficiente questa risibile somma per eliminare lo scempio ambientale dai pantani Longarini Cuba e Morchella che, dallo scorso maggio, erano stati inquinati con lo scarico abusivo di oltre duemila copertoni usati da parte di sconosciuti senza scrupoli.

IPantani Longarini Ispica.jpgspica. Qualche giorno fa, dopo un’attesa lunga sei mesi, il comune di Pachino si è fatto carico dell’onere impostogli dai giudici del tribunale di Siracusa, che aveva individuato l’amministrazione come l’unica preposta a provvedere al ripristino dello stato dei luoghi, bonificando a sue spese l’intera area perchè ricadente nel perimetro di competenza territoriale.I pantani si estendono difatti per centinaia di ettari nelle province di Ragusa, lungo il litorale ispicese, e Siracusa, per l’esattezza Noto e Pachino, nella cui porzione di territorio si era consumato lo scempio. Era stata la Guardia di finanza a porre sotto sequestro l’intera area. Nel caso l’amministrazione di Pachino non avesse ottemperato agli obblighi imposti dai giudici, la sezione operativa navale di Pozzallo era pronta a rivolgersi alla Procura per ottenere un decreto di bonifica con effetto immediato. Un ulteriore provvedimento che avrebbe potuto comportare anche strascichi giudiziari per sindaco e giunta, dal momento che l’ipotesi di reato prospettabile era quella di deturpamento ambientale in zona protetta. E’ difatti del giugno 1999 il decreto con cui il presidente della Regione Salvatore Cuffaro elevò l’intera area ad oasi di protezione e rifugio della fauna selvatica. Ma nel maggio scorso qualcuno pensò di scaricarvi migliaia di pneumatici usati e altri rifiuti pesanti e tossici, con il risultato che la zona è rimasta in uno stato pietoso per oltre sei mesi, prima che Pachino provvedesse a ripulirla, affidando il compito all’azienda che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti in città. Un lavoro eseguito in poche ore e con una spesa minima di cinquemila euro. Ci si chiede: per una cifra talmente irrisoria per un comune, c’era davvero bisogno di palleggiarsi le competenze con i comuni di Noto ed Ispica, nei cui territori ricadono solo parte dei pantani? Su 270 ettari complessivi, ben 180 ricadono comunque in territorio aretuseo. Ecco perchè i giudici avevano escluso ogni responsabilità del comune ispicese. Ma era necessario l’intervento della magistratura? L’accaduto dimostra quantomeno la scarsa attenzione riservata alla tutela di un territorio splendido.

Data l’esiguità della somma occorsa per ripristinare lo stato dei luoghi, si sarebbe potuto risolvere la vicenda appena qualche giorno dopo il compimento dello scempio ambientale, e non dopo ben sei mesi. Ma in questo caso le amministrazioni dei comuni di Noto, Pachino ed Ispica concordano sul fatto che, aldilà della cifra, era indispensabile accertare di chi fosse la competenza territoriale. Punti di vista. Sul fronte delle indagini coordinate dal tenente Emilio Pennacchio e dal luogotenente Salvatore Campisi non si registrano intanto novità di rilievo. L’assenza di testimoni rende molto difficoltoso individuare coloro che avevano materialmente causato lo scempio ambientale, scaricando nel corso della notte gli oltre duemila pneumatici usati, oltre ad altri rifiuti di ogni genere. Nel caso si dovesse arrivare comunque ad un processo, è verosimile che il comune di Pachino possa costituirsi parte civile in giudizio, per i danni all’immagine e per quelli economici scaturiti anche dai cinquemila euro spesi per il ripristino dello stato dei luoghi.

I VERDI: ADESSO OCCORRE VIGILARE
“Speriamo che non si ripeta un simile quanto grave episodio nel prossimo futuro”. E’ il commento a caldo di Corrado Rizzone dei Verdi, dopo aver appreso dell’eliminazione dello scempio ambientale dei pantani. “Come Verdi apprezziamo e plaudiamo al lavoro svolto dalla Guardia di finanza e dalla magistratura. La ciliegina sulla torta sarebbe data dall’individuazione dei responsabili, ai quali dovrebbe venire inflitta una pena esemplare, per evitare il ripetersi di simili azioni”.

E’ proprio questa la preoccupazione di Rizzone, che invita a questo punto le istituzioni a rendere esecutivo il decreto regionale del 1999 emanato dal presidente della Regione Salvatore Cuffaro, al fine di costituire un ente gestore dell’oasi protetta, con la creazione di parchi, aree attrezzate, bird wathing e quant’altro ancora avrebbe potuto contribuire alla valorizzazione e alla tutela dell’area. Secondo Rizzone è nelle more auspicabile vigilare attentamente sull’intera e vasta zona, per prevenire altri scempi. “Mai come in questi casi prevenire è meglio che curare – conclude Rizzone – visto che per far “guarire” i pantani ci sono voluti ben sei mesi di tempo”.

Antonio Di Raimondo
Corriere di Ragusa

Per il comune di Modica è prospettabile l’ipotesi di reato di falso in bilancio

Pubblicato in Articoli, Pubblica Evidenza da admin il 23 novembre 2007

Modica - Da avvocato, lo sostiene l’ex sindaco Carmelo Ruta
“Il commissariamento dell’ente è inevitabile, con lo scioglimento dell’amministrazione e del consiglio comunale.

Carmelo Ruta“Nel momento in cui sarà avviata un’approfondita indagine da parte di uno degli enti ai quali ho inviato un ampio resoconto sulla difficilissima situazione finanziaria del comune, non resterà altro da fare che dichiarare il dissesto finanziario”. Parole dell’ex sindaco ed avvocato Carmelo Ruta (nella foto), che aggiunge: “il commissariamento dell’ente sarà inevitabile, con tutte le conseguenze del caso: scioglimento automatico di amministrazione e consiglio comunale e l’ipotesi di reato prospettabile di falso in bilancio”.

Parole pesanti come macigni, quelle dell’ex sindaco Ruta, supportate da dati e cifre alla mano, ricavati dai vari bilanci dell’ente, a cominciare da quello relativo al 2006, che presenta un disavanzo ufficiale di 627mila euro che, sommato a quello dell’anno precedente, porta il totale complessivo a 989mila 650 euro. “Ma dove li mettiamo – dichiara Ruta – i circa sei milioni di euro che il comune pretende dal Ministero di grazia e giustizia quali somme dovute per la locazione del tribunale di via Aldo Moro? E dove vanno a finire – prosegue l’ex sindaco – i restanti tre milioni di euro richiesti e non concessi per le spese di ordinaria manutenzione dell’immobile? In questo modo arriviamo a nove milioni di euro, ai quali va aggiunto il milione ufficiale: il disavanzo reale dell’ente è quindi di poco inferiore ai dieci milioni di euro, peraltro già tutti spesi. Una cifra spaventosa che mai si riuscirà; a coprire. Ecco perchè – aggiunge Ruta – ritengo che il commissariamento sia ormai solo questione di tempo”.

Carmelo Ruta ha inviato il suo dettagliato resoconto al Ministero dell’Interno, settore controllo enti locali; alla Corte dei conti di Palermo e all’assessorato regionale agli enti locali. Un corposo dossier che traccia una cronistoria finanziaria dettagliata a partire dal 2002, anno d’insediamento del sindaco Piero Torchi, poi rieletto alle amministrative della scorsa primavera. Per riscuotere i sei milioni pretesi per i fitti del tribunale, l’ente ha come noto intentato un causa contro il Ministero, affidandola al professore Pitruzzella, alla luce del documento con il quale il guardasigilli Mastella ribadisce che “nulla è dovuto dal Ministero al comune di Modica per il palagiustizia”.

“Ritengo che non esistano i presupposti per intentare la causa che, anche se andasse a buon fine chissà fra quanti anni – prosegue l’ex sindaco – non salva di certo adesso l’amministrazione dalle sue colpe: si deve difatti provvedere fin da subito a far quadrare il bilancio. Invece  l’ente sta tentando in maniera grossolana di celare l’evidenza dei fatti con dati non veritieri: alla luce di ciò, lo ribadisco, è prospettabile l’ipotesi di reato di falso in bilancio”.

Secondo Ruta, “queste somme non sarebbero mai dovute essere iscritte nella voce in entrata del bilancio, perchè da sempre prive del titolo giustificativo che certifica la possibilità di riscossione. Nonostante la macroscopica assenza del documento – afferma l’ex sindaco – i revisori dei conti, l’ufficio ragioneria e il segretario generale hanno fatto finta di nulla e l’iscrizione della somma è quindi avvenuta in maniera illegittima. Il bilancio è stato poi approvato dal consiglio comunale, al quale era stata tenuta nascosta la comunicazione del Ministero, giunta lo scorso luglio a palazzo San Domenico e nella quale veniva evidenziato a chiare lettere che i sei milioni pretesi non saranno mai concessi.

L’assessore Drago – aggiunge l’ex sindaco – sostiene che si è verificato un dietro front dopo l’insediamento del governo Prodi. Ma mi chiedo: anche se ciò fosse vero, perchè non sono stati capaci di ottenere almeno il titolo giustificativo per la somma pretesa dall’ex guardasigilli, che apparteneva al loro stesso colore politico”? Ruta sostiene che le uniche somme che il comune potrebbe sperare lontanamente di incamerare sono quelle relative alla manutenzione ordinaria del tribunale: “il Ministero – afferma l’avvocato – ha concesso annualmente 85mila euro a fronte degli oltre 900mila che sarebbero serviti allo scopo. Se l’amministrazione è in grado di dimostrare questa circostanza, si potrebbe intentare una causa in tal senso.

Ma non mi risulta che ciò si stato fatto. Come non mi consta – conclude l’ex sindaco – che il comune abbia mai pagato la retta di adesione all’Ato: 50mila euro annuali mai iscritti neanche nel bilancio alla voce in uscita”. Da Notizie ufficiose, pare che il trasferimento regionale al comune stia subendo ritardi proprio alla luce di questa particolare situazione, in merito alla quale la Regione ha chiesto chiarimenti.

Intanto ieri i dipendenti hanno incrociato le braccia per buona parte della mattinata, facendo la fila davanti all’ufficio del sindaco per ottenere certezze sul pagamento degli stipendi di ottobre e novembre. A ulteriore sostegno delle sue tesi, l’ex sindaco chiude citando il paragrafo cinque dell’articolo 162 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali: “il bilancio di previsione è redatto nel rispetto dei principi di veridicità ed attendibilità, sostenute da analisi riferite ad un adeguato arco di tempo o, in mancanza, da altri idonei parametri di riferimento”.

Antonio Di Raimondo
Corriere di Ragusa

 

MODICA. PROCESSO ITIS-KARTODROMO. Perito in aula: “Le aree erano sottoposte a vincolo”

Pubblicato in Articoli, Itis - Biomassa, Kartodromo da admin il 23 novembre 2007

kartodromo.jpgOltre novanta minuti è durata la deposizione dell’ingegnere Paolo La Greca, docente universitario, consulente tecnico d’ufficio nominato dal pubblico ministero, Maria Mocciaro, per dire sulle circostanze riguardate l’articolato nel processo in corso davanti al Collegio Penale del Tribunale di Modica(Scibilia, presidente, Di Marco e Rubino, a latere) sulle concessioni per la costruzione del kartodromo, in Contrada Bellamagna-Zimmardo, e di un impianto di biomassa, presso Cava Giarrusso, sulla Modica-Mare.

In buona sostanza il perito ha confermato l’esistenza dei vincoli paesaggistici ed ambientali come del resto avevano detto gli altri due Ctu, Fabrizio Scicali ed Antonino Santonocito. La zona ricadeva, dunque, in area agricola (E 5), per cui, secondo i periti, per il rilascio delle concessioni sarebbe stato necessario, tra le altre cose, che ci fossero già altri impianti produttivi, addirittura, Cava Gisana, che doveva “ospitare” l’impianto di biomassa, nel 1977 fu riconosciuta di interesse ambientale considerevole. In precedenza Giovanni Di Stefano, dirigente della sezione Beni Archeologici della Sovrintendenza di Ragusa, aveva sottolineato che all’epoca delle indagini, a cavallo tra il 2004 ed il 2005, a Cava Gisana non c’erano vincoli di natura archeologica laddove era stata realizzata la struttura della società Itis Sas.

Nella passata udienza era stato escusso il rappresentante dei Verdi, Corrado Rizzone, il quale aveva parlato di incontri tra i residenti ed esponenti politici, durante i quali emerse il netto diniego dei primi per la costruzione dei due impianti. I residenti si rivolsero al Tar. “Nei fatti – aveva spiegato Rizzone - dopo la sospensione dei lavori da parte della società stessa, i camion ripresero a scaricare materiale perchè in realtà la sospensione era limitata solo ai capannoni, ma non al kartodromo vero e proprio. Un artifizio che risultò in ogni caso inutile visto che qualche giorno dopo il Tribunale Amministrativo Regionale bloccò tutto”. L’indagine scaturì da esposti presentati dai residenti delle due zone, dal Movimento Azzurro e da Legambiente. Nel processo di rilevante importanza è stata l’ammissione a costituirsi parte civile da parte del Ministero per l’Ambiente, e degli assessorati regionali allo Sviluppo Economico, al Territorio ed Ambiente, all’Agricoltura e Foreste e ai Beni Culturali ed Ambientali.

Saro Cannizzaro
Radio RTM

TUTTI I MODICANI AL CONSIGLIO COMUNALE !!!

Pubblicato in Comunicazioni, Pubblica Evidenza da admin il 23 novembre 2007

LUNEDÌ 26 NOVEMBRE alle ore 19 CONSIGLIO COMUNALE interamente dedicato al tema RIFIUTI/DISCARICA
con la presenza del dott. Vindigni, presidente dell’ATO Ambiente.

E’ importantissimo essere presenti in tanti perchè su queste vicende che riguardano il territorio e che possono far scaturire scelte determinanti per il futuro della nostra città bisogna tenere alta l’attenzione e chiedere il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini.

E’ troppo comodo fregarsene per tanti anni (a Modica non un solo euro è stato speso in informazione e sensibilizzazione, la raccolta differenziata è praticamente quasi inesistente, siamo al  3-4%), sostenere le politiche regionali folli del presidente Cuffaro (autorizzare 4 termovalorizzatori progettati per incenerire più del 100% dei rifiuti isolani, prevedendo di raggiungere il 35% della raccolta differenziata solo nel 2025, mentre la legislazione attuale prevede l’obiettivo del 60% nel 2011) e poi pensare di risolvere tutto con la discarica. Oggi ci sono comuni che riciclano l’80% dei propri rifiuti (alcuni anche in Campania!), perché questo non può accadere a Modica visto che, a detta del Sindaco, siamo l’ombelico del mondo, il centro del Mediterraneo, l’eccellenza dell’eccellenza dell’eccellenza? In questo momento siamo soltanto il comune con il debito sui rifiuti più alto in provincia!

Perché non fanno una gigantografia anche per questo risultato?

Finanziaria, armi, politica, che vergogna

Pubblicato in Comunicazioni da admin il 20 novembre 2007

Rimango esterrefatto che la Sinistra Radicale (la cosiddetta Cosa Rossa) abbia votato, il 12 novembre con il Pd e tutta la destra, per finanziare i CPT , le missioni militari e il riarmo del nostro paese.

alexzanotelli.gifQuesto nel silenzio generale di tutta la stampa e i media, Ma anche nel quasi totale silenzio del “mondo della pace “. Ero venuto a conoscenza di tutto questo poche ore prima del voto. Ho lanciato subito un appello in internet : era già troppo tardi. La “frittata ” era già fatta .Ne sono rimasto talmente male,da non avere neanche voglia di riprendere la penna.Oggi sento che devo esternare la mia delusione, la mia rabbia.

Delusione profonda verso la Sinistra Critica che in piazza chiede la chiusura dei “lager per gli immigrati “, parla contro le guerre e l’imperialismo e poi vota con la destra per rifinanziarli. E sono fior di quattrini ! Non ne troviamo per la scuola , per i servizi sociali , ma per le armi SI’ ! E tanti !! Infatti  la Difesa per il 2008  avrà a disposizione 23,5 miliardi di euro : un aumento di risorse dell’11 % rispetto alla
finanziaria del 2007 ,che già aveva aumentato il bilancio militare del 12 %. Il governo Prodi in due anni ha già aumentato le spese militari del 23 % !! Ancora più grave per me è il fatto dei soldi investiti in armi pesanti. ue esempi sono gli F35 e le fregate FREMM. Gli F35 (i cosiddetti Joint Strike Fighter) Sono i nuovi aerei da combattimento (costano circa 110 milioni di Euro cadauno).

Il sottosegretario alla Difesa Forcieri ne aveva sottoscritto, a Washington , lo scorso febbraio , il protocollo di intesa. In Senato , alcuni  ( solo 33 ) hanno votato a favore dell’emendamento Turigliatto contro il finanziamento degli Eurofighters, ma subito dopo hanno tutti votato a favore dell’ articolo 31 che prevede anche il finanziamento ai satelliti spia militari e le fregate da combattimento FREMM.
Per gli Eurofighters sono stati stanziati 318 milioni di Euro per il 2008, 468 per il 2009 , 918 milioni per il 2010 , 1.100 milioni per ciascuno degli anni 2011 e 2012 !

Altrettanto è avvenuto per le fregate  FREMM e per i satelliti spia. E’ grave che la Sinistra ,anche la Critica , abbia votato massicciamente per tutto questo, con la sola eccezione di Turigliatto e Rossi, e altri due astenuti o favorevoli. Purtroppo il voto non è stato registrato nominativamente! Noi vogliamo sapere come ogni senatore vota ! Tutto questo è di una gravità estrema ! Il nostro paese entra così nella grande corsa al riarmo che ci porterà dritti all’attacco all’ Iran e alla guerra atomica. Trovo gravissimo il silenzio della stampa su tutto questo : una stampa sempre più appiattita ! Ma ancora più grave è il nostro silenzio : il mondo della pace che orme sonni tranquilli. E’ questo silenzio assordante che mi fa male. Dobbiamo reagire , protestare ,urlare!
Il nostro silenzio , il silenzio del movimento per la pace significa la morte di milioni di persone e dello stesso pianeta. La nostra è follia collettiva , pazzia eretta a Sistema .E’ il trionfo di “O .Sistema”. Dobbiamo riunire i nostri fili per legare il Gigante, l’ Impero del denaro. Come cittadini attivi non violenti dobbiamo formare la nuova rete per dire No a questo Sistema di Morte e un Sì  perché vinca la Vita.

Padre Alex Zanotelli

TERMOVALORIZZATORI - Stop al cantiere di Bellolampo

Pubblicato in Comunicazioni da admin il 19 novembre 2007

PALERMO - Su ordine della magistratura, carabinieri e vigili urbani hanno sequestrato a Palermo l’area di Bellolampo (accanto alla discarica comunale), dove è in costruzione un termovalorizzatore. Le indagini, durate circa due anni, avrebbero evidenziato irregolarità.
Sarebbe emerso che la società concessionaria del servizio di trattamento e smaltimento di rifiuti urbani avrebbe violato, secondo i pm, una serie di prescrizioni imposte dall’ordinanza del commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Sicilia.

Nell’area, dove si è già proceduto allo sbancamento, sono state realizzate la strada d’accesso e opere in cemento. Secondo una consulenza tecnica “le opere sono iniziate senza aver ottemperato alle prescrizioni stabilite dalla commissione ministeriale per la
Valutazione di impatto ambientale (Via)”. Il decreto di sequestro è stato emesso ieri dal gip di Palermo Pasqua Seminara, su richiesta dei pm Calogero Ferrara, Sara Micucci e Carlo Marzel1a, del gruppo Tutela ambiente della Procura, coordinato da Roberto Scarpinato.

La Società Pea (Palermo energia ambiente) precisa di aver “sempre operato nel pieno rispetto delle leggi e, a seguito della presa visione degli atti, agirà nei modi e nei tempi previsti dalla legge affinchè venga accertata la correttezza del proprio comportamento” Nei piani della Regione, oltre a Bellolampo ci sono altri tre termovalorizzatori da costruire in Sicilia: Paternò (Catania) Campofranco-Casteltermini (Agrigento) e Augusta (Siracusa), dove l’Enel ha però ritirato la disponibilità a concedere i propri terreni.

Le concessioni facili: Il sindaco Torchi arrogante con i residenti. Drago e Minardo stemperarono i toni

Pubblicato in Articoli, Kartodromo da admin il 15 novembre 2007

La testimonianza di Corrado Rizzone dei Verdi nel processo
Anche la Provincia voleva realizzare un kartodromo a Zimmardo Bellamagna

Anche la Provincia regionale avrebbe avuto interesse alla costruzione di un kartodromo nell’area di Zimmardo Bellamagna. Furono sempre i residenti ad opporsi, proprio come fecero in seguito con la struttura analoga che invece doveva essere realizzata da una società privata, i cui titolari e legali rappresentanti fanno parte dei 13 imputati, tra funzionari dell’ufficio tecnico comunale e della Soprintendenza, nel processo sulle cosiddette “concessioni facili”.

corrado-rizzoneIl dato è emerso ieri pomeriggio dalla lunga testimonianza resa dall’esponente dei Verdi Corrado Rizzone (nella foto), secondo cui “la costruzione di almeno uno tra i due impianti venne ribadita dal sindaco Piero Torchi nell’ambito di una delle riunione sull’argomento”. Stando alla testimonianza resa da Rizzone, “il sindaco vistò tutti gli atti che, per conoscenza, giunsero sulla sua scrivania in merito alla realizzazione del kartodromo da parte dei privati, apponendo il timbro e il nullaosta per lo smistamento delle pratiche nei vari uffici, tra cui lo sportello unico, per il proseguimento dell’iter”.

Tutto questo nonostante le perplessità dei residenti “dinanzi ai quali– ha proseguito Rizzone – il sindaco rispose con una certa arroganza, precisando che in ogni caso uno dei due kartodromi sarebbe sorto nell’area a ridosso delle abitazioni e dei terreni dei residenti. Furono poi gli onorevoli Drago e Minardo – ha aggiunto l’esponente dei Verdi – a stemperare i toni, dichiarando che si sarebbero attivati per far spostare di qualche decina i metri il costruendo kartodromo”. Questa circostanza era stata ribadita nella scorsa udienza. Ma i residenti si rivolsero ugualmente al Tar, perchè non si sentivano tutelati in modo adeguato. “Ed in effetti – ha proseguito Rizzone – dopo un annuncio “civetta” sulla sospensione dei lavori annunciato dalla stessa società, i camion continuarono a scaricare materiale perchè in realtà la sospensione era limitata solo ai capannoni, ma non al kartodromo vero e proprio. Un artifizio comunque inutile – ha concluso Rizzone – dal momento che qualche giorno dopo il Tar bloccò tutto”. I residenti sporsero poi denuncia ai carabinieri per la scomparsa di cartelli indicanti il peso massimo consentito per i mezzi da lavoro. Poi saltò fuori che erano stati i vigili urbani a toglierli.

Antonio Di Raimondo
Corriere di Ragusa

Barocco e degrado: binomio inscindibile?

Pubblicato in Segnalazioni da admin il 15 novembre 2007

Continua l’indecoroso spettacolo di rifiuti ingombranti, materassi, mobili e similari abbandonati in pieno centro cittadino, quasi sempre nelle immediate
vicinanze dei contenitori per la raccolta dei rifiuti.
materassiTutto ciò accade perchè, senza soluzione di continuità, assistiamo alla totale assenza di qualsiasi forma di informazione e sensibilizzazione in materia di rifiuti e, pertanto, le sacche di inciviltà o, come è più corretto chiamarle, di maleducazione, permangono e anzi aumentano. Da anni chiediamo di pubblicizzare il numero telefonico per richiedere il servizio di prelievo a domicilio dei rifiuti ingombranti ma, non soltanto questo non viene fatto, addirittura da diversi mesi il numero
telefonico non è attivo e bisogna recarsi direttamente presso gli uffici dell’assessorato all’ecologia per fruire del servizio. Si comprende facilmente che questo non incentiva l’acquisizione di
buone prassi ma, al contrario, ne rende più difficile l’attivazione.

Il paradosso, peraltro, sta nel fatto che non si investe sulla sensibilizzazione e sull”informazione che porterebbero benefici allo svolgimento del servizio ed alla pulizia dell’ambiente, producendo un risparmio di spesa non indifferente, ma si spendono migliaia di euro per la bonifica delle discariche che, in assenza di educazione mirata e di capacità di fruizione dei servizi, untualmente rinasceranno, in un circolo vizioso che definire folle non è esagerato. Ma quello che risulta veramente inaccettabile è l’incapacità di controllo e di verifica della pulizia e del decoro della città, ovvero senza le segnalazioni di cittadini e comitati si assiste al permanere di situazioni di degrado per lunghi tempi, come nel recente caso dei materassi lasciati per oltre una settimana nella parte alta di via Fontana, al quartiere Santa Teresa. Ma è così fantascientifico pensare di affidare a qualcuno il compito di girare per le vie della città per controllare e segnalare eventuali
punti critici e predisporre rapidi interventi? E’ troppo chiedere di vedere manifesti giganti (ci accontenteremmo anche di quelli piccoli..) che informino del servizio indicando non milioni e risultati, ma un solo numero di telefono stampato a
caratteri cubitali?

La buona amministrazione si sostanzia nella capacità di prevenire i problemi, elaborando strategie e pianificando interventi e non inseguendo le urgenze per poi, addirittura, vantarne trionfanti risultati.

Modica, 14.11.07
Per il comitato Fomenta
Piero Gugliotta

Ogm, 3 milioni di firme per fermarli - “Ora l’Europa deve tenerne conto”

Pubblicato in Articoli da admin il 14 novembre 2007

Conclusa la campagna organizzata da sigle ambientaliste, sindacati e grande distribuzione
Soddisfazione del promotore Mario Capanna: “Un no chiaro, un successo straordinario”

Ma gli scienziati contestano e parlano di dibattito basato su dati sbagliati
“Sul tema c’è troppa ignoranza, pochi sanno che sono più pericolose le colture tradizionali”

ogmROMA - Tre milioni di firme per impedire all’Italia di coltivare e commercializzare prodotti geneticamente modificati. La campagna lanciata due mesi fa dalla “Coalizione Italia-Europa liberi da ogm” si è conclusa oggi a Roma con la presentazione dei risultati ottenuti. L’obiettivo, ha spiegato uno dei principali animatori, l’ex parlamentare di Dp Mario Capanna, è stato raggiunto con “soddisfazione e orgoglio”.

Complessivamente i voti raccolti delle 32 organizzazioni che hanno dato vita alla coalizione (sigle del mondo dell’associazionismo come Slow Food, Acli, Avis e Legambiente, associazioni di categoria come la Coldiretti, marchi leader della grande distribuzione come la Coop e anche partiti politici come i Verdi) sono stati 3.086.524, con una percentuale di “no” ferma allo 0,57%.

Un risultato che Capanna, ora alla guida della Fondazione per i diritti genetici, giudica “straordinario” perché frutto “di un referendum propositivo in cui abbiamo chiesto ai cittadini di esprimere una preferenza e metterci la faccia”. Ma se il primo successo rivendicato dalla campagna è quello ottenuto sull’opinione pubblica, gli organizzatori sono convinti di aver smosso anche le acque della politica. Le posizioni della Coalizione, ha ricordato ancora Capanna, “hanno investito il governo e il parlamento”, visto che “abbiamo varcato le Alpi verso la Commissione Ue”, spingendo l’Italia a stringere un alleanza con la Francia sul comune rifiuto degli ogm.

“I cittadini hanno espresso chiaramente la loro opinione sul futuro dell’agroalimentare e della propria qualità della vita - ha commentato il senatore Francesco Ferrante, capogruppo dell’Ulivo in commissione ambiente - Oltre 3 milioni di voti contrari agli ogm in agricoltura non possono essere ignorati. L’Unione Europea ne prenda atto e agisca di conseguenza“. (continua…)

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