Ambiente Ibleo - Portale ambientalista del Sud-Est Siciliano

Soltanto quando l’acqua giungerà…

Pubblicato in Pubblica Evidenza da admin il 13 agosto 2008

Gli orsi bianchi sono contaminati. Stanno diventando gialli. Le foche e i pinguini li avvistano da lontano e fuggono. Il giallo oro sulla neve bianca è meglio di un catarifrangente. Al Polo ci sono orsi sempre più magri che si lasciano trascinare su blocchi di ghiaccio dalla corrente. I ghiacciai si sciolgono, ma l’intero pianeta dedica le sue attenzioni alle Olimpiadi. La nostra civiltà e i ghiacciai rischiano di finire nello stesso momento.

I ghiacciai del Tibet-Qinghai Plateau si stanno sciogliendo a un ritmo del 7% all’anno. Entro il 2060 potrebbero scomparire, ma già ora il flusso con cui alimentano il Fiume Giallo e lo Yangtze è diminuito insieme ai raccolti di riso e di grano.

Il ghiacciaio Gangotri può scomparire entro vent’anni insieme al Gange che si trasformerebbe in un piccolo fiume stagionale.

Il ghiaccio dell’Himalaya si trasforma in fiumi, i fiumi in cibo per l’India e la Cina, due nazioni sovrappopolate. Qualche miliardo di persone può morire di fame, ma a Pechino le nazioni del mondo pensano al tiro con l’arco e al nuoto sincronizzato.

La razza umana è a suo modo simpatica, riesce a ballare anche sull’orlo di un vulcano durante un maremoto mentre un asteroide colpisce la Terra.

Quando i ghiacci dell’Antartide si scioglieranno, e avverrà presto, forse in meno di dieci anni, il livello dei mari si alzerà di CINQUE metri. I ghiacci della Groenlandia si scioglieranno subito dopo e il livello dei mari si alzerà di altri SETTE metri.

Qualunque essere umano che abiti in un posto inferiore ai DODICI metri sul mare dovrà traslocare. Uno studio dell’International Institute for Environment and Development ha stimato che il trasloco riguarderà 600 milioni di persone.

Gli umani diventeranno gialli come gli orsi. Saranno trascinati negli oceani come gli orsi. Non su blocchi di ghiaccio. Che non ci sarà più. Ma su blocchi di merda.

Dal blog di Beppe Grillo

Processo Colacem-Profetto, tutti assolti. I vincoli non c’erano e se c’erano dormivano!

Pubblicato in Articoli da admin il 11 agosto 2008

Non c’erano i vincoli e quelli esistenti erano decaduti.

E’la motivazione contenuta nelle 51 pagine depositate dal Gup del Tribunale di Modica, Fabio Ciraolo, e che ha portato il magistrato all. assoluzione con formula piena .perché il fatto non sussiste., degli 8 imputati. nel processo-troncone di una maxi inchiesta su presunte concessioni illegittime.

Se macchia mediterranea c.è spiega nelle attese motivazioni il Gup,la questione diventa di natura amministrativa e non penale.

Come si diceva, il deposito delle motivazioni del magistrato, era atteso perché da esse possono determinarsi le sentenze di un processo parallelo in fase di definizione davanti al Collegio Penale. Il Gup ipotizza anche un. assunzione degli atti dell.inchiesta da parte della Procura della Repubblica, qualora la magistratura inquirente ritenesse ci possa essere reato da parte di chi avrebbe dovuto fare eseguire la perimetrazione e sottoporre a vincolo l.area inquisita.

Il processo, nella fattispecie, riguardava l’allargamento abusivo delle cave di pietra “Colacem” e “Profetto“.

Il pubblico ministero, Domenico Platania, aveva addirittura chiesto di condanna per complessivi 14 anni e 2 mesi di reclusione, e, nello specifico, 2 anni e 6 mesi di reclusione per Giuseppe Angelo Trupìa, ingegnere capo del Distretto Minerario di Catania; 2 anni e 20 mila euro di ammenda per Vincenzo Profetto, titolare dell’omonima impresa; un anno e 8 mesi per Francesco Paolino, dirigente del settore Urbanistica del Comune di Modica; un anno di reclusione per Alessandro Modica, responsabile del procedimento della stessa sezione comunale; 2 anni per Vincenzo Sansone, dirigente del Servizio di Valutazione d’Impatto Ambientale dell’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente; un anno per Mario Bernardello, procuratore legale della “Colacem”, 2 anni di reclusione ciascuno per Carlo e Giovanni Colaiacovo, amministratori delegati “Colacem”. L. accusa per tutti era di abuso d’ufficio, falso e deturpamento del territorio.

Gli imputati erano difesi dagli avvocati Francesco Bertorotta, Enrico Sanseverino, Enzo Zappulla, Nino Frasca Caccia, Franco D.Urso, Giuseppe Rizza, Giorgio Assenza, e Luigi Piccione. L. avvocato Giorgio Terranova rappresentata il Comune di Pozzallo che si era costituito in giudizio.

La Cava Colacem, si trova in Contrada Giarrusso Liccio, mentre Cava Profetto è in Contrada Zimmardo Bellamagna (quest.ultima già operativa dal lontano 1984 con regolari autorizzazioni). Secondo l.accusa, sarebbero state allargate, senza i necessari nulla osta e solo in base alle concessioni rilasciate dall’ufficio tecnico comunale in maniera illegittima, giacché le aree interessate sarebbero condizionate da vincoli ambientali e paesaggistici. Sarebbero mancati, secondo l’accusa, i controlli da parte del Dipartimento Minerario.

Fonte: RTM

Si allarga a macchia d’olio il numero degli indagati nell’inchiesta su riciclaggio di denaro

Pubblicato in Articoli da admin il 4 agosto 2008

Modica: sono aumentate in maniera copiosa gli indagati nell’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza di Ragusa sotto la direzione della Procura della Repubblica di Modica che riguarda una presunta associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di danaro. Il reato, contestato dal Procuratore della Repubblica, Domenico Platania, sulla base di indagini condotte dagli uomini delle Fiamme Gialle, riguarda solo uno degli aspetti dell’inchiesta scaturita dalla denuncia di un imprenditore ma che, successivamente, si è allargata su altri campi dell’inchiesta di cui ancora non si conoscono gli sviluppi e che nelle ultime settimane ha incentivato il numero delle persone soggette ad essere poste sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti che in un primo momento erano meno di una decina fino a diventare tredici. Dallo scorso mese di gennaio, quando fu chiesta la proroga delle indagini, il numero degli indagati è notevolmente lievitato.

Adesso il fascicolo riporta un numero di indagati che spazia tra i trenta ed i quaranta soggetti. In buona sostanza, secondo quanto sostengono alcuni avvocati interessati alla difesa, parecchie persone convocate quali testimoni si sono, conseguentemente, trasformate in indagati proprio a seguito delle testimonianze rese alle fiamme gialle che lavorato a ritmi serrati dopo avere chiesto, come si diceva, una proroga delle indagini, già tra l’altro in scadenza. Proprio in virtù di questo non è improbabile che la magistratura inquirente proceda ad uno stralcio dell’indagine chiedono provvedimenti per alcuni, in buona sostanza, coloro che sarebbero coinvolti dalla prima fase, ed il proseguimento per altri ovvero i nuovi inquisiti.

Tra gli indagati ci sono politici ed ex politici locali e provinciali, funzionari comunali, imprenditori, giornalisti e cittadini comuni. Secondo l’accusa originaria, grazie ad ingenti somme di denaro pagate da imprenditori, sarebbero stati pilotati i meccanismi di assegnazione degli appalti e inoltre, in cambio della rinuncia a una parte dei crediti vantati verso il Comune (in stato in odore di dissesto finanziario), alcuni avrebbero ottenuto una corsia preferenziale nel percepire le spettanze. Le indagini, avviate nel mese di giugno del 2007 e già oggetto di proroga, avrebbero trovato conferma dei movimenti di danaro sui conti degli indagati o su conti off shore a loro riconducibili.
Fonte: RTM

Bollino nero per il mare ibleo, liquami fognari maleodoranti

Pubblicato in Articoli da admin il 4 agosto 2008

Ragusa - La situazione è migliorata tra Sampieri e Marina di Modica
Numerosi i bagnanti che protestano lungo tutto il litorale

Decisamente bollino nero per le acque del Mediterraneo che bagnano il litorale ibleo. Durante questo primo fine settimana di Agosto, abbiamo speso un po’ di tempo ad ascoltare le opinioni di alcuni tra le migliaia di bagnanti che hanno gremito le spiagge, tra Marina di Ragusa e Punta Secca.

Ma non solo, abbiamo raccolto anche le opinioni di alcuni tra i tanti incalliti diportisti che solcano il mare in lungo ed in largo, fino a dodici miglia dalla costa. Purtroppo il dato è oggettivo: l’acqua è troppo sporca! In barba a tutte le golette “salva mare”, la gente ha decretato che quest’anno l’acqua del mare ha perso la sua “trasparenza”. Nel tratto di mare tra Sampieri e Marina di Modica la situazione è migliorata, anche se non posono essere escluse a priori perdite di liquami fognari dal tubo subacqueo del depuratore.

Non sfuggono a nessuno le chilometriche scie a volte oleose, più spesso intrise di liquami di scarico fognario, che tra l’altro, emanano anche cattivo odore. Si avverte infatti uno strano ed acre odore di cloro, tipico di ogni buon depuratore che si rispetti, o di qualunque lavaggio degli scarichi di nave. Ma i bagnanti non hanno via di scampo. Le scie si approssimano lentamente e pesantemente verso le battigie, depositandosi nella sabbia dove, sempre più spesso, i piedi si ritrovano “ incatramati”. Le acque sono orribilmente torbide e maleodoranti. Ma non dipende certo dalle alghe, che a causa della sporcizia, diventano sempre più rare da trovare.

Particolarmente quest’anno, le mareggiate sono state di meno rispetto agli altri anni, quindi la stagnazione di liquami d’ogni tipo, è maggiore.

Un signore ha anche raccontato che ormai è diventata una autentica gincana con la barca tra le scie oleose, alla ricerca di un “ pezzo di mare” pulito dove potere fare qualche tuffo.

Verrebbe da dire che con quello che oggi costa il petrolio, si potrebbe raccogliere il quantitativo eccessivo che si trova a portata di mano nel mare. Ma c‘è poco da ironizzare.

Il problema è sicuramente evidente e di più vasta portata. Troppe navi solcano ormai il mare, riversando impunemente in acqua di tutto e di più. Un altro motivo, potrebbe essere addebitato all’insufficienza dei depuratori che, essendo stati realizzati diversi anni fa, non riescono più a funzionare a regime a causa dell’aumento delle abitazioni estive in questi ultimi 20 anni. Congetture certo, ma forse vicino alla realtà. Resta il dato oggettivo: il mare è sporco.
Fonte: Corriere di Ragusa

Cava d’Aliga(Scicli). Denunciato, scaricava la fogna nelle condutture del Consorzio
Aveva pensato bene di scaricare i reflui fognari e le acque provenienti dagli scarichi della lavatrice dentro un pozzetto della condotta idrica del consorzio di bonifica. Un cinquantenne non sciclitano, ma residente da parecchi anni in pieno centro storico, a Cava d’Aliga, è stato denunciato dal comando della polizia municipale, diretto da Franco Nifosì, per la trasgressione alle leggi del testo unico sull’ambiente, che ha disciplinato la materia oggetto di attenzione in precedenze del decreto Ronchi. L’abitazione dell’uomo conferiva gli scarichi dentro le condutture del Consorzio in maniera abusiva e nell’inconsapevolezza dell’ente consortile. L’uomo dovrà rispondere ora del reato dinanzi all’autorità giudiziaria. L’uomo abita nella parte alta della borgata rivierasca di Scicli. Sono stati i vigili urbani a condurre le indagini e a scoprire l’abuso.
Fonte:RTM