Ambiente Ibleo - Portale ambientalista del Sud-Est Siciliano

Annullate dal TAR le trivellazioni a Vittoria

Pubblicato in Articoli da admin il 27 novembre 2008

Il Comitato per le energie rinnovabili e contro le trivellazioni gas/petrolifere  in Sicilia  esprime grande soddisfazione per la sentenza del TAR  di Catania che  dà piena ragione al Comune di Vittoria per quanto riguarda la questione delle perforazioni per idrocarburi  di  Sciannacaporale dove insistono le  sorgenti d’ acqua che servono appunto  la città di Vittoria.

Si tratta di una SENTENZA DI MERITO che di fatto annulla le autorizzazioni  che la Regione Sicilia, a suo tempo,  concesse alla società.  La concessione riguarda  747 km. quadrati nei territori di molti comuni tra cui Avola, Noto, Rosolini, Modica, Vittoria, Ragusa, ecc.
Nella sentenza l’ ARPA e la Panther debbono  pagare tutte le spese di lite della Consulenza Tecnica d’ Ufficio (C.T.U.) e  viene riconosciuto il rischio per le risorse idriche.
Viene decretato  anche che la V.I.A. ( Valutazione d’ Impatto Ambientale ) deve essere propedeutica a qualsiasi iniziativa e  si deve acquisire il parere vincolante del Comune dove insiste l’intervento (nel caso in specie Vittoria), dell’ ASL e del Genio Civile, pertanto deve essere rifatto  da parte della società tutto l’ iter precedente. 
 
Riteniamo questa   SENTENZA,  STORICA (è un precedente importante): per la prima volta  si riconosce che il FUTURO ed  il modello di sviluppo  debbono  essere decisi dalle comunità e non imposti dall’ alto e pertanto sono salvaguardate  le risorse pubbliche del territorio rispetto ad interessi privati.
In sostanza:  
 - i beni comuni  come l’ acqua, il paesaggio, l’ ambiente debbono essere tutelati;
 - non si può insistere  ancora nelle risorse energetiche derivate da combustibili fossili, ma bisogna puntare alle energie rinnovabili, sicure, pulite ed  al risparmio energetico;
 - vi è bisogno di un’ economia durevole, sostenibile, in armonia con la natura.
 
Comitato per le energie rinnovabili e contro le trivellazioni gas/petrolifere  in Sicilia
 ( sinteticamente COMITATO NO TRIV).
Leggi la sentenza

Processo Kartodromo-Itis, condanne e risarcimenti danni

Pubblicato in Itis - Biomassa, Kartodromo da admin il 27 novembre 2008

10 ore di camera di consiglio. Tanto ci ha messo il collegio penale del Tribunale di Modica(Scibilia, Di Marco, Rubino)per emettere le 13 sentenze a conclusione del processo per l’inchiesta sulla costruzione di un kartodromo e di un impianto di biomassa, nelle Cave Gisana Giarrusso Liccio e Zimmardo Bellamagna.

I giudici hanno disposto, tra le tante, il ripristino dello stato dei luoghi e la demolizione delle strutture già realizzate perché illegittime, oltre al risarcimento danni in favore dello Stato, costituitosi in giudizio, da liquidarsi in separata sede e quantificato in oltre un milione 200mila euro. Si chiude con queste decisioni ma anche con condanne ed assoluzione un lungo ed articolato processo intentato su un’indagine svolta dai carabinieri circa il rilascio di concessioni illegittime da parte dell’Ufficio Tecnico del Comune di Modica per la realizzazione dei due impianti.

Gli imputati erano accusati, a vario titolo, di abuso d’ufficio e di violazione del Piano Regolatore Generale in materia di inedificabilità e di deturpamento della macchia mediterranea, ma anche di violazione dei vincoli paesaggistici ed idrogeologici.

La pena maggiore è stata inflitta all’allora responsabile dello Sportello Unico del Comune di Modica, Giuseppe Castagnetta, condannato a 6 mesi di reclusione, e all’interdizione dai pubblici uffici per l’identica durata della pena detentiva. Alcuni dei coimputati hanno rimediato solo contravvenzioni per reati in materia edilizia, altri sono stati assolti. Tutti i soggetti condannati hanno beneficiato della sospensione condizionale della pena. Nel dettaglio il deliberato dei magistrati modicani: all’ingegnere Antonino Di Rosa, 43 anni, di Modica, ad Ignazio Morana e a Graziella Candiano, modicani di 49 e 44 anni, rispettivamente socio gestore e legale rappresentante della “Itis”, società che avrebbe dovuto costruire l’impianto di trattamento della biomassa, sono stati inflitti tre mesi di arresto e 22mila euro di ammenda ciascuno; due mesi di arresto e 22mila euro di ammenda per l’ingegnere Ignazio Agosta e per Giovanni Carpenzano, 49 anni, modicano, amministratore unico di “Servizio Casa”, società che avrebbe dovuto realizzare il kartodromo.

Sono stati assolti da tutti i reati l’ex soprintendente di Ragusa, Beatrice Basile, e il suo collaboratore Giuseppe Saggio, il dirigente comunale del terzo settore Francesco Paolino, 50 anni, sciclitano.
Assoluzione anche per Calogero Rizzuto, 51 anni, di Agrigento; Francesco Ascanio, 57 anni, nativo di Caltagirone ma residente a Pozzallo, tecnico istruttore dell’unità operativa IV Paesaggistica della Soprintendenza di Ragusa; Corrado Borgh, ennese di 48 anni, comandante del distaccamento di Scicli del Corpo forestale regionale, ed Alessandro Modica, 56 anni, modicano, responsabile del procedimento della sezione urbanistica del comune di Modica.

Il pubblico ministero, Maria Mocciaro, aveva chiesto la condanna a complessivi 9 anni di carcere per alcuni imputati e l’assoluzione per altri. Oltre al ministero dell’ambiente si erano costituiti parte civile una decina di residenti, due associazioni ambientaliste, “Movimento azzurro” e “Legambiente”, e il Comune di Pozzallo, il cui territorio era limitrofo alle 2 aree ricadenti nel Comune di Modica, la cui amministrazione di allora non ritenne invece opportuno costituirsi parte civile in giudizio. Le associazioni ambientaliste si ritengono soddisfatte. Corrado Rizzone, rappresentante dei Verdi, presente quasi sempre in udienza, dice: “La sentenza ci soddisfa perché ha l’effetto di un precedente. E’ una vittoria dell’interesse pubblico su quello privato. La stessa decisione dei giudici di procedere all’abbattimento degli scheletri dei due impianti – ha concluso Rizzone – la dice lunga sull’effettiva illegittimità delle due costruzioni nelle contrade interessate, difese dai residenti a loro volta appoggiati dallo Stato”.

Gli stipendi dei parlamentari

Pubblicato in Pubblica Evidenza da admin il 17 novembre 2008

Sull’Espresso di qualche settimana fa c’era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all’UNANIMITA’ e senza astenuti (ma và?!) un aumento di stipendio per i parlamentari  pari a circa Euro 1.135,00 al mese. Inoltre la mozione é stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.

STIPENDIO: Euro 19.150,00 AL MESE; STIPENDIO BASE: circa Euro 9.980,00 al mese; PORTABORSE: circa Euro 4.030,00 al mese; RIMBORSO SPESE AFFITTO: circa Euro 2.900,00 al mese; INDENNITA\’ DI CARICA: (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00); TUTTI ESENTI DA TASSE; TELEFONO CELLULARE: gratis; TESSERA DEL CINEMA: gratis; TESSERA TEATRO: gratis; TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA: gratis; FRANCOBOLLI: gratis; VIAGGI AEREO NAZIONALI: gratis; CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE: gratis; PISCINE E PALESTRE: gratis; FS: gratis; AEREO DI STATO: gratis; AMBASCIATE: gratis; CLINICHE: gratis; ASSICURAZIONE INFORTUNI: gratis; ASSICURAZIONE MORTE: gratis; AUTO BLU CON AUTISTA: gratis; RISTORANTE: gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00).


INOLTRE: Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi. Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presi denti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l’auto blu ed una scorta sempre al suo servizio);  La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.  La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!
Si sta promovendo un referendum l’ abolizione dei  privilegi di tutti i parlamentari.

Con Obama gli Usa si scoprono verdi

Pubblicato in Articoli da admin il 10 novembre 2008

ROMA - C’è una rivoluzione nella rivoluzione con l’arrivo di Barack Obama alla Casa Bianca. Il prossimo presidente degli Stati Uniti è nero, il prossimo presidente degli Stati Uniti ha appena 47 anni, ma il prossimo presidente degli Stati Uniti ha anche un programma energetico e ambientale assolutamente innovativo che fa del “business verde” un tassello fondamentale della rinascita americana e di un riscoperto multilateralismo.

Centralità che il senatore dell’Illinois non ha mancato di ribadire anche nel primo discorso pronunciato appena avuta la certezza di aver sconfitto John McCain. “Anche se stanotte festeggiamo, sappiamo che le sfide che ci porterà il domani sono le più grandi della nostra vita: due guerre, un pianeta in pericolo, la peggiore crisi finanziaria del secolo”, ha avvisato Obama, aggiungendo però che “ci sono nuove energie da imbrigliare e nuovi lavori da creare”.

Una speranza offerta innanzitutto a un Paese a terra dopo l’uragano partito con lo scandalo dei mutui subprime, ma che non potrà non avere profonde ripercussioni globali. “Obama ritiene importante che gli Stati Uniti si impegnino nella lotta ai cambiamenti climatici e propone un rientro del paese nelle negoziazioni internazionali sul clima, senza attendere che Cina e India facciano altrettanto, evitando così una paralisi del processo decisionale”, spiega Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club ed ex consulente del ministro per lo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani.

“Come strumento d’azione - ricorda ancora Silvestrini - il futuro presidente propone uno schema analogo a quello dell’emissions trading europeo, ma con un pagamento delle quote da parte delle industrie e la destinazione dei proventi (15 miliardi di dollari all’anno) per lo sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica. Questo meccanismo penalizzerà evidentemente la produzione di energia da carbone”.

Il programma del candidato democratico non si discosta molto infatti dal pacchetto 20-20-20 elaborato da Bruxelles, ma è tarato sulla cifra 10: mettere fine entro 10 anni alla dipendenza dal petrolio, 10% di rinnovabili entro 4 anni, ridurre in 10 anni del 15% i consumi di elettricità. Per questo il successo di Obama rafforzerà inevitabilmente la determinazione europea ad andare avanti, rendendo ancora più debole e isolato il tentativo italiano di bloccare tutto. Qualche settimana fa, Berlusconi, attaccando la direttiva Ue, aveva sentenziato: “I maggiori produttori di C02, che sono Stati Uniti e Cina, sono assolutamente negativi sul fatto di aderire alla nostra azione”.

Vero, ma solo nel senso che Washington ora intende fare ancora più di Bruxelles, riconquistando la leadership tecnologica della rivoluzione verde. Se a Roma si insiste nel denunciare i presunti costi delle politiche ambientali, la promessa elettorale di Obama è stata invece quella di creare nel giro di dieci anni 5 milioni di posti di lavoro nel settore dell’energia pulita e di arrivare a un taglio delle emissioni di C02 dell’80% entro il 2050.

Un piano d’azione che dopo qualche iniziale incomprensione legata al ruolo dei biocarburanti e del “carbone pulito” ha conquistato la stragrande maggioranza degli ambientalisti americani. “La travolgente vittoria di Obama e dei tanti candidati filo ambientalisti in giro per il Paese - esulta il presidente di Friends of Earth Brent Blackwelder - segnala un forte rigetto delle fallimentari politiche energetiche degli ultimi otto anni e un mandato storico per una trasformazione su vasta scala”.

Trasformazione, per dirla ancora con le parole di Silvestrini, che “rappresenta il ritorno degli Usa sulla scena mondiale per la lotta contro i cambiamenti climatici e un forte rilancio dell’industria delle fonti rinnovabili” rendendo “alla luce delle novità in arrivo ancora più imbarazzante e penoso il balbettio italiano per sottrarsi agli impegni contro il riscaldamento del Pianeta”.

Analisi che al nostro ministero dell’Ambiente sottoscrivono solo a metà. Il direttore generale Corrado Clini, snodo italiano di tutti gli ultimi negoziati per protrarre il Protocollo di Kyoto oltre il 2012, distingue infatti tra la politica ambientale di Obama e la volontà/possibiltà di sottoscrivere impegni vincolanti in sede internazionale. “Ho incontrato il suo staff nel settembre scorso - racconta Clini - e mi hanno confermato l’intenzione di dare una spinta poderosa alle rinnovabili e all’efficienza energetica, obiettivi resi credibili dal fatto di avere alle spalle settori importanti della finanza e dell’industria americana. Un percorso che innescherebbe un circolo virtuoso molto positivo, con ricadute anche in Cina”.

“Cosa diversa - aggiunge il direttore generale del ministero - è ritenere però che Obama possa pensare di accettare limitazioni alla sovranità statunitense attraverso un accordo come il Kyoto bis. Il Senato non lo accetterebbe mai, come è già accaduto con la bocciatura da parte di una maggioranza democratica della prima ratifica voluta da Clinton”. “Pensare che la posizione europea esca rinfrancata dalla vittoria di Obama e di conseguenza che le obiezioni italiane siano più deboli - conclude Clini - mi sembra infondato, anzi, ora che esiste un obiettivo comune si aprirà un confronto sulle modalità per raggiungerlo. Di certo esce definitivamente sconfitto il partito di chi sostiene che per il clima non occorre fare nulla”. Resta però il dubbio che il governo Berlusconi, dopo aver definito “una follia” la politica europea del 20-20-20, faccia parte proprio di questo partito.
Fonte: La Repubblica

 

RICICLAGGIO DI DENARO A MODICA. INDAGATO L’ONOREVOLE PEPPE DRAGO

Pubblicato in Articoli da admin il 7 novembre 2008

Esclusi due degli originari tredici indagati della maxi inchiesta svolta dalla Guardia di Finanza su una presunta associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di danaro a Modica, la lista è stata, però, incrementata con altri undici nominativi più o meno noti. Qualcuno è abbastanza conosciuto visto che nella lista, tra questi ultimi, figura anche il parlamentare nazionale Giuseppe Drago. E’ quanto emerge dalla notifica, in queste ore, degli atti di conclusione delle indagini che la Procura della Repubblica ha provveduto a notificare alle persone interessate attraverso i rispettivi difensori di fiducia. Il Procuratore della Repubblica di Modica, Domenico Platania, contesta, oltremodo, un ulteriore reato: la concussione. L’inchiesta è stata eseguita in due tranche, l’ultima delle quali conclusasi lo scorso 31 ottobre, ha inserito nel fascicolo oltre al parlamentare udiccino anche i nomi di Giancarlo Francione, Marcello Sarta, Rosario e Giovanni Vasile, Vincenzo Leone, Giorgio Aprile e Giuseppe Piluso.

Dalla prima trance, conclusa il 31 luglio, facevano parte l’ex sindaco di Modica Piero Torchi, in carica dal 2002 fino allo scorso mese di marzo, l’ex assessore al bilancio, Carmelo Drago, il segretario provinciale dell’Udc, Giancarlo Floridia, Vincenzo Pitino, consigliere provinciale in carica eletto nell’Udc e passato al Pdl, quattro collaboratori del gruppo di vertice dell’Udc locale, i fratelli Bruno e Massimo Arrabito, Massimo La Pira, autista del parlamentare nazionale, ed il giornalista Gabriele Giannone, e gli imprenditori edili Giuseppe Sammito e Giuseppe Zaccaria, oltre ai funzionari del Comune di Modica Francesco Paolino e Giuseppe Castagnetta, quest’ultimo, all’epoca dei fatti direttore dello sportello unico, che, però, non figurano più nell’elenco perché evidentemente esclusi. I reati contestati dalla magistratura inquirente, sulla base delle indagini, sono scattati a seguito di una denuncia presentata da un imprenditore e poi allargatasi su altri campi di cui ancora non si conoscono gli sviluppi
 
Secondo l’accusa, grazie a ingenti somme di danaro pagate da imprenditori, sarebbero stati pilotati i meccanismi di assegnazione degli appalti e inoltre, in cambio della rinuncia a una parte dei crediti vantati verso il Comune (in stato di dissesto finanziario), alcuni avrebbero ottenuto una corsia preferenziale nel percepire le spettanze. Le indagini, avviate a giugno 2007 avrebbero trovato conferma dei movimenti di danaro sui conti degli indagati o su conti off shore a loro riconducibili. Lo scorso 16 settembre le fiamme gialle avevano effettuato dei blitz di buona mattina in abitazioni e nei luoghi di lavoro di alcuni indagati. Le pattuglie delle fiamme gialle avevano stazionato per ore ed in qualche caso per un paio di giorni, nelle varie zone della città, in particolare al Quartiere Sorda. Nel corso dell’inchiesta alcune delle persone, informate dei fatti, si sono trasformate da interrogati ad indagati. A questo punto i diversi difensori delle diciannove persone coinvolte(ma è bene sottolineare che ciò non significa già colpevoli)presenteranno prove a discolpa per potere convincere il Procuratore Platania a non chiedere il rinvio a giudizio e, dunque, l’archiviazione per i rispettivi assistiti.
Fonte: RTM

IL MAXI PROCESSO SUL KARTODROMO E SULL’IMPIANTO DI BIOMASSA, RICHIAMATI I PERITI CHE RESTANO ANCORA DI OPINIONI DIVERSE SULLA MACCHIA MEDITERRANEA

Pubblicato in Articoli, Itis - Biomassa, Kartodromo da admin il 7 novembre 2008

I periti del Tribunale di Modica e quello della difesa richiamati per chiarimenti sulle rispettive conclusioni fornite in precedenza ed anche ieri si sono trovati in disaccordo. Così è andata quella che dovrebbe essere la penultima udienza del maxi processo che si celebra davanti al Collegio Penale del Tribunale di Modica(Scibilia, presidente, Di Marco e Rubino, a latere)sulla costruzione di un kartodromo e di un impianto di biomassa, rispettivamente a Cava Bellamagna Zimmardo e a Cava Giarrusso.

I due Ctu hanno confermato quanto sostenuto in precedenza e cioè che la macchia mediterranea era presente in entrambe le aree, in percentuale del 100% nella vallata e del 50% lungo il versante. I due periti catanesi sono stati anche ieri contestati dal perito di parte, secondo il quale il calcolo delle percentuali sarebbero state utilizzate solo delle mere foto ortografiche, e non delle vere e proprie cartografie. I consulenti del Tribunale hanno integrato la loro perizia sostenendo la presenza della macchia mediterranea che hanno chiamato “un vero e proprio bosco” con opere che ricadevano tra i 20 e 120 metri da una parte ed oltre i 2 metri dall’altra, mentre quello della difesa ha prodotto delle foto che mostravano terreni dove non c’era coltivazione perché arati(prove acquisite dai giudici) ed ha contestato la presenza di macchia mediterranea. Il processo è stato riconvocato per il prossimo 26 novembre. Il processo si riferisce al rilascio di concessioni, come si diceva, per la costruzione di un kartodromo e di un impianto di biomassa.

Tredici sono gli imputati. In precedenza il pubblico ministero, Maria Mocciaro, era andata per la requisitoria chiedendo otto condanne per quasi dieci anni di arresto e 90 mila euro di multa, e cinque assoluzioni.
Fonte: RTM

LEGAMBIENTE: “CONTROLLI SETTIMANALI DEI CORSI D’ACQUA DEL TORRENTE TELLESIMO E DEL FIUME TELLARO”

Pubblicato in Articoli da admin il 7 novembre 2008

Un controllo settimanale dei corsi d’acqua del torrente Tellesimo e del fiume Tellaro. E’ quanto chiede Legambiente agli organi competenti.

“Nel recente passato sono stati osservati preoccupanti segnali di inquinamento di quest’area: in particolare schiume e l’alterazione della composizione sedimentaria dei fondali. Il periodo di osservazione (autunno), fa ritenere probabile che tale alterazione sia da mettere in relazione con l’attività di uno o più frantoi oleari operanti nella zona. Anche quest’anno, essendosi avviata la stagione di produzione, si chiede che vengano attivate tutte le iniziative perchè i fenomeni non si ripetano”. In particolare Legambiente chiede che venga verificato il possesso da parte delle aziende olearie della zona delle autorizzazioni ed infrastrutture previste dalla legge per lo stoccaggio e smaltimento delle acque di vegetazione, ma anche che venga svolto un controllo settimanale dello stato dei corsi d’acqua in questione sia tramite osservazione che tramite analisi di acque, fauna e flora per individuare immediatamente l’eventuale presenza di scarichi e quindi intervenire prontamente.

“Nel caso si osservassero i fenomeni di inquinamento, - continuano gli ambientalisti – si mettano in atto tutte le procedure per individuare l’origine delle acque inquinanti e di punire gli inquinatori”.