Ambiente Ibleo - Portale ambientalista del Sud-Est Siciliano

14 miliardi di Euro per 131 cacciabombardieri

Pubblicato in Varie da admin il 27 aprile 2009

Un “terremoto” di indignazione, un coro di proteste. É quello che la società civile è chiamata, ora più che mai, ad esprimere dopo che il 7 e 8 aprile 2009 le commissioni Difesa di Camera e Senato hanno espresso parere favorevole al «Programma pluriennale relativo all’acquisizione del sistema d’arma Joint Strike Fighter JSF», il faraonico progetto che il Governo intende lanciare mediante la produzione e acquisizione di 131 cacciabombardieri JSF completi di relativi equipaggiamenti, supporto logistico e basi operative.
Costo stimato: oltre 13 miliardi di euro, nel periodo 2009-2026. Tredici miliardi di euro! A ciò va aggiunta la realizzazione sul suolo nazionale, a Cameri (Novara) di un centro europeo di manutenzione, revisione, riparazione e modifica dei velivoli italiani ed olandesi: costo di 605,5 milioni di euro. E va aggiunto, anche, un altro miliardo di euro già investito per la fase di sviluppo. I cacciabombardieri JSF (meglio conosciuti come F-35) sono aerei d’attacco capaci di portare, se serve, anche ordigni atomici e che costituiranno la nuova linea tattica di Aeronautica e Marina nella prima metà di questo secolo. E che ci costeranno un salasso. Un progetto talmente faraonico che perfino il sottosegretario di Stato per la difesa, Guido Crossetto, ha dovuto ammettere «che il finanziamento potrà avvenire attraverso risorse contenute nello stato di previsione del Ministero della Difesa o verosimilmente attraverso fondi allocati in altre poste di bilancio esterne a quello della Difesa». Nelle scorse settimane, prima del voto delle commissioni parlamentari, alcune associazioni avevano lanciato un grido di allarme, praticamente oscurato dai mass-media e dai gravissimi eventi dell’Abruzzo. «É paradossale - hanno scritto Giulio Marcon e Massimo Paolicelli della «Campagna Sbilanciamoci» - che si possano stanziare tutti questi soldi per un sistema d’arma che in molti dei paesi coinvolti viene valutato troppo costoso e mo lto discutibile dal punto di vista operativo. E incoerente con delle missioni di pace.

Mentre il Governo non riesce a trovare le risorse necessarie per potenziare gli ammortizzatori sociali (cassa integrazione, indennità di disoccupazione, ecc.) per chi perde il posto di lavoro, le varie “caste” del nostro paese escono intoccate, o solo sfiorate, dalla crisi: banchieri, manager, grandi imprese, le forze armate, ecc. Anche nella crisi si fanno delle scelte che invece di essere guidate dal perseguimento dell’interesse generale, si fanno orientare da interessi corporativi o legati a piccoli e grandi privilegi. Qui, la “sicurezza nazionale” o la “funzionalità delle nostre Forze Armate” non c’entra niente: è solo un gioco di interessi convergenti (business dell’industria bellica nazionale, autoconservazione corporativa delle Forze Armate, difesa di uno status internazionale peraltro assai dubbio, ecc.) a spingere il Governo e il Parlamento in una direzione completamente sbagliata. Quella del riarmo e dell’irresponsabilità sociale.

La scelta che il Parlamento si appresta a fare, dando parere positivo alla prosecuzione del programma di costruzione dei 131 caccia bombardieri JSF, è un fatto di assoluta gravità. Più o meno ogni aereo vale l’equivalente di 400 asili nido o se si preferisce, vista l’attualità, l’indennità di disoccupazione (quella prevista dal Governo) per 80mila precari». O, se si preferisce, aggiungiamo noi, i 131 velivoli militari costeranno più dell’intera ricostruzione di case e servizi nel terremotato Abruzzo. GRILLOnews.it di fronte a questo preoccupante “Programma di riarmo” ha pensato di lanciare in tutta Italia una «Campagna di indignazione nazionale»: una raccolta di firme in appoggio ad un appello che la testata on-line provvederà ad inoltrare alle più alte cariche dello Stato. Appello che verrà inviato, ogni 200 firme raccolte, alle istituzioni nazionali e ai mass-media, per ricordare loro che molti cittadini che vivono nel nostro Paese non ri tengono indispensabile, ma anzi immorale, l’investimento di decine di miliardi di euro per l’acquisizione di cacciabombardieri.

Firma anche tu.

E fai conoscere l’iniziativa ai tuoi amici.

Firma l’appello

Chi è interessato ad approfondire l’argomento, può leggere i resoconti delle sedute delle Commissioni Difesa di Camera e Senato, nonchè alcuni dei (pochi) interventi pubblicati finora dai mass-media.

Il Comune di Modica si costituisce parte civile ?

Pubblicato in Varie da admin il 27 aprile 2009

Pochi giorni fa, è stata riportata dai quotidiani l’incriminazione di 17 tra uomini politici ed imprenditori modicani per concussione e  riciclaggio di denaro. Ad oggi non risulta che il  comune di Modica si sia costituito parte civile. Come Italia dei valori di Modica , e come cittadini modicani, chiediamo che il Sindaco e la giunta, ove tecnicamente possibile, intervengano nel processo come parte civile, e che si apra un dibattito in città e nel  consiglio comunale su questi fatti e su quanto questi atteggiamenti abbiano influito sull’ attuale, disperata, situazione economica dell’amministrazione comunale. Non è tollerabile che in un momento in cui non si trovano i soldi per pagare dipendenti e fornitori, in cui si deve rinunciare all’Università, in cui la più grande industria di Modica per  numero di addetti -  il comune appunto -  rischia la dichiarazione di dissesto, possibili colpevoli di tutto ciò non vengano adeguatamente perseguiti dall’amministrazione e la città rinunci al suo diritto - dovere  di fare luce sulla gestione anormale delle finanze comunali. Non chiediamo la caccia alle streghe, ma solo  che l’amministrazione  sia vigile e rigorosa nella difesa degli interessi dei suoi cittadini, unico  vero punto di riferimento delle istituzioni.

Anzi, chiediamo che il comune adotti, pubblicamente, un criterio di immediato intervento come parte civile a qualunque giudizio che veda coinvolti dipendenti e  politi ci infedeli e che tale condotta venga perseguita verso tutti, a prescindere dal colore politico della maggioranza .
Gaetano Criscenti - Italia dei Valori -

Capannone in cont.da Garzella Ispica

Pubblicato in Pubblica Evidenza da admin il 27 aprile 2009

In questi giorni questo Comitato è stato informato dal PD locale, della costruzione in contrada Garzalla, ai piedi della timpa di Gesu ed all’ingresso Sud della Cava Ispica di un capannone da adibire a Centro Commerciale.

Nella nota il segretario del PD, Pierenzo Muraglie, esprime grande preoccupazione per tale iniziativa a causa del grande impatto ambientale che si determinerà se sarà rilasciata dal Comune di Ispica la concessione edilizia e l’autorizzazione alla costruzione.

Per tale motivo il PD, tenendo conto della sensibilità del Comitato ‘Santa Maria del Focallo – Marina Marza’ e di tutti i suoi iscritti che ormai da qualche anno si battono per uno sviluppo eco sostenibile del nostro territorio, ha ritenuto valido ed opportuno rivolgere un appello al fine di esprimere un nostro parere.

Non c’è dubbio che l’ingresso di Ispica con la stupefacente timpa di Gesu dove si affaccia il Convento e la tomba di Donna Preziosa è uno degli scenari naturalistici più suggestivi del nostro territorio. L’impatto del turista è sicuramente emozionante tanto che in molti, pur avendo un itinerario diverso, si soffermano nella nostra città rapiti da uno scenario così suggestivo, elegante e naturale. Le statistiche delle visite al Parco Forza, (ingresso Sud di Cava Ispica), per la maggior parte di turisti di passaggio, non fa che convalidare quanto affermato da questo Comitato. La timpa di Gesu è patrimonio della città e dell’Umanità intera e pertanto non può e non deve essere messo al servizio del privato, benché proprietario, né tantomeno può diventare luogo per un Centro Commerciale che creerebbe danni irreparabili alla vivibilità del luogo, alla vegetazione, all’immagine dell’intera città ed alla Cava Ispica stessa.

E’ vero che nella stessa area esiste già un altro capannone (pare, dalle informazioni a noi in possesso, costruito abusivamente, senza alcuna licenza e poi sanato successivamente) ma bisogna sottolineare che la costruzione dello stesso risale agli anni 70 circa quando ancora non esistevano norme certe per la tutela ambientale e la salvaguardia del territorio. Sarebbe assurdo riperpetrare un ulteriore danno a questo angolo di paradiso che rappresenta tanto bene l’immagine della nostra città, specie ora che, grazie ai lavori fatti lungo tutta la Barriera, la zona è stata valorizzata.

Sembra veramente un ‘non senso’ da una parte valorizzare un’area dove probabilmente si è proceduto ad espropriazioni (non sappiamo neanche se giustamente remunerate), e dall’altro dare l’autorizzazione ad una concessione edilizia per la costruzione di un Capannone su un terreno che comunque insiste nella stessa area determinando, sicuramente, un effetto devastante anche della zona che si sta valorizzando. Modica, per citare un esempio, ha deciso di demolire il palazzo della posta per rivalutare la propria città e noi invece corriamo il rischio, a causa di una ipotizzabile scelta scellerata, di rovinare definitivamente il simbolo dell’intera comunità cittadina e dell’Umanità.

Per tutto questo il Comitato ‘Santa Maria del Focallo – Marina Marza’ non può che esprimere rammarico e tristezza.
 
Bene ha quindi fatto il PD ed il suo segretario a coinvolgere il Comitato chiedendo di esprimere un’opinione. Il nostro direttivo, riunito al completo mercoledì scorso, all’unanimità, ha fortemente criticato la possibilità di una concessione edilizia in simile territorio e ha deliberato di avviare una petizione fra i propri iscritti al fine di esprimere individualmente la propria posizione in merito.

E’ lo stesso Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare a sottolineare la necessità della partecipazione popolare, attraverso l’informazione, quale elemento fondamentale per la corretta Valutazione d’Impatto Ambientale (V.I.A.) di un progetto.

Il Ministero, rifacendosi alla convenzione di Aarhus e sulla base delle normative europea e nazionale in materia di V.I.A sostiene che “solamente grazie all’insieme delle informazioni e osservazioni ottenute dai Cittadini, dalle Amministrazioni Pubbliche e dai Proponenti è possibile valutare correttamente gli impatti ambientali dei progetti anche al fine di possibili soluzioni alternative”. L’Amministrazione Comunale di Ispica  quindi farebbe bene, attraverso l’informazione e la partecipazione, a conoscere l’opinione dei propri cittadini.

In proposito il Comitato ‘Santa Maria del Focallo – Marina Marza’ propone l’esproprio dell’area, agli stessi prezzi di come è già stato fatto in zone limitrofe o simili, e chiede che venga spostata l’autorizzazione della costruzione del Capannone in una zona commerciale dove non viene violato né l’impatto ambientale né il diritto del cittadino-proprietario.

Per quanto sopra il direttivo di questo Comitato, sempre all’unanimità, ha deliberato di avviare una petizione popolare fra tutti i propri iscritti e non, per sentire l’opinione della città e far valere l’interesse squisitamente generale su quello unicamente legittimo.

Tale raccolta verrà simbolicamente inviata al PD e al Sindaco di Ispica e del risultato verrà informato la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, il Ministro Prestigiacomo, l’Assessore Regionale Sorbello ed il Prefetto Fanara.

Facciamo voti affinché la sensibilità dell’Amministrazione Comunale, prima di ogni battaglia lacerante per la comunità, sappia fare la scelta giusta per evitare un’altra amputazione al nostro territorio.

Il Comitato Santa Maria del Focallo – Marina Marza

Continua lo scempio nella vallata del Tellesimo

Pubblicato in Pubblica Evidenza da admin il 5 aprile 2009

Un anno fa la denuncia di Una Nuova Prospettiva e il sequestro della Guardia di Finanza
Accanto all’alveo del fiume una vera e propria discarica, persino carcasse di animal
i

rifiuti_tellesimo-225x300Non ci crederanno i nostri lettori se gli certifichiamo con tanto di foto che, a distanza di oltre un anno dalla denuncia del movimento politico, Una Nuova Prospettiva, riportata sul n. 96 del Quotidiano di Sicilia del 23/05/08, riguardante lo scempio nella vallata del Tellesimo, oggi, purtroppo, ci ritroviamo a descrivere e a denunciare il medesimo grave problema. Una vallata stupenda con un fiume, il Tellesimo, che la rende ancora più attraente e fascinosa, ma che l’uomo incivile sta distruggendo, riducendola in una sorta di discarica; basta, infatti, affacciarsi dal ponte che la sovrasta e di colpo uno spettacolo di rifiuti è assicurato. Proprio accanto all’alveo del fiume, infatti, c’è di tutto: plastica di ogni genere, contenitori, bidoni di chissà quali liquidi, elettrodomestici e persino carcasse di animali. A poche centinaia di metri da tale sito, inoltre, l’ex discarica non bonificata e non protetta di Gisirotta contribuisce, con il percolato che raggiunge le falde, ad inquinare ulteriormente le acque di questo torrente che a poche centinaia di metri si riversano nel Tellaro. Un anno fa, a seguito della denuncia di Una Nuova Prospettiva ci fu addirittura il sequestro dell’area da parte della Guardia di Finanza. Ad oggi però non è cambiato nulla e “mentre da un lato – così denunciava Una Nuova Prospettiva – si sprecano le periodiche dichiarazioni di onorevoli, assessori e politicanti vari il torrente muore e con esso le speranze di sviluppo di una frazione, qual’è quella di Frigintini, che potrebbe certamente trarre gran beneficio e prospettive di occupazione dalla tutela e valorizzazione di una risorsa come il torrente Tellesimo”. A questo punto, il tempo delle parole e veramente finito, occorrono fatti concreti per mettere fine una volta per tutte ad un tale scempio.

Marcello Medica

RICICLAGGIO DI DENARO E CONCUSSIONE. MODICA, LA PROCURA CHIEDE 19 RINVII A GIUDIZIO PER POLITICI ED IMPRENDITORI

Pubblicato in Varie da admin il 5 aprile 2009

Diciannove richieste di rinvio a giudizio per altrettanti politici di rilievo in provincia ed imprenditori. E’ stato il Procuratore della Repubblica della Repubblica di Modica, Domenico Platania, ad avanzarle al Gup del Tribunale di Modica che deciderà il prossimo 29 ottobre, data in cui è stata fissata l’udienza preliminare.

Come si diceva ci sono nomi illustri nella lista degli indagati, primi fra tutti il parlamentare nazionale dell’Udc, Giuseppe Drago, l’ex sindaco di Modica, Piero Torchi, e l’ex segretario provinciale dell’Udc, Giancarlo Floriddia. Le altre persone coinvolte sono l’ex assessore al Bilancio del Comune di Modica, Carmelo Drago, il consigliere provinciale del Pdl Vincenzo Pitino, e quindi Massimo La Pira, autista del parlamentare, Carlo Pace, cognato dei Drago, il bancario vittoriese Giancarlo Francione, gli imprenditori Rosario e Giovanni Vasile di Vittoria, Vincenzo Leone, Giuseppe Sammito, Giuseppe Zaccaria e Marcello Sarta di Modica, e Giuseppe Piluso di Pozzallo, e poi i modicani Bruno e Massimo Arrabito, Giorgio Aprile, Gabriele Giannone.

Sono state due le inchieste, poi accorpate: la prima conclusasi il 31 luglio, l’altra il 31 ottobre. Le indagini, avviate nel mese di giugno del 2007, avrebbero trovato conferma in alcuni movimenti di danaro sui conti degli indagati o conti a loro riconducibili. I reati contestati sono l’associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro e la concussione. Secondo l’accusa, grazie a ingenti somme di danaro pagate da imprenditori, sarebbero stati pilotati i meccanismi di assegnazione degli appalti e inoltre, in cambio della rinuncia a una parte dei crediti vantati verso il Comune, alcuni avrebbero ottenuto una corsia preferenziale nel percepire le spettanze.

Dopo essere stato “informato” dell’indagine a suo carico, l’on. Drago aveva convocato una conferenza stampa per chiarire la sua posizione. “Non c’è nessuna pista d’indagine che riguardi l’utilizzo o la sottrazione di atti o altro in relazione ai soldi del Comune. - aveva detto Non c’è nessun riferimento ad appalti pubblici nè tantomeno ad appalti truccati”. Lo scorso 16 settembre le fiamme gialle avevano effettuato dei blitz di buona mattina in abitazioni e nei luoghi di lavoro di alcuni indagati. Nel corso dell’inchiesta alcune delle persone, informate dei fatti, si sono trasformate da interrogati ad indagati. A metà gennaio Drago, Torchi e Floriddia avevano chiesto ed ottenuto di essere ricevuti ed ascoltati dal Procuratore della Repubblica. Dopo la conclusione delle indagini, evidentemente il pubblico ministero non ha ritenuto di escludere nessuno dei 19 indagati considerato il fatto che nella lista figurano sia coloro che facevano parte della prima tranche di indagine che quelli della seconda. Nella fase delle indagini preliminari erano stati invece prosciolti due funzionari del Comune di Modica.
Fonti: Corriere di Ragusa, RTM