Ambiente Ibleo - Portale ambientalista del Sud-Est Siciliano

Il Procuratore della Repubblica trasmette ai sindaci di Modica, Scicli, Ispica e Pozzallo i dati sull’inquinamento. “Decidete che fare”

Pubblicato in Pubblica Evidenza da admin il 26 luglio 2013

I risultati delle analisi sulle condizioni del mare presentate dall’Arpa sono stati trasmessi dal Procuratore della Repubblica di Modica, Francesco Puleio ai sindaci dei quattro comuni del comprensorio modicano i risultati delle analisi dell’Arpa e del CNR,  100 pagine di documentazione ben dettagliata con la quale il procuratore chiede ai primi cittadini di verificare se ci sono gli estremi per prendere provvedimenti. A titolo informativo, dunque, ma soprattutto per sollecitarli, alla luce degli esiti, ad emettere eventuali ordinanze. L’acqua del mare, secondo quanto riferito sarebbe impregnata di liquami fognari e metalli tossici.

Il Procuratore della Repubblica, ha reso nota la condizione di salute delle acque di competenza del territorio di Scicli quindi inviando gli esiti al sindaco Franco Susino, a Modica ad Ignazio Abbate, ad Ispica a Piero Rustico ed a Pozzallo a Luigi Ammatuna. Contestualmente l’autorità giudiziaria si aspetta che i primi cittadini facciano bene analizzare gli esiti ed eventualmente emettere un’ordinanza che vieti la balneazione.

Fonte e commenti: RTM

Il serpentone schiumoso è ancora vivo.

Pubblicato in Pubblica Evidenza da admin il 22 luglio 2013

Domenica 21 luglio 2013 la giornata di mare piatto e le temperature “estive” hanno affollato le spiagge ragusane con il tutto pieno. Anche il famigerato e oramai pluriricercato “serpentone schiumoso” ha fatto la sua comparsa tra lo stupore e l’incredulità dei bagnanti lungo le coste che vanno da Maganuco a Punta Corvo. Avevamo già denunciato alla pubblica evidenza  “le scorribbande del serpentone” sin dal 2007 ( Il serpentone fermentante), ma dopo 6 anni, tre villaggi sequestrati e diversi Corpi dello Stato atti alla sua ricerca “Esso” vive ancora.  Dovrebbe essere più facile oramai risalire al “Pifferaio/i” che ne controllano le gesta!
Foto di Maurizio Pisana

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Stop alla coltivazione di mais geneticamente modificato MON810

Pubblicato in Articoli, Comunicazioni da admin il 20 luglio 2013

Roma, 12 lug. (Adnkronos) - I tre ministri dell’Agricoltura Nunzia De Girolamo, della Salute Beatrice Lorenzin e dell’Ambiente Andrea Orlando hanno firmato il decreto interministeriale che vieta in modo esclusivo la coltivazione di mais geneticamente modificato appartenente alla varietà MON810 sul territorio italiano. A dare la notizia è il ministro De Girolamo.

Il divieto è così in vigore fino all’adozione delle misure previste dal regolamento comunitario 178 del 2002 e comunque per un periodo di massimo diciotto mesi. Il provvedimento sarà immediatamente notificato alla Commissione europea e agli altri 27 Stati membri dell’Unione europea.”Con i ministri Lorenzin e Orlando avevamo preso un impegno preciso sugli Ogm, considerate anche le posizioni unitarie del Parlamento e delle Regioni. Con il decreto che abbiamo firmato oggi vietiamo la sola coltivazione del mais Mon810 in Italia, colmando un vuoto normativo dovuto alle recenti sentenze della Corte di Giustizia europea” spiega De Girolamo in un comunicato. “E’ un provvedimento che tutela la nostra specificità, che salvaguarda l’Italia dall’omologazione - sostiene il ministro -la nostra agricoltura si basa sulla biodiversità, sulla qualità e su queste dobbiamo continuare a puntare, senza avventure che anche dal punto di vista economico non ci vedrebbero competitivi. Il decreto di oggi è solo il primo elemento, quello più urgente, di una serie di ulteriori iniziative, con le quali definiremo un nuovo assetto nella materia della coltivazione di Ogm nel nostro Paese”.

Il divieto di coltivazione del Mais MON810 è motivato dalla preoccupazione sollevata da uno studio del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, consolidata da un recentissimo approfondimento tecnico scientifico dell’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che ne evidenzia l’impatto negativo sulla biodiversità, non escludendo rischi su organismi acquatici, peraltro già evidenziati da un parere dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare reso nel dicembre 2011. Il decreto giunge a conclusione della procedura di emergenza attivata dal nostro Governo nell’aprile 2013, - si legge nel comunicato del Mipaaf - ed è giuridicamente sostenuto anche dal precedente provvedimento di divieto di coltivazione di Organismi geneticamente modificati, fondato su analoghe motivazioni, adottato il 16 marzo 2012 dal Governo francese e tuttora in vigore.

Le sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione europea, cui l’Italia si conforma, ribadiscono la legittimità di misure di coesistenza che salvaguardino le colture tradizionali e biologiche, e che dovranno essere adottate dalle Regioni conformemente alla sentenza n. 116 del 2006 della Corte costituzionale, nel quadro di una organica e condivisa disciplina statale che definirà principi comuni al fine di garantire il rispetto della libera concorrenza e della libertà di iniziativa economica, a parità di condizioni sull’intero territorio nazionale. “E’ un provvedimento importante perché offre una prima copertura giuridica a difesa della nostra agrobiodiversità”. Così il ministro all’Ambiente, Andrea Orlando. Il ministro sottolinea però come la decisione presa oggi in Consiglio dei ministri rappresenti “solo la prima parte di un percorso nel quale il sistema Italia nel suo complesso deve offrire una convinta prova di unità e compattezza”.

Le Regioni “devono innanzitutto dare il loro immediato contributo per la costruzione di un quadro di misure idonee a garantire la salvaguardia delle nostre coltivazioni tradizionali e biologiche”, aggiunge il ministro all’Ambiente, mentre a livello comunitario, “parallelamente, c’è bisogno che il nostro Paese si renda protagonista in Europa di una seria discussione sul tema dell’autonomia dei singoli Stati sull’ammissibilità degli Ogm”. “Tutelare le nostre specificità non è una battaglia di retroguardia, tutt’altro”, sottolinea Andrea Orlando in conclusione. “La biodiversità è la grande infrastruttura economica del nostro Paese ed è anche lavorando su questo terreno che l’Italia potrà uscire dalla difficile situazione in cui si trova”.

Abusivismi USA per il MUOS di Niscemi

Pubblicato in Articoli da admin il 12 luglio 2013
Affari di mafia sullo Stretto

Affari di mafia sullo Stretto

La Marina militare statunitense avviò i lavori di realizzazione del MUOS tre anni prima della firma delle autorizzazioni da parte della Regione siciliana. La prova inconfutabile della grave violazione delle norme in materia urbanistica ed ambientale e degli impegni formalmente assunti da Washington con il governo italiano è stata individuata in un rapporto ufficiale del Program Executive Office (PMW-146), l’organismo dello Space and Naval Warfare Systems Command (con sede a San Diego, Califonia) che dirige il programma del nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari della US Navy.
Il rapporto dal titolo Mobile User Objective System (MUOS) Communications-on-the-Move (COTM) è stato pubblicato il 28 aprile 2009 ma desecretato solo l’1 aprile 2010
(http://www.public.navy.mil/spawar/PEOSpaceSystems/Press/Documents/Mobile%20User%20Objective%20System%20Overview%20Brief%204.1.10-S.pdf ).
Esso descrive analiticamente le caratteristiche tecniche del MUOS e dei suoi elementi chiave (satelliti geostazionari e stazioni di terra). Nel capitolo relativo allo stato di avanzamento dei lavori nei terminali terrestri del sistema, alla pag. 14 vengono riportate le foto dei quattro siti prescelti: Wahiawa (isole Hawaii), Australia, Virginia e Niscemi. L’immagine dell’infrastruttura siciliana è eloquente: in un ampio spiazzo ricavato dopo aver rimosso un’intera collina sono già stati completati gli scavi per le tre piattaforme in cemento armato destinate ad ospitare le mega-antenne del MUOS. Attorno al cantiere, perimetrato da una rete metallica, sono ben visibili i sentieri tracciati per gli accessi dei camion e dei mezzi pesanti.
Lo stato dei luoghi lascia presupporre che la foto sia stata scattata nell’inverno 2009, ma la valutazione d’incidenza che autorizza i lavori nella stazione terrestre di Niscemi è stata rilasciata l’1 giugno 2011 dall’allora dirigente generale dell’Assessorato regionale Territorio ed Ambiente, Giovanni Arnone, e notificata al Dipartimento di US Navy solo il successivo 28 giugno. Per quasi tre anni cioè i militari statunitensi e le imprese contractor avrebbero operato a Niscemi nel più assoluto abusivismo, con l’aggravante che le opere del MUOS sono state realizzate all’interno della riservanaturale orientata Sughereta di Niscemi, inserita nella rete ecologica Natura 2000 come Sito di Importanza Comunitaria (SIC) contrassegnato dal n. ITA050007.
La richiesta del Comando US Navy di Napoli-Capodichino per l’uso e la costruzione del nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari fu approvata  il 31 ottobre 2006 dalla Direzione generale del demanio e dall’Agenzia per la gestione delle radiofrequenze del Ministero della difesa italiano. Fu tuttavia specificato dai autorità militari che “prima della messa in funzione del MUOS deve essere garantito e certificato che le emissioni rientrino nei parametri stabiliti dalle vigenti leggi italiane e che non interferiscano con emissioni di servizi già operativi in loco”. Dato poi che il nuovo impianto doveva ricadere in un’area di 2.509 m2 della riserva naturaleSughereta, il 24 gennaio 2007 il comando dell’Aeronautica militare di Sigonella inoltrò specifica richiesta di autorizzazione all’Assessorato regionale all’ambiente, diretto al tempo dalla niscemese Rossana Interlandi, esponente dell’Mpa del governatore Raffaele Lombardo.

Dopo il rilascio di un’autorizzazione di massima da parte del Servizio per i beni paesaggistici naturali ed urbanistici della Regione con un’istruttoria record di appena 15 giorni, in attesa del progetto esecutivo e della relazione paesaggistica, il 14 giugno 2007 l’Assessorato inviò al Comune di Niscemi una prima scarna documentazione sul MUOS. L’iter approvativo entrò in stand by almeno sino al successivo 3 aprile 2008, quando la Regione trasmise al sindaco di Niscemi il progetto del nuovo sistema satellitare. Un mese e mezzo più tardi, il Comune ricevette dall’Aeronautica militare la relazione paesaggistica e la valutazione di incidenza ambientale predisposta dalla Marina Usa. Il 9 settembre 2008 fu convocata a Palermo una conferenza di servizi, a cui parteciparono l’Assessorato regionale territorio e ambiente, la Soprintendenza dei beni culturali, l’Ispettorato forestale di Caltanissetta (ente gestore della riserva), il Comune di Niscemi e i rappresentanti di US Navy e del 41° Stormo dell’Aeronautica. In quella sede fu espresso all’unanimitàparere favorevole sulla compatibilità ambientale del MUOS.

Dopo le prime massicce manifestazioni di protesta da parte della popolazione locale, il governatore Lombardo e il nuovo assessore all’ambiente Sorbello decisero di soprassedere alla firma delle autorizzazioni. Come già scritto, esse giunsero solo l’1 giugno del 2011, accompagnate tuttavia da una serie di prescrizioni ai lavori: la salvaguardia dei nuclei di vegetazione arbustiva ed arborea; la protezione delle scarpate dell’impianto con alcune specie arbustive specifiche; il rispetto delle esigenze riproduttive degli uccelli migratori abituali “evitando le opere di maggiore impatto tra aprile e giugno”; il contenimento delle polveri e la riduzione dell’impatto acustico, ecc.. A ben osservare la fotocriminisnel rapporto 2009 del Program Executive Office (PMW-146)della Marina Usa è assai difficile credere che i contractor abbiano pensato di rispettare le (post) prescrizioni atte a proteggere il fragile habitat della Sughereta di Niscemi.

In verità, i No MUOS avevano già denunciato da tempo che i lavori di realizzazione del terminale terrestre erano iniziati molto prima che si perfezionasse l’iter autorizzativo. In un dossier pubblicato nel marzo 2009, la Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella scriveva che “le opere di movimentazione terra e predisposizione delle piattaforme per le antenne e le torri radio del MUOS hanno preso il via il 19 febbraio 2008, dopo una breve cerimonia a cui partecipò, tra gli altri, il direttore del Mobile User Obiective Program della US Navy, Wayne Curls”. Era stato il settimanale della base di Sigonella Signature, nel numero del 29 febbraio 2008, a descrivere nei particolari la cerimonia di apertura dei cantieri. “Quando il sistema sarà pienamente implementato, i sistemi di Guerra avranno la completa capacità di comunicazione per rispondere a tutte le richieste di missione in qualsiasi parte del mondo”, dichiarò allora Wayne Curls. “Il terminale MUOS comporterà un piccolo aumento a Niscemi del personale della Marina Usa. La realizzazione della stazione è prevista entro i prossimi tre anni…”.

Sempre secondo gli attivisti della Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella, la costruzione dell’impianto fu affidata nella primavera del 2008 dal Comando US Navy di Sigonella ad un consorzio d’imprese denominato “Team MUOS Niscemi”, costituito dalla Gemmo S.p.A. di Arcugnano (Vicenza), società leader nella costruzione d’impianti elettrici edalla Lageco (Lavori Generali Costruzioni) di Catania.

“La scoperta dell’inizio dei lavori per l’installazione del MUOS ancora prima che le autorizzazioni venissero rilasciate dalla Regione, è l’ennesima gravissima violazione di legge commessa dalla Marina militare Usa in questa vicenda”, commentano gli avvocati del Coordinamento dei comitati No MUOS, Paola Ottaviano e Sebastiano Papandrea. “Il TAR di Palermo, nell’ordinanza del 9 luglio 2013 con cui rigetta la richiesta di sospensiva del Ministero della difesa, sottolinea il fatto che l’amministrazione militare statunitense sia sottoposta alla legislazione nazionale e al rispetto della complessiva disciplina vigente in Italia. Tale obbligo risulta pertanto violato non solo nel corso dell’iter autorizzativo e all’indomani della revoca di quest’ultimo, ma addirittura prima ancora che questo venisse iniziato”.

“Ciò non può che aggravare le responsabilità di tutti quei soggetti che hanno posto in essere tali violazioni, e di tutti quelli che facendosene complici, le hanno agevolate, facendone pagare le conseguenze ai cittadini niscemesi e all’intera comunità siciliana”, aggiungono i due legali. “Inoltre questa scoperta aggrava la posizione del governo americano anche nei giudizi pendenti innanzi al TAR Palermo; è evidente, infatti, che tutte le autorizzazioni rilasciate, compresi i nullaosta ARTA relativi ai vincoli paesaggistici sono falsati da errore sul presupposto e costituirebbero autorizzazioni in sanatoria non previste dallo specifico procedimento”.

Antonio Mazzeo

Parabole del Muos: il tar boccia le richiesta del Ministero della Difesa e degli Usa

Pubblicato in Varie da admin il 12 luglio 2013

Il Coordinamento Regionale dei Comitati NO MUOS accoglie con soddisfazione la decisione del TAR di Palermo di rigettare la sospensiva richiesta dal Ministero della Difesa. In particolare sottolinea come degna di nota sia la motivazione dell’ordinanza nella quale viene indicato come interesse primario ed imprescindibile la tutela della salute della popolazione di Niscemi “non assoggettabile a misure anche strumentali che la compromettano seriamente fin quando non sia raggiunta la certezza assoluta della non nocività del sistema MUOS”.

I legali del Coordinamento dei Comitati Avv.ti Paola Ottaviano e Sebastiano Papandrea segnalano anche come il TAR abbia rilevato che sussistono seri dubbi in ordine all’incidenza e alla pericolosità del sistema in questione sul traffico aereo degli aeroporti di Comiso, Sigonella e Catania.

La decisione del TAR rafforza la legittimità della resistenza che gli attivisti e dei comitati NO MUOS hanno esercitato ormai da oltre due anni, anche a costo di subire una dura repressione e attività dissuasiva effettuata dalle forze dell’ordine anche mediante arresti, sanzioni amministrative e penali.

Riguardo l’attività repressiva, varie Associazioni, Enti e Comitati, stanno sottoscrivendo una petizione per chiedere la rimozione per incompatibilità ambientale del Prefetto e del Questore di Caltanissetta.

Coordinamento Regionale dei Comitati NO MUOS

Pesticidi e Api – Bruxelles prolunga l’Attentato verde e l’Italia si schiera con le Lobby. Cittadini nei guai!

Pubblicato in Articoli da admin il 7 luglio 2013

Fonte: http://www.quieuropa.it/ogm-putin-dichiara-guerra-ad-obama-apocalisse-ogm-e-pesticidi-seconda-parte/
La produzione del 35% dei nostri alimenti dipende dalle Api. Ma qualcuno non le ama e non ama il Creato e le Creature.
di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile

Pesticidi e Bomba Ecologica – Putin Minaccia Obama

Bruxelles, Roma - Più di una persona ha pensato che lo scopo di soggetti come ilBilderberg, la Commissione Trilaterale e molti altri simili,  servissero in realtà a garantire una sorta di equilibrio mondiale. Una situazione di calma apparente utile a moltemultinazionali per fare…. utili. In realtà questo sistema è estremamente fragile. È bastato uno sciame d’api malaticce per far crollare questa calma apparente come un castello di carte. Nell’ultimo articolo a proposito degli effetti causati da alcuni prodotti chimici sulla salute delle api e su tutto l’ecosistema di cui sono alla base, è emerso come la messa al bando di queste sostanze fosse arrivata solo dopo accese discussioni sia negli Stati Uniti d’America che in Europa. Pare, però, che il problema potrebbe avere una dimensione ben maggiore e soprattutto a causa di due aspetti.

La minaccia di Putin – Si rischia una nuova Guerra Mondiale

Innanzitutto, per quanto contenuto nei verbali (per certi versi clamorosi) dell’incontro tra il Presidente Putin e il Segretario di Stato USA, John Kerry. I verbali parlano di “estrema indignazione” dei dirigenti russi per il regime di protezione continuadei giganti mondiali della biogenetica, Syngenta e Monsanto, da parte del presidenteObama. Protezione che, secondo il Cremlino, “con assoluta sicurezza” potrebbe condurre addirittura verso una guerra mondiale. Una guerra mondiale per l’uso o il divieto di impiegare un insetticida? In realtà lo scontro pare vada avanti già da diversi mesi. Al centro della disputa tra Russia e USA ci sarebbe l’“indiscutibile evidenza” che un tipo di insetticidi neuro-attivi conosciuti con il nome di neonicotinoidi, stanno distruggendo la popolazione di api del nostro pianeta, e che, se questo non sarà controllato, potrebbe distruggere la nostra capacità mondiale di coltivare alimenti sufficienti per alimentare la popolazione.

Orrore Neonicotinoidi – Chi sono i Responsabili del disastro mondiale?

Secondo il Ministero delle Risorse Naturali e Ambiente della Federazione Russa (MNRE), la situazione sarebbe così grave a causa di due neonicotinoidi come l’Actara e il Cruiser, fabbricati dal gigante svizzero delle sementi e dei pesticidi biotecnologici, Syngenta AG. In base al rapporto del MNRE, Syngenta, insieme ad altri giganti della biotecnologia comeMonsanto, Bayer, Down e DuPont, controllerebbe attualmente il 100% del mercato mondiale dei pesticidi, piante e semi geneticamente modificati. In realtà, come riportato nel rapporto, Syngenta già nel 2012 è stata accusata penalmente in Germania per aver nascosto il fatto che il suo mais geneticamente modificato aveva ucciso degli animali da allevamento. Anche negli USA sarebbe stata presentata una denuncia collettiva, e la richiesta di risarcimento per 105 milioni di dollari, dopo la scoperta che il suo erbicida, Atracina, aveva causato la contaminazione degli approvvigionamenti d’acqua di circa 52 milioni di americani in oltre 2000 distretti con, che può provocare. Contaminazione che aveva causato addirittura ilcambiamento di genere degli animali. Secondo gli ultimi studi, i livelli di contaminazione da neonicotinoidi, sia nelle acque superficiali che in quelle sotterranee, negli USA e nel mondo, sarebbe ben oltre la soglia conosciuta di letalità per gli invertebrati acquatici.

Neonicotinoidi – Vergogna Obama

Eppure, sorprendentemente la decisione presa da Obama è stata esattamente all’opposto: “L’Unione europea ha votato questa settimana per una squalifica di due anni su una classe di pesticidi, noto come neonicotinoidi, che è stato associato con il crollo delle api (vedi allegato). Il rapporto del governo degli Stati Uniti, al contrario, ha trovato molteplici cause per il crollo delle api “. Obama ha quindi confermato il Farmer Assurance Provision - Section 735.

Pazzesco – Norma USA per vietare ai tribunali di bloccare OGM

Una  norma  che prevede il divieto, per i tribunali americani, di bloccare la vendita dei prodotti derivanti da organismi geneticamente modificati per almeno sei mesi. E che quindi, di fatto, concede enormi privilegi alle multinazionali degli OGM. Indipendentemente dai rischi per la salute dei consumatori. Non a caso, questa norma sarebbe stata scritta dal senatore Roy Blunt, e dalla multinazionale californiana, Monsanto. è per questo che gli oppositori l’hanno ribattezzata “Monsanto Protection Act“. Secondo Kelly J. Clauss, una portavoce della Monsanto, l’intento della legge sarebbe quello di creare un giusto equilibrio che permetta agli agricoltori di continuare a coltivare mentre il Dipartimento dell’Agricoltura conduce le necessarie verifiche ambientali (?).

MonsatObama

A dire il vero il comportamento di Obama non dovrebbe sorprendere. Dopo la sua vittoria alle elezioni del 2008, Obama si era dimostrato particolarmente grato nei confronti della Monsanto. E aveva posizionato molti dei suoi uomini di punta in posti chiave come le agenzie federali che esercitano un’enorme forza in questioni alimentari, l’USDA e la FDA,Food and Drug Admistration, ad esempio. Il direttore dell’Istituto Nazionale di Alimentazione e l’Agricoltura, Roger Beachy, è un ex direttore della Monsanto Danforth Center. L’incarico di vicecommissario della potentissima FDA è stato affidato a Michael Taylor, ex vice-presidente per la politica pubblica della Monsanto.  E ancora, nuovo capo dell’USAID (Agenzia statunitense per lo Sviluppo Internazionale), è stato nominato Rajiv Shah, che ha ricoperto posizioni chiave per la Fondazione Bill and Melinda Gates, uno dei principali finanziatori della ricerca sull’agricoltura geneticamente modificata (OGM). Nel frattempo gli introiti della Monsanto sono cresciuti del 22%, pare proprio grazie all’incremento delle vendite permesse dal nuovo provvedimento e allavendita di sementi geneticamente modificate nonostante i potenziali rischi per la salute ad essi correlati. Oggi Monsanto domina il mercato delle sementi bio-tech e negli ultimi anni ha esteso il proprio giro d’affari verso i Paesi emergenti, con particolare riferimento all’Argentina, al Brasile ed all’America Latina e Russia. Successo raggiunto anche grazie all’utilizzo di certi prodotti. I biologi, come ha detto Rex Weyler di “Greenpeace”, hanno trovato tracce di 150 diversi pesticidi chimici nel polline delle api. Aziende come Bayer, Syngenta, Basf, Dow, DuPont e Monsanto hanno scrollato le spalle e “non hanno messo in atto alcun cambiamento in merito alle politiche sui pesticidi: dopotutto, la vendita di veleni ai coltivatori in tutto il mondo è vantaggiosa“.

L’impollinazione delle api e la ricaduta sull’economia mondiale

Vantaggiosa? Quanto? Nel mondo si stima che il valore dell’impollinazione connessa alla produzione di cibo per l’uomo, da parte delle api, superi i 265 miliardi di Euro. E in Europa?  Tonio Borg, commissario europeo per la salute e le politiche dei consumatori, ha calcolato che le api “contribuiscono all’agricoltura europea per una cifra pari a 22 miliardi di Euro. L’estinzione delle api è una sfida come il riscaldamento globale, l’acidificazione degli oceani e la guerra nucleare“. (anche se sulla questione del riscaldamento globale, abbiamo dimostrato come sia una balla strategica del sistema per conservare se stesso – vedi allegato). Una sfida che non ha ancora detto chi sarà il vincitore. Infatti, pochi, pochissimi giornali hanno dedicato l’attenzione che merita al processo per il divieto dell’uso di questi pesticidi.

L’Ue non ha vietato i pesticidi, ha solo strategicamente rinviato

Spesso si sente dire che l’Unione Europea ha bloccato i pesticidi che uccidono le api. Ma non è così. La questione se consentire o meno l’utilizzo dei pesticidi si è protratta a lungo in Parlamento. Tanto che, dopo diverse votazioni inutili a causa del mancato raggiungimento di una maggioranza qualificata (13 Stati membri hanno sostenuto la restrizione, 9 Stati membri hanno votato contro e cinque Stati membri si sono astenuti – da cui la nostra considerazione nell’articolo precedente….) è stata passata la palla alla Commissione Europea, come confermato dal documento ufficiale datato 29 Aprile u.s.. In questo documento viene detto che, visto che i singoli Paesi non erano riusciti a fare il loro dovere (prendere una decisione), il divieto sarebbe stato limitato alla possibilità di trattare le colture ape-attraenti in serre, in campo a cielo aperto e solo dopo la fioritura; che le restrizioni si applicano a partire dal 1° dicembre 2013;  e, cosa più importante, che, al più tardi entro 2 anni, la Commissione Europea dovrà riesaminare le condizioni di approvazione dei 3 neonicotinoidi per tener conto degli sviluppi scientifici e tecnici. Quindi in realtà non si tratterebbe di un divieto, ma di un rinvio. In altre parole, come negli Stati Uniti d’America, anche in Europa forse non la guerra, ma la battaglia l’hanno vinta lemultinazionali.

Il Business dei pestidici – La denuncia del Guardian

Del resto le dimensioni degli interessi economici legati al business dei pesticidi sono enormi. Il quotidiano britannico Guardian di recente ha smascherato un’azione di lobby dei big dell’agrochimica sull’UE per cercare di impedire il bando dei neonicotinoidi: Syngenta avrebbe perfino minacciato di trascinare in tribunale i funzionari dell’EFSA (l’agenzia dell’UE per la sicurezza alimentare) che (nel suo comunicato stampa del 13 gennaio u.s.) avrebbe osato dichiarare che sono certi i “rischi da neonicotinoidi per le api”.

Memoria corta - La “coerenza” dell’Italia

Come al solito, in Italia, spicca il comportamento coerente dei nostri rappresentati. Dopo che la proposta del commissario Borg non era riuscita a riunire, nelle scorse settimane, né una maggioranza di Stati membri a favore, né una contraria, la Commissione Europeaha deciso autonomamente una moratoria (è bene sottolinearlo ancora non è un divieto definitivo, ma solo una moratoria per dare il tempo alle multinazionali di fare qualcosa). L’Italia che si era pronunciata contro la decisione di Bruxelles di introdurre ulteriori restrizioni sui pesticidi non ha perso occasione per mostrarsi ferma e coerente. Così il presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, ha affermato. “Un passo avanti positivo“, che non rappresenta la soluzione definitiva, ma “va nella direzione giusta“. “Ora è importante che l’Italia si attivi per rendere definitivo il divieto dell’uso, visti i rischi che essi rappresentano per la salute delle api, così come evidenziato nei numerosi atti di sindacato ispettivo da me presentati nella passata Legislatura“. Dimenticando – tuttavia – che se l’Unione Europea non è riuscita a deliberare il divieto definitivo di tali sostanze la colpa è anche del voto contrario dell’Italia.

Putin “sospende” Monsanto, Apicoltori USA denunciamo Obama

Intanto la Russia, a seguito di uno studio dello scorso anno che dimostrerebbe il legame tra le sostanze in questione e il cancro al seno, ha sospeso l’importazione e l’uso del mais geneticamente modificato prodotto dalla multinazionale statunitense Monsanto. E un folto gruppo di apicoltori statunitensi e ambientalisti ha denunciato il regime di Obama per l’uso continuato di questi neonicotinoidi dichiarando: “Porteremo la EPA (Environmental Protection Agency-Agenzia per la Protezione Ambientale) in tribunale per il suo fallimento nella protezione delle api dai pesticidi. Nonostante il nostro grande sforzo per sensibilizzare l’agenzia sui problemi che pongono i neonicotinoidi, la EPA ha continuato a ignorare i chiari segnali di allarme di un sistema agricolo in difficoltà”. La guerra è cominciata.

Che fanno l’Italia e gli Italiani? Come Ribellarsi?

Sarebbe il caso di ribellarsi, e farlo subito. Farlo per salvaguardare la salute nostra e dei nostri figli. Sarebbe il caso di farlo “legalmente”, magari seguendo le indicazioni della stessa Costituzione. Peccato che il diritto alla ribellione (Art. 50, c. 2 – attuale art. 54) scomparve dalla Carta Costituzionale italiana (della colonia-Usa, chiamata Italia) addirittura nel 1947. L’Art. in questione recitava così: “Quando i poteri pubblici violino le libertà fondamentali ed i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all’oppressione è diritto e dovere del cittadino“. Beh! Vista la situazione non ci resta che agire ugualmente e non solo con pressioni e proteste presso i nostri rappresentanti, ma anche boicottando sistematicamente le aziende che vendono questa “morte in bustina”. Prima di passare ad altri metodi…

Boicottiamo le Multinazionali e le aziende italiane al loro servizio

Parliamone – prendendo un impegno fisso con le nostre coscienze e con i nostri figli – con iconsorzi agrari e i rivenditori della nostra zona e regione. Con tutti i coltivatori che nell’ignoranza stanno avvelenando loro, i loro stessi figli e devastando tutto il Creato. Devastando la nostra meravigliosa italia. Se non decideranno di optare per la vendita si sostanze, mangimi, sementi e fertilizzanti assolutamente e completamente biologici,boicottiamoli senza pietà!

Creiamo reti NO OGM di aziende biologiche e facciamo informazione

Al contrario creiamo “reti di consorsi e rivenditori amici“ convertiti al biologico, da pubblicizzare e mandare avanti in tutti i modi. La situazione è critica. L’Osservatorio Qui Europa lo ha potuto constatare negli ultimi giorni di persona, analizzando le fornitore di mangimi e sementi di circa 40 consorzi agrari e rivenditori, in Calabria: regione ad ex-vocazione agricola, ricchissima sulla carta, ma distrutta ed annichilita nei fatti. Sul campione analizzato, ad esempio, nessuno aveva disponibile sul momento mangimi biologici (perché considerati anti-economici visti i prezzi maggiori rispetto a quelli creati in laboratorio) e – cosa ancor più grave – nessuno dei consorzianti intervistato era a conoscenza degli effetti sull’uomo (tumori, leucemie, sterilità e alterazioni del DNA). Ma – ci chiediamo – cosa controllano gli ispettori regionali e nazionali nelle loro periodiche ispezioni? Cosa, se non guardano alla cosa essenziale? La verità è che ormai da tempo essi stessi si sono trasformati in meri esattori. Diciamo basta! Abbiamo il diritto ed il dovere di ribellarci verso uno stato che per il dio denaro (e non solo) viola sistematicamente i diritti dei cittadini, fino – evidentemente – alla morte degli stessi cittadini. Svegliamoci! (aderisci alla campagna per la creazione di una rete NO OGM – se sei un operatore di settore scrivi una mail a: infounicz.europa@gmail.com)

C.Alessandro Mauceri, Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa)

Domenica 7 luglio a Modica, proiezione “NO MUOS FILM

Pubblicato in Varie da admin il 5 luglio 2013

Domenica 7 luglio, ore 20:00, Atrio Comunale – Palazzo S.Domenico, Modica bassa
Il documentario NO MUOS FILM nasce dall’esigenza e dall’urgenza sociale, politica e culturale di raccontare e documentare le ragioni della protesta e gli avvenimenti che si stanno susseguendo per fermare l’installazione – all’interno della Riserva Naturale Orientata Sughereta di Niscemi – di una delle quattro stazioni di terra del Mobile User Objective System (MUOS), sistema di comunicazioni satellitari ad altissima frequenza gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Il programma di installazioni è fortemente contestato dagli abitanti di Niscemi e migliaia di siciliani che si sono costituiti in diversi comitati che hanno dato vita al movimento No Muos.

Il documentario avrà una durata di 90 minuti e, attraverso interviste a semplici cittadini, esponenti dei comitati No muos, uomini politici, rappresentanti delle istituzioni, studiosi, medici, ambientalisti, affronterà i diversi argomenti che si muovono intorno al tema No Muos: la sovranità territoriale; la militarizzazione del territorio; il movimento No Muos e le sue forme di lotta civile e politica; i danni alla salute che le radiazioni elettromagnetiche potrebbero provocare alla popolazione; l’impatto ambientale; il sospetto di implicazioni mafiose.

Sito ufficiale: http://www.nomuosfilm.it/

All’interno della Riserva Naturale Orientata Sughereta di Niscemi, sito già dichiarato di importanza comunitaria, si sta costruendo una delle quattro stazioni di terra del Mobile User Objective System (MUOS), sistema di comunicazioni satellitari ad altissima frequenza gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Il programma di installazioni è fortemente contestato dagli abitanti di Niscemi e migliaia di siciliani che si sono costituiti in diversi comitati che hanno dato vita al movimento No Muos.

Il documentario NO MUOS FILM nasce dall’esigenza e dall’urgenza sociale, politica e culturale di raccontare e documentare le ragioni della protesta e gli avvenimenti che si stanno susseguendo per fermare questa installazione.

Obiettivi del documentario sono quelli di:

Osservare e descrivere la natura e le forme di lotta e resistenza del movimento no Muos che vede coinvolti migliaia di cittadini siciliani
Affrontare la questione della sovranità territoriale, interrogandosi e spiegando come mai ancora oggi un paese sovrano come l’Italia deve cedere porzioni di territorio nazionale alle strutture dell’esercito degli Stati Uniti.
Il documentario “No Muos Film” è una produzione dal basso, una produzione che per garantirsi indipendenza ha scelto di cercare fondi attraverso il sostegno popolare. Chiunque trovi interessante, utile e necessario il progetto, può diventare produttore del film, sottoscrivendo una quota, che, in base al budget dichiarato, sarà uguale per tutti e che sarà versata solo a film finito. Le modalità di questo procedimento sono più ampiamente chiarite sul sito www.produzionidalbasso.com nell’area dedicata al progetto “NO MUOS FILM”.

Ulteriori forme di finanziamento a sostegno del film saranno ricercate attraverso eventi destinati a promuovere il progetto.

Contenuti

Il documentario avrà una durata di 90 minuti e, attraverso interviste a semplici cittadini, esponenti dei comitati No muos, uomini politici, rappresentanti delle istituzioni, studiosi, medici, ambientalisti, affronterà i diversi argomenti che si muovono intorno al tema No Muos

La sovranità territoriale
La militarizzazione del territorio
Il movimento No Muos e le sue forme di lotta civile e politica
I danni alla salute che le radiazioni elettromagnetiche potrebbero provocare alla popolazione
L’impatto ambientale
Il sospetto di implicazioni mafiose
Il film documenterà gli eventi che quotidianamente si svolgono presso la sughereta e la città di Niscemi, teatro di iniziative, incontri fra rappresentanti delle istituzioni e i cittadini nonché

www.nomuosfilm.it

english version

The documentary NoMuos stems from the social, political and cultural urge to tell and document the reasons of the protest and the events that are taking place to stop the radar installation.
Inside the Natural Cork Tree Reserve of the town of Niscemi, declared Site of Community Importance, is being built one of the four ground stations of the Mobile User Objective System, a system of satellite communications at very high radio frequencies, operated by the Department of Defense of the United States.
The installation programme is strongly contested by the inhabitants of Niscemi and by many other Sicilians who have formed many committees which together have given birth to the NoMuos movement.

The Objectives of the documentary are to:

Observe and describe the nature and the forms of fighting and resisting of the NoMuos movement involving thousands of citizens in Sicily
Address the issue of territorial sovereignty, questioning and explaining whyl a sovereign country like Italy still has to give portions of national territory to the structures of the U.S. Army.

The documentary “No Muos Film” is a production “from the bottom”, a production that in order to guarantee its independence has chosen to seek funds through popular support. Anyone finding this project interesting, useful and necessary, can become a producer of the film, by signing a share, which, based on the budget said, it will be the same for everyone and will be paid only on the finished film. The details of this process are more fully clarified on the site area dedicated to the “NO Muos FILM”.

info and contacts:
www.nomuosfilm.it

Gli esperti del Tar siciliano dicono no al Muos

Pubblicato in Articoli da admin il 4 luglio 2013

PALERMO, 1 LUGLIO 2013 - Il Muos “non s’ha da fare” o, ancora meglio, i suoi lavori non dovevano nemmeno prendere inizio. È questo il risultato finale della relazione che il prof. Marcello D’Amore, docente dell’Università “La Sapienza” di Roma, ha depositato al Tar di Palermo in merito alla pericolosità o meno del sistema satellitare militare americano in costruzione a Niscemi.

Di recente, difatti, lo stesso tribunale amministrativo regionale siciliano ha richiesto agli esperti dell’università romana di effettuare un dettagliato studio sulle reali ripercussioni nocive che il Muos può avere sulla salute dei cittadini.

Ebbene, da quanto è possibile leggere nelle 31 pagine stilate dal prof. D’Amore, si evince che «l’indagine di conformità con finalità di approvazione per gli effetti ambientali elettromagnetici dell’installazione del sistema Muos, descritta nel rapporto finale del Nwsc (Space and Naval Warfare System Center) è priva di rigore e completezza necessari a garantire la validità dei risultati, indispensabile requisito di uno studio che riguarda un sistema complesso nel Sito di interesse comunitario Sughereta di Niscemi, in vicinanza del comune di Niscemi, classificato in zona sismica a elevata pericolosità, e di tre aeroporti» (nella fattispecie qui aeroporti in questione sono quello civile di Comiso, l’aeroporto civile di Catania, e quello militare statunitense di Sigonella).

In questo modo, peraltro, lo studio dimostra come nel 2011 la Regione Sicilia (allora governata dal presidente Lombaro) non era affatto nelle condizioni di concedere le autorizzazioni per l’esecuzione dei lavori del sistema Muos. Autorizzazioni che, dopo la revoca effettuata lo scorso marzo dall’attuale presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, sono adesso al centro della vicenda giudiziaria tra la stessa regione e il ministero della Difesa e che il Tar è chiamato per l’appunto a risolvere.

«I risultati dell’indagine – si continua a leggere nella relazione – non consentono di verificare il rispetto dei limiti di campo elettromagnetico previsti dalla legge, né forniscono indicazioni quantitative sulle possibili interferenze in apparecchiature elettromagnetiche, in strutture aeroportuali e in aeromobili».

Proprio per tali ragioni, «la verifica di conformità dell’impianto Muos – si legge ancora nel dettagliato studio – si rende necessario lo sviluppo di una nuova rigorosa procedura di simulazione del campo elettromagnetico irradiato, corredata da una piena e documentata informazione sul codice di simulazione che viene utilizzato, sull’algoritmo alla base di tale codice. In modo analogo si dovrebbero procedere nella valutazione dei possibili effetti elettromagnetici negli aeroporti interessati, in particolare quello di Comiso, e in aeromobili che attraversino il fascio elettromagnetico irradiato dai riflettori parabolici».

In conclusione, il prof. D’Amore rileva come «la non accettazione degli attuali limiti di legge per l’esposizione delle persone ai campi elettromagnetici a radifrequenza, prospettata dai periti del Comune di Niscemi e dal perito di Legambiente in quanto ritenuti non più attendibili perché obsoleti, determinerebbe un vuoto normativo e farebbe venir meno gli oggettivi riferimenti per la verifica di conformità».

Dunque, si tratta di una verifica tecnica dai contenuti di certo importanti soprattutto per il proseguo della lotta che i vari Comitati “No Muos”, l’intera cittadinanza di Niscemi, lo stesso comune nisseno, la Regione Sicilia e Legambiente Sicilia portano avanti da parecchi mesi.

E proprio il responsabile regionale Conservazione Natura di Legambiente Sicilia, Angelo Dimarca, ha dichiarato: «Le conclusioni della verifica tecnica del TAR costituiscono un risultato importantissimo che conferma le ragioni tecniche e scientifiche di quanti si sono opposti e si oppongono alla realizzazione del MUOS per riaffermare la prevalenza di diritti collettivi e costituzionalmente garantiti, dalla protezione della salute dei cittadini alla tutela della riserva naturale della Sughereta di Niscemi. E non ultimo – continua Dimarca – si riafferma il rispetto delle leggi, palesemente disattese da chi nel 2011 ha autorizzato quest’opera in maniera superficiale e senza rispettare norme tecniche e procedure. Abbiamo fatto bene ed avuto ragione a costituirci al TAR nel febbraio 2013 a sostegno del Comune di Niscemi per chiedere l’annullamento delle autorizzazioni rilasciate in precedenza dal Governo Lombardo».

Diventa a questo punto sempre più decisiva l’udienza prevista per il 9 luglio presso il Tar di Palermo, giorno in cui il tribunale amministrativo regionale, dopo diversi rinvii, dovrebbe pronunciarsi sulla sospensione della revoca dei lavori del Muos richiesta dal ministero della Difesa nel ricorso presentato contro la Regione Sicilia.

Giovanni Maria Elia

IL RESPONSO DELLA COMMISSIONE REGIONALE SUL MUOS: LE AUTORIZZAZIONI NON DOVEVANO ESSERE CONCESSE - Considerati gli studi effettuati dall’ARPA, l’istruttoria, la relazione dei Professori Coraddu e Zucchetti, le relazioni integrative e altre documentazioni riguardo all’impatto ambientale del sistema MUOS e prese in esame anche le perizie di parte richieste dal Comune di Niscemi, Legambiente e la consulenza del precedente governo siciliano, gli esperti incaricati dal Tar siciliano a condurre uno studio sull’impatto del MUOS di Niscemi hanno delineato come non fosse possibile rilasciare le autorizzazioni.

L’indagine rileva anche come non siano state prese in considerazione le leggi italiane che regolano l’insediamento di nuovi impianti di comunicazione a radio frequenza nel territorio.

ZUCCHETTI: “LO ABBIAMO SEMPRE SOSTENUTO” – Così il Professore Massimo Zucchetti commenta: Ho letto la relazione. E’ molto positiva perché praticamente in linea con quanto abbiamo sempre sostenuto. Smentisce totalmente la correttezza della procedura che ha portato all’autorizzazione del 2011, che è quindi stata giustamente revocata. Fa rilevare la presenza di elevati valori dei campi elettromagnetici dovuti alle antenne NRTF e propone per il MUOS una procedura di valutazione basata sulla normativa italiana e usando la potenza di progetto, ovvero tutto il contrario da quanto fatto dall’Istituto Superiore della Sanità nella prima bozza della sua relazione, che dovrà quindi essere totalmente rivista e che non doveva essere diffusa anzitempo come invece è avvenuto inopinatamente.

AUTORIZZAZIONI FACILI – Autorizzazioni concesse con troppa facilità presentando atti incompleti e insufficienti, sulla base di relazioni semplicistiche a volte carenti di riscontri tecnici a supporto delle proprie affermazioni. Intanto è atteso un nuovo incontro e confronto per il primo luglio tra gli esperti dell’ISS, a causa delle differenti posizioni assunte in merito agli effetti dell’elettromagnetismo che ricadrebbero attorno all’area imputata.

Giuliana Buzzone