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Niscemi: il Muos è abusivo e resta sotto sequestro. La Cassazione rigetta il ricorso

Pubblicato in Articoli da admin il 18 febbraio 2016

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La Corte ha confermato la tesi della procura secondo cui l’impianto è stato realizzato in un’area di inedificabilità assoluta.

Resta sotto sequestro l’impianto di comunicazioni satellitare militare Muos realizzato dagli Stati Uniti nella riserva del Sughereto di Niscemi (Caltanissetta). Lo si apprende da fonti giudiziarie. E’ l’effetto della decisione della Cassazione che ha rigettato il ricorso dell’avvocatura dello Stato per conto del ministero della Difesa. Rimane vigente l’ordinanza emessa il 1 aprile del 2015 dal gip di Caltagirone, confermata poi dal tribunale per il Riesame di Catania, su richiesta del procuratore Giuseppe Verzera, che ha bloccato la prosecuzione dei lavori per la realizzazione dell’impianto di Telecomunicazione nella base americana per il quale sono indagate otto persone. La Cassazione ha anche condannato il ministero della Difesa al pagamento della spese processuali.

Il procuratore di Caltagirone, Giuseppe Verzera, competente per territorio su Niscemi, ritiene che il sistema di comunicazione del dipartimento della Difesa Usa, Mobile user objective system, il famoso Muos del Sughereto di Niscemi, è sottoposto ai vincoli di rispetto ambientali perché realizzato in un’aerea protetta con inedificabilità assoluta. Tesi condivisa dal Gip Salvatore Ettore Cavallaro che il 1 aprile del 2015 ha disposto il sequestro della struttura. Il provvedimento, che era stato eseguito dal nucleo di polizia giudiziaria della Polizia municipale e dai carabinieri della Procura, era stato confermato il 27 aprile del 2015 dal Tribunale del riesame di Catania, presieduto da Maria Grazia Vagliasindi.

Un sequestro del Muos era stato adottato nell’ottobre del 2012 su richiesta dell’allora procuratore Francesco Paolo Giordano che aveva ritenuto illegittime le autorizzazioni concesse dalla Regione Siciliana, ma era stato poi annullato dal Tribunale del riesame di Catania che invece valutava validi gli atti del governo dell’isola. Ma nel febbraio 2015, il Tar di Palermo, accogliendo il ricorso del Comune di Niscemi, ha annullato tutte le autorizzazioni delle Regione, imponendo il blocco dei lavori. Su questo fronte è ancora pendente un ricorso al Consiglio di giustizia amministrativo di Palermo. Ma per la Procura di Caltagirone è stata la svolta giudiziaria: non si è posto più il problema sulla legittimità delle autorizzazioni, perché non esistono più e quindi, per l’accusa, il “Muos è abusivo”.

Repubblica

Fumarole abusive e tossiche in contrada Bellamagna a Modica

Pubblicato in Articoli da admin il 18 febbraio 2016

Sopralluogo immediato della polizia provinciale che sta indagando. Sprigionate nell´aria sostanze potenzialmente tossiche. Ancora da individuare i responsabili.

E’ stata l’impressionante colonna di fumo nerastro, che sprigionava sostanze potenzialmente tossiche, levatasi alta in cielo e visibile a chilometri di distanza ad allertare la polizia provinciale che ha raggiunto contrada Bellamagna.

In una vasta porzione di area gli agenti hanno scoperto delle immense fumarole abusive che ardevano incontrollate. Il reato è aggravato dal fatto che buona parte della zona, immersa nelle splendide campagne tra Modica e Pozzallo, è protetta da vincolo paesaggistico. Numerosi residenti si erano accorti dell’inquietante fenomeno e stavano per avvisare le forze dell’ordine, ma l’arrivo della polizia provinciale li ha tranquillizzati. I tre agenti di pattuglia hanno sentito alcuni testimoni, procedendo poi all’identificazione di un soggetto intento ad irrigare i campi attigui a quelli dove ardevano le fumarole, per vagliarne posizione e responsabilità in ordine all’accaduto, su cui sono in corso indagini per risalire ai responsabili. Si tratta di persone piuttosto sicure dei fatti loro, dal momento che hanno tranquillamente ammassato cumuli di materiale per i terreni incolti, all’insaputa dei proprietari, in attesa di darvi fuoco come già fatto in precedenza, quando una pesante e densa coltre di fumo maleodorante ha ricoperto l’intera vallata.

I campi sono di fatto stati trasformati in autentiche discariche a cielo aperto di materiale di risulta dalle lavorazioni agricole da pieno campo e serricolo con l’accatastamento, da parte degli ignoti responsabili, di cumuli di ortaggi, in primis carciofi e pomodori andati a male, bocchette di plastica da irrigazione, legacci, plastica dismessa dalle serre ed altro materiale combustibile le cui ceneri, come accennato, risultano potenzialmente tossiche e pericolose per i residenti che respirano l’aria della zona interessata dalle fumarole abusive. I campi risultano disseminati da grosse pile di materiale ancora non dato alle fiamme, insieme ad altri cumuli di materiale inquinante che ancora bruciava alla presenza della polizia provinciale, la quale ha accertato tracce di grossi roghi verificatisi nei giorni precedenti e testimoniate da cataste di materiale e sterpaglia bruciata. Molte pile di materiale di risulta ancora bruciano dall’immediato sottosuolo. E’ dunque probabile che l’intera area possa essere sottoposta a sequestro nell’ambito delle indagini in corso sulla inquietante vicenda.

Antonio Di Raimondo