Ambiente Ibleo - Portale ambientalista del Sud-Est Siciliano

Cannonate dell’Esercito a pochi chilometri dalla Valle dei Templi

Pubblicato in Articoli da admin il 19 maggio 2014

Carri armati ripresi mentre bombardano le acque antistanti il poligono di Drasy, nella riserva di Punta Bianca, ad Agrigento. Gli ambientalisti insorgono

di FABIO RUSSELLO
AGRIGENTO - Si sparano cannonate a una decina di chilometri dalla Valle dei Templi di Agrigento e in una zona che la Regione Siciliana ha individuato come riserva naturale. E che invece l’Esercito italiano e la Nato utilizzano da decenni come poligono di tiro. E’ la servitù militare di Drasy, dove blindati e carri armati svolgono regolarmente esercitazioni militari nonostante i vincoli ambientali. Il video che riprende le cannonate, diffuso dall’associazione ambientalista Mare Amico, che da mesi si sta battendo affinché l’Esercito trovi un altro luogo per le sue esercitazioni, mostra i tiri dei carri armati e i proiettili che finiscono nel mare che la Regione vuole mettere sotto vincolo naturalistico.


Sull’acqua si notano chiaramente gli spruzzi dei proiettili, mentre qualche colpo sparato da due carri armati finisce anche sul terreno. Le ogive rimaste sul terreno, riprese in un secondo video, sono proiettili di metallo lunghi almeno venti centimetri. Le altre sono nel fondo del mare di Punta Bianca e Scoglio Patella, un luogo incantevole che si trova lungo la costa tra Agrigento e Palma di Montechiaro.
“Il nostro obiettivo - dice il responsabile provinciale di Mare Amico Claudio Lombardo - è quello di dire basta con le cannonate e accelerare l’iter per istituire velocemente la riserva naturale di Punta Bianca e Scoglio Patella”.

Fracking e terremoti: riconosciuto collegamento da geologi di stato Usa

Pubblicato in Articoli da admin il 26 aprile 2014
Arriva un’altra conferma ufficiale tra alcuni eventi sismici e l’attività di estrazione di gas e petrolio attraverso la fratturazione idraulica indotta.

Non è la prima volta che il fracking viene indicato come possibile causa di terremoti. L’ipotesi ha superato da tempo i confini di una nicchia ristretta a cui si riconosceva malvolentieri credibilità scientifica. Circa un anno fa gli studiosi di Geology ventilarono la possibilità che i forti terremoti in Okahoma fossero stati causati dall’estrazione di gas naturale realizzata attraverso fratturazione idraulica. Qualche mese dopo seguì l’allarme di Science. Dell’ 11 aprile la notizia del primo collegamento diretto “probabile” tra il fracking e i terremoti, ammesso dai geologi di stato dell’Ohio.
A Youngtown, ai piedi della catena degli Appalachi, si registrarono nel 2012 cinque eventi sismici appena avvertiti dalla popolazione in una regione ritenuta geologicamente stabile. Glenda Besana-Ostman, sismologa dell’ufficio bonifica del Dipartimento degli Interni americano, ha riconosciuto il collegamento, che sarebbe il primo a ricondurre gli eventi sismici dell’Ohio alla fase di estrazione di gas e petrolio e non allo smaltimento delle acque reflue necessarie alla fase di fratturazione.
Lo stato americano ha adottato una regolamentazione particolarmente restrittiva – stando alla media degli altri confederati – circa le concessioni di attività di perforazione. Secondo le nuove condizioni, bisogna installare apparecchiature di controllo sismico presso tutti i siti di perforazione collocati in un raggio di 3 miglia (4,8 km) da un luogo interessato da attività sismica di magnitudo pari ad almeno 2.0. Nel caso in cui tali apparecchiature dovessero registrare un movimento tellurico di magnitudo 1.0 o superiore, le attività vengono interrotte affinché si possa valutare un’eventuale connessione tra l’attività estrattifera e il sisma. Nel caso in cui tale collegamento dovesse essere confermato, l’operazione viene immediatamente interrotta. James Zehringer, Direttore del Dipartimento Risorse naturali dell’Ohio ha spiegato che “se è vero che non possiamo mai essere sicuri al 100% che le attività di perforazione causi un evento sismico, altrettanto vero è che la cautela impone di prendere nuove misure per tutelare l’uomo, la sicurezza e l’ambiente”.

Earth day 2014 Italia: il 22 Aprile tanti eventi per festeggiare la terra

Pubblicato in Articoli da admin il 22 aprile 2014

Nata il 22 aprile del 1970, la Giornata della Terra vuole sottolineare la necessità e l’esigenza di conservare le risorse che la terra offre e coinvolge ben 192 Paesi. Vediamo quali sono i programmi di questa edizione.

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EARTH DAY 2014 ITALIA - La giornata mondiale della terra si tiene ogni anno il 22 Aprile, un mese e un giorno dopo l’equinozio di Primavera. Tantissimi eventi vengono organizzati  per festeggiare questo giorno importante, per sensibilizzare le persone circa uno stile di vita più consapevole e sostenibile nel rispetto dell’ambiente. Nata il 22 aprile del 1970, la Giornata della Terra vuole sottolineare la necessità e l’esigenza di conservare le risorse che la terra offre e coinvolge ben 192 Paesi. Vediamo quali sono i programmi di questa edizione.

LEGGI ANCHE: Per i bambini essere un pò selvatici è necessario

CONCERTO EARTH DAY ITALIA - Earth day 2014 italia I concerti musicali sono gli strumenti privilegiati da Earth Day Italia, lo scorso anno i protagonisti sono stati Fiorella Mannoia e Khaled al teatro della Luna di Milano, quest’anno per la 44ma edizione della Giornata della Terra, la testimonial d’eccezione è Arisa che aprirà il concerto al teatro Arcimboldi di Milano al grido di “Cambiamo clima“. Uno speciale dedicato all’Earth Day Italia con alcuni brani del Concerto per la Terra di Arisa sarà trasmesso su LA7 il 22 aprile intorno alle 12.30.

MOSTRA FOTOGRAFICA EARTH DAY ITALIA – Dal 22 aprile 2014 presso il Maxxi di Roma – Museo per le arti contemporanee del XXI secolo – avrà inizio una mostra fotografica che ospiterà gli scatti di grandi fotografi italiani di fama internazionale e fotografi della rete di Shoot4Change, un progetto fotografico che ogni anno si rinnova, in occasione della Giornata Mondiale della Terra. Un momento in cui la gente si incontrano per mobilitarsi, persone semplici, imprenditori, cittadini, pionieri del cambiamento in armonia con l’ambiente, modelli di ispirazione creativa e poeti dell’innovazione sociale e ambientale.

La mostra sarà inaugurata il 22 aprile alle ore 11 in occasione dell’Earth Day al Maxxidove resterà per l’interna settimana fino al 29 aprile. Dal primo all’11 maggio una selezione della mostra farà tappa sul Gianicolo, a Piazza Garibaldi. Dal 5 giugno la mostra diventerà permanente presso il Centro Elsa Morante, centro culturale della Periferia Romana.

Per sapere se nella vostra città sono state organizzate iniziative per festeggiare la terra, potete leggere tutti gli eventi in questo articolo.

Fonte:http://www.nonsprecare.it/earth-day-2014-italia-22-aprile-eventi

L’incubo del teologo

Pubblicato in Letture da admin il 11 aprile 2014
bertrand“L’eminente teologo dr. Taddeus sognò di morire e andare in paradiso. I suoi
studi lo avevano preparato, e non ebbe alcuna difficoltà a trovare la strada.
Bussò alla porta del paradiso e s’imbatté in uno scrutinio più attento di quanto si
fosse aspettato. “Chiedo il permesso di entrare,” disse, “perché sono stato un
uomo giusto e ho dedicato la mia vita alla gloria di Dio.” “Un uomo?” rispose il
custode, “che cos’è? E come potrebbe una creatura buffa come te promuovere
la gloria di Dio?” Il dr. Taddeus rimase sbalordito. “Non è possibile che non
conosciate l’uomo. Dovete per forza sapere che l’uomo è l’opera più sublime
del Creatore.” “Quanto a ciò,” disse il custode, “mi spiace ferire i vostri
sentimenti, ma quello che voi dite mi giunge del tutto nuovo. Dubito che
chiunque quassù abbia mai sentito parlare di questa cosa che voi chiamate
“uomo”. Comunque, dato che mi sembrate tanto sbalordito, vi concedo la
possibilità di consultare il nostro bibliotecario.” Il bibliotecario, un essere
globulare con mille occhi e una bocca, rivolse alcuni dei suoi sguardi verso il dr.
Taddeus. “Che cos’è questo?” chiese al custode. “Questo,” rispose il custode,
“dice di essere un membro di una specie chiamata “uomo”, che vive in un posto
chiamato “Terra”. Ha questa strana teoria secondo la quale il Creatore nutre
un particolare interesse per questo posto e per questa specie. Ho pensato che
forse ci avresti potuto aiutare a chiarire la faccenda.” “Dunque,” disse
gentilmente il bibliotecario al teologo, “forse mi potrete dire dove si trova
questo posto che chiamate Terra.” “Oh sì,” disse il teologo, “fa parte del Sistema
Solare.” “E che cos’è il Sistema solare?” chiese il bibliotecario. “Oh,” disse il
teologo piuttosto sconcertato, “io mi occupavo del Sapere Sacro, e la
domanda che mi avete fatto appartiene al sapere profano. Comunque, ne ho
imparato abbastanza dai miei amici astronomi per sapere che il Sistema
Solare fa parte della Via Lattea.”
“E che cos’è la Via Lattea?” chiese il bibliotecario. “Oh, la Via Lattea è una
delle Galassie, le quali, mi hanno detto, sono qualche centinaia di milioni.”
“Appunto, appunto,” disse il bibliotecario, “non potete certo aspettarvi che me ne
ricordi una fra tante. Ma mi ricordo di aver udito la parola “galassia” prima.
Infatti, penso che ci sia uno dei nostri sotto-bibliotecari che sia specializzato in
galassie. Andiamo a cercarlo per vedere se ci può aiutare.” Dopo non molto
tempo, il sotto-bibliotecario galattico fece la sua comparsa. Aveva la forma di
dodecaedro. Era evidente che la sua superficie un tempo era stata luminosa,
ma la polvere degli scaffali l’aveva resa fine e opaca. Il bibliotecario gli spiegò
che il dr. Taddeus, nel tentativo di illustrare le sue origini, aveva
menzionato le galassie, e si sperava che si potesse ricavare qualche informazione
dalla sua specifica sezione della biblioteca. “Bene,” disse il
sotto-bibliotecario, “suppongo che avendo del tempo sarebbe possibile
avere qualche informazione, ma dato che ci sono cento milioni di galassie, e
ognuna di esse ha un suo volume, ce ne vuole parecchio per trovarne una
precisa. Qual è quella che questa strana molecola desidera che io trovi?” “È
quella della galassia denominata Via Lattea”, rispose esitante il dr. Taddeus.
“Va bene,” disse il sotto-bibliotecario, “se posso la troverò.”
Bertrand Russel

Salviamo la Fornace Penna

Pubblicato in Comunicati Stampa da admin il 28 gennaio 2014

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Sabato 1 Febbraio il M5S invita tutta la società iblea ad un presidio di difesa del nostro territorio insieme ai parlamentari a 5Stelle Nicola Morra, Marialucia Lorefice, Maria Marzana. non permetteremo che le trivellazioni violentino la nostra terra, non una goccia di “sangue nero” distruggerà il nostro ambiente. Non permetteremo che ciò accada. La Fornace Penna di contrada Pisciotto a Sampieri va recuperata e destinata ad un utilizzo pubblico, come una scuola, un museo o quello che i cittadini e le amministrazioni locali riterranno più opportuno.

La Società Irminio Srl torna alla carica e chiede di poter esplorare alcuni pozzi tra la foce dell’Irminio e l’ex stabilimento Fornace Penna di Sampieri. La riduzione delle royalties del governo Crocetta – dal 20% al 13% – è lo specchietto per le allodole: ed ecco nuove richieste da parte di una Società che ha già uno stabilimento estrattivo in un’area naturalistica che è stata messa a dura prova. Pensate all’estate, al mare, al Pisciotto, allo stanco ma indomito Stabilimento bruciato che si erge di fronte al mare, simbolo della cultura iblea. Quanti sorrisi, quanti amori, quante giornate indimenticabili abbiamo vissuto su quella spiaggia, su quegli scogli; quanti pensieri volti a quella struttura, a cosa potesse ospitare se restaurata.

Domani tutto ciò potrebbe essere solo un bel ricordo, perchè investitori americani vogliono trovare il petrolio sotto il Pisciotto. Cosa diremo ai nostri figli, ai turisti in visita al Pisciotto, agli agricoltori e a chi vive luoghi naturalistici meravigliosi dinnanzi a recinzioni, camion in continuo transito, perdite di sostanze chimiche o petrolifere, esplosioni necessarie alla ricerca e mille altri disagi che l’attività esplorativa ed estrattiva porta in dote? Il silenzio delle amministrazioni locali rischia di essere l’ennesima prova di quanto la classe politica iblea sia totalmente avulsa dalla realtà, senza alcun progetto serio di sviluppo turistico, supina agli interessi di investitori stranieri che hanno a cuore solo il profitto. Non abbiamo alcun bisogno di sciacalli a “stelle e strisce”, gli stessi che vorrebbero imporci il Muos oltre alla devastazione petrolifera. Noi viviamo di turismo, di commercio, di agricoltura, viviamo di ambiente e cultura. La ex Provincia di Ragusa è tra le più dinamiche in tema di fonti rinnovabili, con migliaia di impianti fotovoltaici installati negli ultimi anni. L’energia rinnovabile è l’unica compatibile al nostro territorio, perchè rispetta l’ambiente ed è distribuita tra cittadini ed aziende. Il nostro “oro nero” è il cioccolato, non il petrolio.

Permettere un ulteriore sviluppo di attività esplorative ed estrattive pone un’ipoteca enorme, non solo sull’ambiente con un altissimo rischio di incidenti e un’evidente incompatibilità con le attività turistiche, ma alla stessa vita democratica di questo territorio che gli enormi fondi esteri potrebbero “alterare” a proprio favore, nel presente e nel futuro. Il Pisciotto e la Fornace Penna sono patrimonio di questa terra e simbolo unico degli iblei. L’indegno stato di abbandono in cui si trovano questi luoghi, l’immobilismo che per anni ha pregiudicato la stabilità della struttura, sono il migliore invito per certa gente a perseguire obiettivi estranei all’economia siciliana e al bene dei cittadini. Il M5S chiede a tutti i sindaci della Provincia di mobilitarsi in difesa del territorio e dei beni culturali, facendo sentire la propria voce sia dal punto di vista amministrativo che della scelta politica verso un’economia della sostenibilità. Il M5S chiede a tutti i cittadini iblei, alle associazioni, ai gruppi di cittadini, ai residenti delle aree interessate dalle esplorazioni, di mobilitarsi immediatamentedando un segnale forte a chi vorrebbe sciacallare la nostra terra e il nostro futuro.

Mous, chi fermerà tutto questo?

Pubblicato in Articoli da admin il 18 ottobre 2013

Chi può fermare tutto questo?

Chi è in grado di mettersi seriamente in gioco con coraggio per contrapporsi alla realizzazione di un’opera ritenuta socialmente pericolosa e a quanto pare inarrestabile? La politica nostrana? No di certo. I nostri politicanti, hanno già ammainato la bandiera della “finta resistenza” da un bel pò. Ignavia e mancanza di credibilità, li stanno relegando ai margini della discussione e della trattativa, proni alle decisioni già prese,ab illo tempore,nei palazzi romani.

“E tanto tuonò che non cadde nemmeno una goccia” Presidente Crocetta, che sia stata in grado di spegnere il “fuoco” elettromagnetico che sta invadendo il niscemese. Lo scrittore e giornalista Pietrangelo Buttafuoco in diretta Tv l’ha definita“il peggior Presidente che la Sicilia abbia mai avuto”. Mentre i sindaci locali fanno quello che possono. Limitati a lanciare slogan o firmare protocolli d’intesa anti adesione all’installazione e uso di tecnologia militare sofisticata nel loro territorio. Ma si sa, le decisioni le prendono le diplomazie, a testimonianza che la battaglia è impari e il risultato scontato.

Le mostruose imponenti parabole (due sono attive, e una è di riserva) e le altrettanto portentose antenne (una attiva e una di riserva) che nella Sughereta puntano dritte verso il cielo,pongono due inquietanti interrogativi.
Il primo, il confermato inquinamento elettromagnetico oltre la soglia della tollerabilità vigente, il secondo, le ricadute che tutto ciò produrrà nel tempo nelle generazioni presenti e future e sull’ambiente nel raggio di alcuni chilometri di distanza dalla stazione.

Compound tecnologici creati dall’’ingegneria umana di difficile comprensione, correlati da politiche poco trasparenti e rassicuranti come quelle fornite dall’Istituto Superiore della Sanità che omette di redigere un rapporto completo e dettagliato rispondente alle richieste di trasparenza e completezza dei dati,avanzate dal mondo scientifico e accademico.

Il Mobile User Objective System (MUOS) allocato presso l’esistente Naval Radio TransmitterFacility (NRTF) di Niscemi, quest’ultima stazione già in funzione dal 1991 con ben 41 antenne ad alta frequenza (di attive, sarebbero, solo poco più della metà), entrerà a pieno regime entro il 2015. Servirà a pilotare i droni (aerei senza pilota) a monitorare e indirizzare le attività dei sottomarini,addirittura, ad individuare un soldato americano ferito in mezzo alla giungla, rintanato in una grotta. Tecnologia sofisticatissima in grado di garantire alla marina militare statunitense un coordinamento geostazionario estremamente analitico di tutti i sistemi militari avanzati statunitensi sparpagliati nel Pianeta: dalle Hawaii, all’Australia.

Da qui nasce spontanea l’angoscia della popolazione residente, a ragion veduta,fortemente preoccupata delle conseguenze nocive che questi potenti marchingegni tecnologici,sono in grado di sprigionare nel comprensorio. Dal canto loro gli americani da tempo confermano con fermezza la volontà di non spostarsi dalla Sughereta. Potremmo dire, scomodando le “Metamorfosi” di Ovidio: “Ho, or ora, posto termine ad un’opera, che né l’ira di Giove, né il fuoco, né il ferro, né il tempo che divora, potranno annientare”. Della serie: sono cavoli vostri, qui sono, qui resto.

Chi invece si sta concretamente battendo per contrapporsi alla realizzazione dell’opera sono gli indomiti attivisti del Movimenti No Muos Sicilia e No Muos Mamme di Niscemi e Giuseppe Maida che si sono battuti e ottenuto “l’istituzione di una commissione d’inchiesta” volta a chiarire con quale criterio si sia arrivati all’approvazione e autorizzazione del progetto Muos, e le eventuali responsabilità politiche. Commissione, che proprio sulla scorta delle pressioni esercitate dai NoMuos,è stata istituita di recente, ma che invece di affrontare la delicata questione  nel dibattito del Consiglio Comunale, sede deputata e idonea per affrontare un tema così rilevante, ha preferito una riunione“inter nos”, della quale hanno fatto parte, si legge in un recente documento pubblico del Movimento, “un gruppo di consiglieri che fanno capo, in grande maggioranza, proprio ai partiti che hanno voluto o tollerato l’approvazione del progetto MUOS“.

Sorpresa nella sorpresa, dalla Commissione sarebbero stati esclusi “gli unici consiglieri –si legge- che già in tempi non sospetti e lontani dalle telecamere, si sono battuti da cittadini in mezzo a cittadini”. Scorgendo, invece, il documento ufficiale “Analisi dei Rischi” redatto nel 2011 dal prof. dottor Massimo Zucchetti, Professore Ordinario di Impianti Nucleari, cattedra di “Protezione dalle Radiazioni” al Politecnico di Torino, si nota come l’illustre docente avverta dei potenziali pericoli della stazione di telecomunicazioni Muos, soprattutto alla luce dei dati tecnici richiesti, a suo avviso “ incompleti” forniti dall’ Istituto Superiore della Sanità.

I rischi sono inquietanti: irraggiamento diretto, pericolo di incidenti dovuti a interferenze elettromagnetiche, danni ambientali che le emissioni possono provocare nell’area circostante la Sughereta. Le conclusioni –si legge- evidenziano gravi rischi per la popolazione residente, tanto da impedirne la realizzazione per tutte le problematiche sociali e ambientali che, a lungo termine, la realizzazione del stazione MUOS comporta. “Dategli tempo” ha asserito il professor Zucchetti, commentando certe imprecisioni giornalistiche, riportate in un quotidiano nazionale, in cui sottolineava come le leggi americane in fatto di emissioni siano molto più tolleranti rispetto all’Italia.

di Giannino Ruzza

Fukushima, rischio nucleare mondiale. “Emisfero Nord da evacuare”

Pubblicato in Articoli da admin il 22 settembre 2013

Era tutto vero: il pericolo Fukushima comincia solo adesso e il Giappone non sa come affrontarlo. Le autorità hanno finora mentito, ai giapponesi e al mondo intero: Fukushima era una struttura a rischio, degradata dall’incuria. Un impianto che andava chiuso molti anni fa, ben prima del disastro nucleare del marzo 2011. Da allora, la situazione non è mai stata sotto controllo: la centrale non ha smesso di emettere radiazioni letali. Tokyo finalmente ammette che, da mesi, si sta inquinando il mare con sversamenti continui di acqua radioattiva, utilizzata per tentare di raffreddare l’impianto. Ma il peggio è che nessuno sa esattamente in che stato siano i reattori collassati: si teme addirittura una imminente “liquefazione” del suolo. L’operazione più pericolosa comincerà a novembre, quando sarà avviata la rimozione di 400 tonnellate di combustibile nucleare. Operazione mai tentata prima su questa scala, avverte la “Reuters”: si tratta di contenere radiazioni equivalenti a 14.000 volte la bomba atomica di Hiroshima. Enormità: bonificare Fukushima – ammesso che ci si riesca – richiederà 11 miliardi di dollari. Se tutto va bene, ci vorranno 40 anni.

Gli scienziati non hanno idea del vero stato dei nuclei dei reattori, riassume il “Washington’s Blog” in un lungo reportage tradotto da “Megachip”: le radiazioni potrebbero investire la Corea, la Cina e la costa occidentale del Nord America. Perché il peggio deve ancora arrivare: gli stessi tecnici incapaci, che hanno prima nascosto l’allarme e poi sbagliato tutte le procedure di emergenza, ora «stanno probabilmente per causare un problema molto più grande». Letteralmente: «La più grande minaccia a breve termine per l’umanità proviene dai bacini del combustibile di Fukushima: se uno dei bacini crollasse o si incendiasse, questo potrebbe avere gravi effetti negativi non solo sul Giappone, ma sul resto del mondo». Se anche solo una delle piscine di stoccaggio dovesse crollare, avvertono l’esperto nucleare Arnie Gundersen e il medico Helen Caldicott, non resterebbe che «evacuare l’emisfero nord della Terra e spostarsi tutti a sud dell’equatore». Un allarme di così vasta portata, che disorienta anche gli esperti più prudenti. Come Akio Matsumura, già consulente Onu, secondo cui la rimozione dei materiali radioattivi dai bacini del combustibile di Fukushima è «una questione di sopravvivenza umana».

Migliaia di lavoratori e una piccola flotta di gru, riferisce il “New York Times”, si preparano a «evitare un disastro ambientale ancora più profondo, che ha già reso la Cina e gli altri paesi vicini sempre più preoccupati». Obiettivo, neutralizzare le oltre 1.300 barre di combustibile esaurito dall’edificio del reattore 4. E’ come sfilare sigarette da un pacchetto accartocciato, avverte Gundersen: basta che due barre si urtino, e c’è il rischio che rilascino cesio radioattivo, xenon e kripton. «Ho il sospetto che nei prossimi mesi di novembre, dicembre e gennaio, sentiremo che l’edificio è stato evacuato, che hanno rotto una barra di combustibile, e che la barra di combustibile sta emettendo dei gas. Ritengo che le griglie si siano contorte, il combustibile si sia surriscaldato e il bacino sia giunto a ebollizione: la conseguenza naturale è che sia probabile che una parte del combustibile rimarrà incastrata lì per un lungo, lungo periodo». Le griglie sono contorte per effetto del terremoto, che ha fatto collassare il tetto proprio sopra il deposito nucleare.

«Le conseguenze – conferma il “Japan Times” – potrebbero essere di gran lunga più gravi di qualsiasi incidente nucleare che il mondo abbia mai visto: se una barra di combustibile cadesse, si rompesse o si impigliasse mentre viene rimossa, i possibili peggiori scenari includono una grande esplosione, una fusione nel bacino o un grande incendio. Ognuna di queste situazioni potrebbe portare a massicci rilasci di radionuclidi mortali nell’atmosfera, mettendo in grave rischio gran parte del Giappone – compresi Tokyo e Yokohama – e anche i paesi vicini». Secondo la “Cnbc”, il pericolo maggiore riguarda il possibile sversamento di acqua in uno dei bacini, che potrebbe incendiare il combustibile. «Un enorme incendio del combustibile esaurito – dichiara alla “Cnn” il consulente nucleare Mycle Schneider – probabilmente farebbe apparire poca cosa le attuali dimensioni della catastrofe, e potrebbe superare le emissioni di radioattività di Chernobyl di decine di volte». Una sorta di apocalisse: «Le pareti della piscina potrebbero avere perdite al di là della capacità di fornire acqua di raffreddamento, o un edificio del reattore potrebbe crollare in seguito una delle centinaia di scosse di assestamento. Poi, il rivestimento del combustibile potrebbe incendiarsi spontaneamente emettendo il suo intero accumulo radioattivo».

Sarebbe il più grave disastro radiologico mai visto fino ad oggi, conferma Antony Froggatt nel suo “World Nuclear Industry Status Report 2013”, redatto con Schneider. E per Gundersen, direttore di “Fairewinds Energy Education”, l’operazione si prospetta «piena di pericoli», e la verità è che «nessuno sa quanto male potrebbero andare le cose». Ciascun assemblaggio di barre combustibili pesa 300 chili e misura 4 metri e mezzo. Gli assemblaggi da rimuovere sono 1.331, informa Yoshikazu Nagai della Tepco, più altri 202 stoccati nel bacino: le barre di combustibile esaurito inoltre contengono plutonio, una delle sostanze più tossiche dell’universo, che si forma durante le ultime fasi del funzionamento di un reattore. «Il problema di una criticità che colpisca il bacino del combustibile è che non la si può fermare, non ci sono barre di controllo per gestirla», sostiene Gundersen. «Il sistema di raffreddamento del bacino del combustibile esaurito è stato progettato solo per rimuovere il calore di decadimento, non il calore derivante da una reazione nucleare in corso».

Le barre sono rese ancora più vulnerabili agli incendi nel caso debbano essere esposte all’aria. Il quadro è estremamente precario: l’operazione si svolgerà sott’acqua, in un bacino all’interno di un edificio lesionato, che la Tepco ha già puntellato. «La rimozione delle barre dal bacino è un compito delicato», testimonia Toshio Kimura, ex tecnico della Tepco, al lavoro a Fukushima per 11 anni. «In precedenza era un processo controllato dal computer che memorizzava al millimetro le posizioni esatte delle barre, ma ora non se ne può più disporre: il processo deve essere fatto manualmente, quindi c’è un alto rischio che si possa far cadere e rompere qualcuna delle barre di combustibile». In più, la situazione è assolutamente instabile. Secondo Richard Tanter, esperto nucleare dell’università di Melbourne, il reattore 4 di Fukushima «sta affondando». Lo conferma l’ex premier giapponese Naoto Kan: sotto il grande deposito di combustibile atomico, il terreno è già spofondato di circa 31 centimetri.

Per tentare di stabilizzarlo e isolarlo dall’acqua, la Tepco sta considerando la possibilità di congelare il suolo attorno all’impianto. Essenzialmente, riferisce “Nbc News”, si tratta di costruire un muro sotterraneo di ghiaccio lungo un miglio, cosa che non è mai stata tentata prima: in pratica, stanno cercando di arrampicarsi sugli specchi perché non sanno come risolvere il problema. «Un altro errore che venisse fatto dalla Tepco potrebbe avere conseguenze perfino esiziali, per il Giappone», sottolinea “Japan Focus” puntando il dito contro l’azienda elettrica responsabile del disastro. La Tepco ha infatti taciuto la verità sul degrado dell’impianto prima ancora del sisma, poi ha sbagliato tutto il possibile. Il governo di Tokyo ha concluso che il disastro ha avuto “cause umane”, ed è stato provocato da una “collusione” tra il governo stesso e la Tepco, oltre che da una cattiva progettazione del reattore. Già all’indomani della tragedia, «la Tepco sapeva che 3 reattori nucleari avevano perso capacità contenitiva, che ilcombustibile nucleare era “scomparso”, e che non vi era di fatto alcun vero contenimento».

L’azienda, ricorda il “Washington’s Blog” ha cercato disperatamente di coprire la verità per due anni e mezzo, «fingendo che i reattori fossero in fase di “spegnimento a freddo”», e solo ora ha ammesso che da due anni sta rilasciando enormi quantità di acqua radioattiva che, attraverso le falde sotterranee, si riversano nell’Oceano Pacifico. La dimensione del pericolo lascia sgomenti: nessuno, al mondo, è preparato a fronteggiare una catastrofe come quella evocata dai tecnici più pessimisti. Ma l’aspetto più sinistro, forse, è proprio quello che riguarda l’informazione e l’assoluta mancanza di trasparenza: la verità è stata negata dai tecnici, minimizzata dai politici, oscurata dai media. Molti blogger hanno incessantemente rilanciato l’allarme, fino alla notizia – qualche mese fa – degli sversamenti radioattivi in mare. Solo ora – di fronte all’impossibilità di continuare a negare, alla vigilia della pericolosissima operazione di bonifica – si giunge ad ammettere tutto. Colpisce l’appello di Mitsuhei Murata, ex ambasciatore giapponese in Svizzera, che chiede che il Giappone rinunci ad ospitare a Tokyo le Olimpiadi 2020, perché non potrebbe garantire la sicurezza degli atleti. Così, il Sol Levante tramonta nella vergogna.

[Fonte Articolo, http://www.libreidee.org]

Frutta e verdura mutante dopo il disastro di Fukushima: le foto

Un sito web sudcoreano ha rivelato le foto di verdura mutanti dal Giappone. Dicono che è accaduto a causa del disastro nucleare di Fukushima.
Anguria

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Melanzane
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un fiore
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Patate
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Pomodoro
pomodoro di fukushima

Giglio
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Girasoli
Girasoli fukushima

Patate
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Fragola
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Patata dolce
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Arance
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Fragole
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Melanzane e pomodori
Melanzane e pomodori di fukushima

Girasoli
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Fungo
Fungo fukushima

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Cavolo
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Cavolo
cavolo fukushima

Fonte: http://simplepimple.com/2013/07/the-fukushima-nuclear-disaster-has-resulted-in-some-pretty-weird-plant-hybrids-35-pictures/

I Sopravvissuti

Pubblicato in Pubblica Evidenza da admin il 22 settembre 2013
I Sopravvisuti

I Sopravvisuti

Lunedì 8 Luglio Codigoro (FE), se non ricordo male la data, è stata una giornata particolarmente pesante (zona agricola ci hanno sempre dato forte fin dagli inizi), cominciano i passaggi di aerei (a occhio e croce 3-4 che battono i comuni del ferrarese) fin dalle solite 6 del mattino, ma stavolta hanno proseguito fino a sera, quando tra le 18 e le 19 erano visibili contemporaneamente 30-40 scie e gli aerei ancora giravano

Presa la bici e direttomi in piazza non ce l’ho fatta a resistere di fronte allo scempio così ho iniziato a gridare ai passanti di guardare in alto e dirmi di cosa si trattava!

Le reazioni:

-un mio coetaneo che portava il bimbo piccolo sulla bici “a me non me ne frega niente”

-una donna è fuggita in bicicletta “non mi interessa non lo voglio sapere”

-un uomo sui 35-40 seduto al bar davanti al comune “bhè è la ‘meteorologia’” (ovvio no?)

-un mio conoscente al bar “sono gli aerei, fanno così non lo sapevi che c’è di strano?” mentre alcuni ragazzi mi deridevano stupiti

-un ragazzo sceso dall’auto “sono le scie chimiche”

-un anziano “a volte le fanno anche rosse e verdi”

solo 2 ragazzi si sono fermati a riflettere alcuni secondi guardando perplessi e uno ha detto “hai ragione, bravo! non è normale!”

Bhè ho fatto la figura dello scemo sfigato paranoico allucinato di fronte a mezzo paese, ma ho potuto vedere che almeno un essere umano su 20.000 non è uno zombi lobotomizzato, così sono tornato a casa soddisfatto.

Da allora non hanno più volato di giorno, ma vedo che di notte girano continuamente parecchi aerei a quota piuttosto bassa… impossibile vedere se lasciano la scia…..

Alza gli occhi al cielo e dimmi cosa vedi

mappa

Giappone: da oggi senza energia nucleare

Pubblicato in Articoli da admin il 16 settembre 2013

TOKYO - Oggi il Giappone è investito da un tifone ma per gli oppositori dell’energia nucleare è una bella giornata: il Sol levante non ha più reattori atomici in attività. L’ultimo impianto funzionante _ il reattore numero 4 della centrale di Oi gestita dalla Kansai Electric Power _ è stato fermato per attività di manutenzione ordinaria.

Quasi tutti i 50 reattori del Paese _ che fornivano circa il 30% delle necessità energetiche _erano stati bloccati dopo l’incidente ….

Dal nostro corrispondente Stefano Carrer - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/Zgqj4

Fukushima apocalisse planetaria

Pubblicato in Articoli da admin il 14 settembre 2013

fukushima

Fonte: http://informare.over-blog.it/m/article-119922424.html

Fukushima-Daiichi-Nuclear-Plant

Seguono sotto:

- Fukushima: una bomba radioattiva fuori controllo!

- LA TEPCO AMMETTE DI AVER DELIBERATAMENTE UTILIZZATO RILEVATORI DI RADIAZIONI CHE FORNISCONO DATI INFERIORI ALLA REALTÀ: LE EMISSIONI RADIOATTIVE SONO STATE BEN PIÙ ALTE DI QUANTO DICHIARATO

- Fukushima, la Tepco ha perso il controllo della situazione. Il Giappone chiede aiuto al mondo

- Torna l’incubo Fukushima, altri 350 serbatoi d’acqua radioattiva sono a rischio perdite

- 5 mila tonnellate di acqua radioattiva sotto la centrale nucleare di Fukushima

- Non vi immagineresti cosa sta accadendo a Fukushima ora

- Uranio impoverito, il business segreto della regina Elisabetta.

Un sentito ringraziamento alla scienza che, impostasi come indiscutibile faro dell’umanità per il suo progresso e la sua salvaguardia, abusa del suo potere per dedicarsi al controllo sulle masse, tramite nanotecnologia, la manipolazione genetica e del clima. Al servizio del profitto delle imprese (soprattutto di Big Pharma) e dei deliri di onnipotenza dei governi, ha venduto la sua etica e morale ed ora distrugge il pianeta senza premurarsi di porre vagamente un rimedio. E siamo qui a menarcela sulle questioni economiche mentre sono state poste le basi per la devastazione del creato per milioni di anni. I pochi scienziati che denunciano le nefandezze di una

scienza depravata, purtroppo rischiano la vita, sciacciati da una macchina ormai fuori controllo. Come accade in Brasile, solo per citare un “piccolo” e recente esempio.

Un sentito ringraziamento anche al Nobel per la Pace Obama che non trova di meglio che trascinare l’umanità nella Terza Guerra Mondiale e verso la distruzione planetaria.

Barbara

Fukushima: acqua contaminata e pesce radioattivo fino in Italia!

A poco piu’ di due anni dal sisma la TEPCO la società giapponese che gestisce la centrale nucleare di Fukushima ammette che la situazione è gravissima e che le conseguenze non riguardano piu’ solo il Giappone ma l’interno globo. Una notevole quantità di radiazioni si sta riversando nell’oceano pacifico

con conseguenze devastanti per l’habitat naturale ma anche per il pesce che arriva nelle nostre tavole. A diramare l’allarme è Shinji Kinjo, direttore di una task force dell’Autorità di regolamentazione nucleare. “Abbiamo una situazione di emergenza”, ha aggiunto.

Il livello di radiazioni nei pressi di tre serbatoi contenenti acqua contaminata nella centrale giapponese di Fukushima e’ 18 volte piu’ alto rispetto al 22 agosto, ovvero 1.800 millisievert all’ora. Lo ha reso noto l’operatore Tepco, a due anni e mezzo dall’incidente causato dallo tsunami del marzo 2011. Il nuovo livello di radioattivita’ e’ in grado di uccidere una persona esposta nel giro di quattro ore. Il 22 agosto il livello nella stessa area era di 100 millisievert/ora e la Tepco non esclude che l’aumento sia dovuto a infiltrazioni di acqua contaminata.

La legge giapponese fissa la soglia massima di esposizione a 50 millisievert/ora per i lavoratori delle centrali. Ad agosto era stato reso noto che un serbatoio aveva una perdita e l’agenzia per la sicurezza nucleare aveva poi elevato la gravita’ dell’incidente dal livello 1 (anomalia) al livello 3 (incidente grave). L’incidente seguito al sisma e allo tsunami dell’11 marzo 2011 provoco’ la fusione delle barre di carburante in tre reattori e la contaminazione radioattiva dell’aria, del terreno e dell’acqua, imponendo l’evacuazione di 160.000 persone. Intanto un milione di giapponesi hanno preso parte a una gigantesca esercitazione per simulare un terremoto di magnitudo 9,1 e verificare la prontezza dei servizi d’emergenza. Dal 1960 ogni anno nel Sol Levante si celebra la Giornata nazionale per la prevenzione dei disastri per commemorare il terremoto del 1923 che fece 100.000 morti. A due anni dal terribile sisma e tsunami del 2011, che produsse anche l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima, il governo nipponico ha aggiornato le stime per il caso di un terremoto di magnitudo superiore ai 9 gradi, previsto entro 30 anni, che potrebbe causare fino a 320.000 morti. Anche il premier Shinzo Abe ha partecipato all’esercitazione simulando una riunione d’emergenza del suo gabinetto.

Da Affari italiani

Fukushima: una bomba radioattiva fuori controllo!

GIAPPONE-Le perdite di acqua radioattiva nella centrale nucleare giapponese di “Fukushima-1? sono fuori controllo, ha detto il vice presidente della commissione per l’energia atomica del Giappone Tatsujiro Suzuki.

In precedenza il governo giapponese aveva annunciato investimenti per circa 500 milioni di dollari per la costruzione di un blocco di ghiaccio intorno ai reattori nucleari. Secondo Suzuki, una parete di ghiaccio sotto il reattore danneggiatopotrebbe fermare temporaneamente la fuoriuscita di acqua contaminata nel terreno, anche se non sarà facile per il futuro trovare una soluzione duratura.

Fonte: Irib

Lo sai

LA TEPCO AMMETTE DI AVER DELIBERATAMENTE UTILIZZATO RILEVATORI DI RADIAZIONI CHE FORNISCONO DATI INFERIORI ALLA REALTÀ: LE EMISSIONI RADIOATTIVE SONO STATE BEN PIÙ ALTE DI QUANTO DICHIARATO

Data: Giovedì, 05 settembre

DI MIKE ADAMS

naturalnews.com

Dall’impianto nucleare di Fukushima-Daiichi, non escono solo radiazioni. Ogni settimana sembra venir fuori un altro pezzo di verità che finora era stata deliberatamente occultata al mondo. Ieri la TEPCO ha finalmente ammesso di aver fornito dati sulle radiazioni avvenute del 20 % inferiori ai dati reali.

Ma il punto cruciale qui è capire come la TEPCO abbia potuto fornire questi dati ingannevoli fin dall’incidente del 2011. Pare che (si legga sotto) la TEPCO abbia volutamente utilizzato dei rilevatori di radiazioni calibrati al ‘ribasso’ (es.: che non superano mai i 100 mSv). Quando questi rilevatori raggiungono il massimo dei limiti radioattivi rilevati, invece di passare ad utilizzare congegni a più largo raggio di rilevazione, continuano a segnalare sempre il loro livelli massimi, facendoli passare per dati “reali” di esposizione.

Cosa??? Già, proprio così. Siamo seri. Ed ecco come lo abbiamo scoperto.

EMISSIONI RADIOATTIVE 18 VOLTE PIÙ ALTE DI QUELLE DICHIARATE IN PRECEDENZA

Secondo un comunicato stampa della TEPCO riportato da Bloomberg Japan (1), “TEPCO ha dichiarato di aver rilevato un’altissima concentrazione radioattiva di 1800 mSv l’ora nella zona periferica del serbatoio”.

Si trattava di acqua altamente radioattiva che fuoriusciva dagli ormai noti “serbatoi di stoccaggio”, serbatoi che, in primo luogo, non sono mai stati progettati per fungere da stoccaggio a lungo termine. In precedenza, la TEPCO dichiarò che questi serbatoi registravano una radiazione di soli 100 mSv all’ora, occultando praticamente il 95% dell’effettivo livello di radiazione. (2)

E anche qui, stessa storia:

A proposito del livello orario di radiazioni di 1800 mSv, il Prof. Ito Tetsuo, della Kinki University (Biologia delle Radiazioni) ha affermato che: “Se una persona viene esposta a simili livelli per ore, possiamo parlare di una sola cosa, e si chiama morte. Il 100% delle persone esposte a livelli del genere moriranno entro 30 giorni”.

Anche la BBC sta seguendo la vicenda, in caso si voglia sentire la notizia in inglese, ecco il link BBC (3) :

“Le autorità giapponesi hanno avvertito che i livelli di radiazione intorno all’impianto nucleare di Fukushima sono 18 volte più elevati di quanto si pensasse. Si viene ora a sapere che i livelli radioattivi rilevati sabato scorso nelle vicinanze del serbatoio di stoccaggio in questione, erano tali da essere letali dopo solo quattro ore di esposizione.”

“I nuovi dati avranno conseguenze dirette sulle dosi radioattive a cui sono stati esposti gli addetti dell’impianto che la settimana scorsa sono stati lì continuativamente, tentando di contenere la perdita (servizio da Tokyo di Rupert Wingfield-Hayes della BBC).”

E si tratta comunque di una minimizzazione: il termine “conseguenze dirette” vuol dire che quei tecnici sono già praticamente morti.

COME SI È PASSATI DA 100 MSV A 1800 MSV? E’ CHE ALLA FINE HANNO INIZIATO AD UTILIZZARE UN DIVERSO RILEVATORE DI RADIAZIONI.

Quindi, esattamente, come ha fatto la TEPCO a rilevare fino a poco fa solo 100mSv e poi all’improvviso dichiara 1800 mSv l’ora?

Non ci crederete quando ve lo diremo: utilizzavano un rilevatore di radiazioni calibrato per un massimo di 100mSv.

Con la stessa logica potrò brevettare a breve la “miracolosa dieta Fukushima (4)”, una dieta che prevede una bilancia in grado di pesare al massimo 60 kg. Quando la usi, il tuo peso non ha alcuna importanza: la bilancia segnerà al massimo 60 kg. Miracolo della dieta Tepco…

In altre parole, alla TEPCO, le misurazioni sono state eseguite con rilevatori di radiazioni (5) progettati in modo tale da non essere in grado di misurare l’intera gamma di radiazioni presenti nell’ambiente. Il livello di radiazione segnalato, quindi, corrispondeva al limite massimo misurabile dai quei rilevatori a ‘bassa frequenza’.

Tutto questo è talmente disonesto da sfociare nel crimine. Non solo quelli della TEPCO (6) sono ricorsi a un giochetto di prestigio utilizzando dei rilevatori a ‘corto raggio’, ingannando così il mondo intero, ma hanno anche mentito con il “max 100 mSv” per stabilire il tempo massimo di esposizione consentita ai tecnici impegnati nell’intervento di emergenza.

??Risulta infatti che i calcoli effettuati hanno un margine di errore di ben 18 volte. Questo significa che tutti gli addetti dell’impianto che hanno lavorato in quell’area negli ultimi giorni sono stati esposti a radiazioni del 1800% superiori a quanto gli era stato detto.

COLTI IN FLAGRANTE NEL GIOCHETTO DEL ‘RIBASSO’

E’ inconcepibile che la maggiore società di impianti nucleari del paese non sia dotata di rilevatori di radiazione in grado di misurare 1800 mSv all’ora. Quest’ ingannevole strategia di dichiarare emissioni inferiori è palesemente intenzionale. Fa parte di una deliberata volontà della TEPCO di mentire al Giappone, ai propri dipendenti e al mondo intero sulla reale portata del disastro nucleare verificatosi a Fukushima.

Ed è stato un approccio che la TEPCO ha seguito fin dal primo giorno dell’incidente: MENTIRE!

Va ricordato che la TEPCO era anche dietro quella bizzarra propaganda governativa in stile lavaggio-del-cervello (7) che andava diffondendo tra la gente la notizia che per diventare immuni alle radiazioni bastava bere molta birra e ridere tanto.

Abbiamo anche saputo da notizie diffuse nel 2011 che la TEPCO spesso spegneva il sistema di rilevazione delle radiazioni per non far spegnere i sistemi di allarme. Radiazioni? Quali radiazioni?

E ora sappiamo anche che la società ha volutamente utilizzato dei rilevatori calibrati a un massimo di 100 mSv. Qualsiasi spiegazione farebbe comunque acqua, perchè chiunque utilizzi delle strumentazioni scientifiche sa bene che se le misurazioni superano il massimo rilevabile, va utilizzato uno strumento di gamma superiore!

In altre parole, se il contachilometri della tua macchina segna al massimo 180 kmh e tu vai a tavoletta sull’autostrada superando i 180 kmh, questo non significa che stai andando a 180 kmh solo perché il contachilometri segna 180. Questo discorso è più che ovvio. Eppure la TEPCO ha continuato a girare intorno al suo impianto con i suoi rilevatori truccati, dichiarando che quel livello “massimo” segnalato fosse il dato reale.

SE LA TEPCO HA MENTITO SULLE EMISSIONI RADIOATTIVE, SU COS’ALTRO HA MENTITO?

Questo ci porta ad un altro punto importante dell’articolo: su cos’altro ha mentito finora la TEPCO? Su tutto, pare. La TEPCO ancora non ammette che l’impianto abbia subito un incidente di fusione del nocciolo. Ancora non ammette che l’impianto stia per collassare, nel qual caso si sprigionerebbe un’immensa nube radioattiva che devasterebbe l’intero Nord America. E, ovviamente, non ammette di aver bisogno di un sostegno internazionale per risolvere il problema.

Di conseguenza, grazie all’arroganza e alla disonestà criminale del management e dei burocrati della TEPCO, un’altra massiccia fuoriuscita radioattiva è praticamente inevitabile. Basta un altro terremoto.

Mike Adams

Natural News

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

Fukushima, la Tepco ha perso il controllo della situazione. Il Giappone chiede aiuto al mondo

Il Wall Street Journal – non il ciclostilato dei centri sociali – lo scrive papale papale: a Fukushima la Tepco – la società proprietaria della centrale nucleare con tre reattori in meltdown e multiple perdite d’acqua radioattiva – ha perso il controllo della situazione. Per la precisione il WSJ specifica che questa è l’opinione di molti (non espressamente nominati) esperti nucleari. Ma la sostanza non cambia di una virgola, per farsi un’opinione del genere non è indispensabile essere esperti nucleari: basta seguire il flusso delle notizie.

L’ultima, di fonte Reuters, è che secondo l’autorità nucleare giapponese la Tepco non ha sorvegliato con sufficiente cura le condizioni dei mille serbatoi in cui stocca l’acqua radioattiva (la crisi nucleare al rallentatore che va avanti dal terremoto e dallo tsunami del 2011 ha avuto un’impennata quando si è scoperto che almeno uno di essi perde).

Un particolare (omesso da Reuters) dà l’idea di cosa concretamente significhi l’ “insufficiente sorveglianza”. La Tepco – che risparmia anche sulle provette – ha installato un solo strumento per misurare il livello dell’acqua nell’intero gruppo di cinque ciclopici serbatoi intercomunicanti (ciascuno ha una capacità di 1000 tonnellate) da cui proviene la perdita. E vai a scoprire dove è il buco, posto che l’acqua è troppo radioattiva perchè qualcuno possa anche solo avvicinarsi.

Ma questo è solo un esempio, è solo una delle ciliegine che ornano (si fa per dire…) questa immane tragedia. Il quadro generale è impressionante. Così impressionante che gli orgogliosi samurai del Sol Levante, fino all’altro giorno preoccupati solo di minimizzare, ora chiedono aiuto al mondo intero.

Il vero nocciolo della faccenda è che nessuno, a due anni e mezzo dall’inizio della tragedia, sa dove si trovi – e in che condizioni sia – il combustibile nucleare che si è fuso insieme ai tre reattori. In più, fra terremoto, tsunami ed esplosioni avvenute nei primi giorni della tragedia, gli edifici della centrale nucleare – che teoricamente dovrebbero mantenere al proprio interno qualsiasi perdita radioattiva – sono più bucati di un colabrodo.

Però il combustibile, ovunque esso sia, deve essere raffreddato senza sosta. La Tepco pompa continuamente acqua sugli (ex) reattori: essa diventa fortemente radioattiva e si accumula negli scantinati e nell’intrico di tubi che costituiscono il ventre della centrale nucleare. Un ventre tutt’altro che ermetico.

Da una parte, la Tepco versa acqua. Dall’altra parte la estrae dai sotterranei: per questo l’area di Fukushima è tappezzata di serbatoi di acqua che, pur se sottoposta a parziale decontaminazione, rimane altamente radioattiva: ribadisco che la recente perdita di 300 tonnellate riguarda acqua già trattata, eppure ha una radioattività pari a 80 milioni di becquerel al litro.

Ma il bilancio dell’acqua che si accumula nei sotterranei e dell’acqua che ne viene estratta non è in pareggio. Togliere l’acqua radioattiva è come cercare di vuotare il mare con un secchiello. C’è anche l’acqua di falda: mille tonnellate di acqua di falda tutti i giorni attraversano l’area di Fukushima. E’ acqua proveniente dalle montagne che si trovano alle spalle della centrale; si getta nell’Oceano Pacifico, sul quale Fukushima si affaccia.

Si calcola che 400 tonnellate di quest’acqua entrino tutti i giorni negli scantinati di Fukushima (è l’acqua radioattiva che Tepco estrae, decontamina parzialmente e stocca); le altre 600 tonnellatevanno nell’oceano. Da due anni. Si suppone che 300 tonnellate siano radioattive e le altre 300 no.

In ogni caso i prelievi di acqua di falda effettuati nella zona attorno a Fukushima mostrano livelli elevati o elevatissimi di radioattività. Ci si è sempre concentrati sulla vana costruzione di barriere per fermare l’acqua radioattiva di falda a valle di Fukushima ed impedirle di raggiungere l’oceano. Di recente si è cominciato a parlare di un bypass da costruire a monte di Fukushima, per scaricare nell’oceano l’acqua prima che diventi radioattiva. Pare che ormai sia troppo tardi.

Blogeko

Torna l’incubo Fukushima, altri 350 serbatoi d’acqua radioattiva sono a rischio perdite

Scritto da: Marina Perotta – mercoledì 21 agosto 2013

Torna l’incubo Fuskushima poiché la perdita di 300 tonnellate di acqua radioattiva è stato valutato livello 3 della scala INES, il che vuol dire: grave e ci sono altri 350 serbatoi che rischiano di rilasciare perdite

TEPCO ammette la fuoriuscita dialtra acqua radioattiva sversata nell’oceano Pacifico a causa di un serbatoio che si è bucato:l’incidente nucleare viene ora valutato dal Japan’s nuclear authority come livello 3 (grave) nella scala INES (che prevede 7 livelli).

Il problema è che TEPCO, che proprio ieri ha tenuto l’ennesima conferenza stampa straordinaria e urgente, ha dichiarato che ci sono altri 350 serbatoi contenenti acqua radioattiva dello stesso tipo che rischiano di usurarsi precocemente e rilasciare così il liquido radioattivo nell’oceano Pacifico. Non solo: come fa notare Iori Mochizuki di Fukushima Diary, nella zona in cui si trova il serbatoio che TEPCO ha dichiarato danneggiato e da cui è fuorisucita l’acqua contaminata ve ne sono altri 3 collegati a quello rotto e poi altri 26 serbatoi in cui sono state immagazzinate in totale 25.610 m3 di acqua radioattiva.

La classificazione del livello 3 su una scala che va da 0 a 7 corrisponde al rilascio di una grade quantità di materiale radioattivo all’interno dell’installazione. L’incidente accorso a Fukushima Daiichi lo scorso 11 marzo 2011 fu classificato nel suo insieme Livello 7 della scala INES.

L’acqua radioattiva ha contaminato anche il suolo penetrando in due grosse intercapedini formando dei laghi sotterranei il che sta ponendo ancroa un altro problema, ossia la risalita di queste acque.

La radioattività misurata a circa 50 cm al di sotto di queste falde è pari a 100 millisieverts per ora.

Da Ecoblog

5 mila tonnellate di acqua radioattiva sotto la centrale nucleare di Fukushima

Un lago sotterraneo contenente più di 5 mila tonnellate di acqua radioattiva è stato scoperto sotto la centrale nucleare di Fukushima Daiichi, come ha ammesso la TEPCO

Secondo il comunicato il trizio radioattivo è pari a 8,7 milioni di bequerel per litro, ossia 145 volte sopra i limiti. L’acqua si è accumulata in una cavità al di sotto del secondo reattore nucleare dopo lo tsunami causato dal sisma dell’11 marzo 2011 e che a causato l’incidente nucleare alla centrale ancora in atto.

Gli esperti giapponesi hanno già espresso preoccupazione per l’alto livello del trizio radioattivo riscontrato in mare nelle prossimità della centrale e dovuto a perdite non controllate. La settimana scorsa i rappresentanti di TEPCO hanno per la prima volta ammesso la fuga di acqua radioattiva nell’Oceano Pacifico.

Riferisce l’Asahi Shimbun che si sta valutando se l’acqua radioattiva dalla vasca sia filtrata in mare e se così fosse si pone la necessità di impermiabilizzare il terreno.

Il 27 luglio, TEPCO aveva annunciato che un livello estremamente alto di cesio, pari a 2,35 miliardi di becquerel per litro d’acqua è stato rilevata nell’acqua accumulata nella vasca. Un funzionario della TEPCO ha riferito che sono al lavoro per controllare le perdite nel terreno e per evitare ulteriori perdite in mare.

Resta di fatto che la centrale nucleare è ancora in equilibrio precario e che sembra davvero difficile mantenere il controllo e sopratutto gestirlo.

Da Ecplanet

Non vi immagineresti cosa sta accadendo a Fukushima ora

Difficile, visto che i mass media non ne parlano…

A Fukushima, l’acqua radioattiva presente nel sottosuolo avrebbe infatti oltrepassato la ‘barriera’ di contenimento.

Ecco un aggiornamento ..

Catherine

La Tepco NON ha nessuna idea di come stabilizzare i reattori.

Di recente abbiamo sentito brutte notizie da Fukushima. Ma è peggio di quanto pensiate.

Il Wall Street Journal nota che i livelli di radiazione FUORI dall’impianto sono probabilmente piu’ alti che dentro il reattore:

Alcuni funzionari della NRA [Nuclear Regulation Authority] hanno detto che nel suolo ci sono presumibilmente perdite di acqua altamente contaminata, che finisce con il confluire nelle falde acquifere ed anche nell’oceano.

In questi giorni si rileva la piu’ alta concentrazione di radioattività dal marzo 2011, dopo il terremoto e tsunami.

Ma come è possibile che FUORI sia piu’ radioattivo che dentro il reattore? I reattori hanno perso

l’isolamento e gli esperti non hanno idea di dove siano i nuclei nucleari.

Ed i problemi intercettati alle falde acquifere sono solo la punta dell’iceberg…

Japan Times sottolinea:

I livelli di cesio nell’acqua sotto l’impianto nr 1 di Fukushima si alzano tanto piu’ si scende in profondità, rivela la Tepco. Tepco ha trovato 950 milioni di becquerels di cesio e 520 milioni di becquerels di sostanze radioattive nell’acqua , che emettono raggi beta, tra cui lo stronzio, da 13 metri sottoterra.

Ad 1 metro di profondità l’acqua conteneva 340 milioni di becquerels e un campione da 7 metri ne conteneva 350 milioni

Il Cesio, un elemento metallico, è soggetto a gravità.

Yomiuri riporta che l’acqua freatica, altamente radioattiva, potrebbe cominciare ad arrivare alla superficie dell’impianto di Fukushima:

“Il portavoce della TEPCO, Noriyuki Imaizumi ha rivelato che il livello dell’acqua delle falde freatiche contaminate del reattore 2 si è alzata rapidamente, dopo un test fatto al lato del mare”.

“Se il livello dell’acqua continua a salire, potrebbe raggiungere la superficie,” ha detto Imaizumi, un general manager della società, per la divisione relativa all’energia atomica, alla conferenza stampa di lunedi. Persino la Tepco ammette che i problemi alle falde freatiche sono causate dalla mancanza di programmazione.

La Reuters nota che le sbarre del serbatoio di Fukushima si corroderanno in appena un paio di anni ed un operario dell’impianto rivela che “la Tepco dice di non sapere quanto ancora terranno i serbatoi”:

Da saluteolistica.blogspot.it

Uranio impoverito, il business segreto della regina Elisabetta

Scritto da: Davide Mazzocco – mercoledì 7 agosto 2013

La Casa Reale britannica, incurante dell’impatto ambientale, avrebbe investito nell’uranio circa 4 miliardi di sterline. Una rivelazione shock sull’intreccio fra Buckingham Palace e società produttrici di armi

La notizia, se confermata, è destinata a fare parecchio rumore. Secondo il gruppo pacifista Stop the War Coalition, la regina Elisabetta II, una delle donne più ricche e potenti del pianeta, avrebbe fatto affari con l’uranio impoverito, portando ingenti guadagni nelle casse di Buckingham Palace. Nel video, pubblicato su Youtube, gli attivisti raccontano di come, in sessant’anni, il capitale della Casa Reale Britannica sia cresciuto da 300 milioni di sterline a 17 miliardi di sterline. Come? Con investimenti nell’industria petrolifera nazionale (BP) e nelle aziende che producono armi che utilizzano l’uranio impoverito, come la Rio Tinto Zinc.

Il video cita l’esperto Jay M. Gould che nel 1996 pubblico The Enemy Within, libro nel quale rivelava come la casa reale britannica, ma soprattutto la regina in prima persona, avesse investito una cifra di circa 4 miliardi di sterline nell’uranio attraverso la Rio Tinto Zinc, la compagnia mineraria fondata nel 1950 (con il nome Rio Tinto Mines) da Ronald Walter Rowland, per volontà della casa reale britannica.

Nel video si sostiene che la Regina e gli altri reali abbiano investito nell’uranio impoverito, senza farsi troppi scrupoli sulle conseguenze sanitarie e ambientali delle loro speculazioni. Le armi all’uranio impoverito sono state utilizzate dai militari degli Stati Uniti durante la prima Guerra del Golfo contro l’Iraq, nel 1991. Da allora sono diventate di uso comune in numerosi conflitti, fra cui quelli in Afghanistan, nei Balcani e, nuovamente, in Iraq. Secondo il Ministero della Difesa degli Stati Uniti solamente in quel conflitto furono utilizzate fra le 315 e le 350 tonnellate di uranio impoverito in bombe, granate e proiettili.

Secondo Doug Rocchi, che fu responsabile del Pentagono per i progetti sull’uranio impoverito, la decontaminazione dell’ambiente dove è stato utilizzato uranio impoverito è impossibile.

A ventidue anni dal primo conflitto ea quasi dieci anni dalla “guerra preventiva”, in Iraq continua a crescere il numero di malformazioni, leucemie e patologie genetiche attribuibili all’utilizzo di uranio impoverito.

I problemi del Medio Oriente, però, sono distanti dagli affari della casa reale, quegli affari che nascondono parecchie zone d’ombra che la stampa mainstream bada bene a tenere sotto silenzio, interessandosi piuttosto ai cappellini delle principesse e al nome del Royal Baby.

Via | Stop The War Coalition

Ecoblog

Fonte: http://dadietroilsipario.blogspot.it

SAT 7 SEP 2013

No Muos: lettera al Papa contro la guerra e l’impianto Usa

Pubblicato in Pubblica Evidenza da admin il 7 settembre 2013

7 settembre 2013, 10:33

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Pubblichiamo la missiva inviata al Pontefice dal comitato di Piazza Armerina

“Caro Papa Francesco,

spirano sempre più forti i venti di guerra sul Mediterraneo, non più mare di pace, e la nostra terra di Sicilia non è più isola di cultura ma portaerei per fini bellici di superpotenze che si alimentano, insaziabili, dei profitti dell’economia di guerra.

Consapevoli di non dire nulla di nuovo, Le evidenziamo alcuni fatti:

all’interno della stupenda sughereta di Niscemi in Sicilia (Sito di Interesse Comunitario), la Marina Militare degli Usa, senza interpellare il Parlamento Italiano e la cittadinanza, ha installato, a partire dal 1991, 46 antenne per le telecomunicazioni con truppe e mezzi bellici nel Mediterraneo (può ricavare ulteriori informazioni dal libro Piazza No MUOS che abbiamo l’onore di donarLe);

è in costruzione, sempre all’interno della sughereta, il quarto impianto terrestre del MUOS, composto da tre parabole gigantesche che hanno il compito di guidare i droni (aerei senza pilota perché il pensiero umano è pericoloso), sommergibili, truppe e singoli soldati. La guerra sarà a portata di joystick.

La popolazione si è costituita in comitati che, coadiuvati da tante persone di buona volontà, stanno affrontando la problematica sotto diversi aspetti. Ma, sullo scoglio della totale mancanza di trasparenza e di democrazia reale, si imputridiscono le cattive abitudini italiche date dai partiti e dai vizi dei politici che condizionano organi di stato e i mezzi di informazione alla mercé dei poteri forti.

In un balletto di atti istituzionali, di revoca della revoca, di dichiarazioni fallaci pure in contraddizione diacronica tra loro, di azioni repressive sempre più frequenti, in presenza della manipolazione mediatica pressoché universale, il messaggio univoco che arriva ai cittadini è che il “MUOS s’ha da fare”, costi quel che costi. Ma  l’opinione pubblica sta sempre più cogliendo il nesso tra MUOS e guerre: il fronte di chi sta aprendo occhi e mente è sempre più vasto e pone, tra l’altro, un grosso problema di democrazia reale. La sensazione è di impotenza e frustrazione per il non ascolto di istanze vitali per la società, quali il rifiuto di guerre e del riarmo, il rispetto della sovranità territoriale, la difesa della salute e dell’ambiente.

In questi giorni, la pace è in forte pericolo.

Le forze del profitto e della guerra hanno già deciso il futuro del pianeta, suddiviso in aree da immiserire progressivamente e da soggiogare. In questo quadro, l’Europa del Sud è condannata a essere prima avamposto per l’aggressione ai paesi del Medio Oriente e del Maghreb e successivamente oggetto di ulteriore militarizzazione per il dominio culturale definitivo sui popoli ridotti a miseria.

La Sua autorità, caro Papa Francesco, è forte. Abbiamo apprezzato il suo grido contro la guerra che scuote anche chi, nella Chiesa, è sordo ai venti della pace.

Ci rivolgiamo a Lei perché noi, “credenti e non credenti”, siamo convinti che in questa terra possano vincere la vita e le forze del bene sull’oscurità del male e della guerra.

Per questo accogliamo il Suo invito a partecipare in piazza San Pietro alla giornata di digiuno e di preghiera di giorno 7 settembre.

Siano le Sue parole di pace e speranza monito verso la politica e i piccoli uomini deboli e corrotti.

Grazie e un caro saluto fraterno.

COMITATO No MUOS Piazza Armerina”

Sicilia, Etna patrimonio dell’Unesco: la cerimonia il 4 e 5 ottobre

Pubblicato in Letture da admin il 7 settembre 2013

Sarà il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, insieme al presidente della Regione Rosario Crocetta, ad aprire la cerimonia ufficiale d’iscrizione dell’Etna nel Patrimonio mondiale dell’Umanità, inaugurando a Catania la targa con il riconoscimento dell’Unesco. La data è ora ufficiale: l’appuntamento è previsto il 4 e 5 ottobre.

“Stiamo organizzando insieme al Parco dell’Etna una serie di eventi per celebrare nel migliore dei modi un riconoscimento importante non solo per la Sicilia, ma per tutta l’Italia”, dice l’assessore Lo Bello che nei giorni scorsi ha fatto visita al Parco dell’Etna dove ha incontrato il presidente Marisa Mazzaglia per pianificare il programma delle iniziative.

“Il vulcano dell’Etna – ricorda ancora Lo Bello – è il quarto patrimonio mondiale italiano iscritto per criteri naturali, dopo le isole Eolie, il monte San Giorgio e le Dolomiti, nell’elenco dei siti Unesco. Il premio è stato accolto all’unanimità dai 21 Stati membri del Comitato dell’Unesco e dai rappresentanti di 13 Paesi”.

Fonte

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